Amal Fatah di Francesco Morittu, un viaggio nella tradizione musicale sarda e del Mediterraneo

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Le composizioni dell’album richiamano differenti patrimoni musicali dell’isola: dal canto a quattro parti del cuncordu alle strutture del ballo campidanese, fino alle sonorità delle launeddas e dell’attitidu, l’antico lamento funebre della tradizione sarda. Nel brano che dà il titolo all’album, frammenti della canzone del cantautore berbero Al Hadj Al Anka si intrecciano con le forme musicali campidanesi, dando vita a un incontro naturale tra le due sponde del Mediterraneo. Chiude il disco Satiniana, omaggio ideale a Erik Satie e alla sua poetica visionaria: cosa avrebbe potuto comporre se nel suo immaginario avessero trovato posto, oltre alle danze greche, anche quelle sardo-campidanesi? Ormai da diversi anni, Francesco Morittu orienta il suo impegno creativo principalmente verso la ricerca e la rielaborazione degli archetipi formali della musica popolare sarda. Il primo frutto di questo percorso è stata S’acabbadòra, per chitarra sola, che ha ricevuto il 2° premio al concorso internazionale di composizione Brescia Chitarra Contemporanea 2008 ed è in catalogo nelle edizioni Curci. Da allora le sue musiche vengono eseguite regolarmente da numerosi interpreti sia in Italia che all’estero ..

Nell’album pubblicato da Isulafactory, ogni brano è costruito su alcuni elementi metrici, timbrici o espressivi del repertorio di danze e canti della tradizione orale sarda. E’ il resoconto, intimo e poetico, di un viaggio nel cuore della propria cultura d’origine, nel tentativo di recuperare gli archetipi di un linguaggio musicale complesso e fortemente impermeabile, attraverso il continuo gioco di specchi tra lo strumento colto, la chitarra classica, e quello popolare, la terzina campidanese con le corde in metallo. Come in ogni viaggio che si rispetti mano a mano che si prosegue ci si accorge che i confini non sono poi così invalicabili e si accresce la percezione che le barriere esistano più in virtù di ragioni geografiche e politiche che culturali. Così accade che alcuni frammenti della canzone Ma ychali youm al harb ghir del cantautore berbero Al Hadj Al Anka finiscano quasi accidentalmente nel sistema metrico modulare delle nodas del ballo campidanese generando il brano Amal Fatah.