Dal 1 luglio al 2 agosto torna a Roma uno degli appuntamenti più riconoscibili dell’estate culturale capitolina. La trentaseiesima edizione de “I Concerti nel Parco” approda alla Casa del Jazz di Roma con un cartellone che conferma la vocazione della rassegna a intrecciare linguaggi, generazioni e sensibilità artistiche diverse, costruendo un percorso che attraversa musica, teatro, danza, narrazione e riflessione civile. Anche per il 2026 il festival, diretto da Teresa Azzaro, punta su una programmazione che fa della contaminazione il proprio tratto distintivo, alternando grandi nomi della scena nazionale e internazionale a giovani talenti già capaci di farsi notare per originalità e visione.

L’idea che guida questa nuova edizione è quella di un festival capace non soltanto di ospitare spettacoli, ma di costruire connessioni tra memoria e presente, tra repertorio e nuove scritture, tra omaggi ai maestri e sguardi sul contemporaneo. Il programma si muove infatti lungo alcune direttrici ben precise, dagli anniversari dedicati a figure centrali della cultura italiana e internazionale ai temi del costume e della società, fino all’attenzione per la dimensione internazionale e per la valorizzazione delle nuove generazioni. È proprio in questo equilibrio tra approfondimento culturale e capacità di parlare al pubblico di oggi che la manifestazione continua a trovare la sua identità più forte. Ad aprire il festival, il 1 luglio, sarà “La misteriosa scomparsa di W” di Stefano Benni, proposto a un anno dalla morte dello scrittore in una produzione che si annuncia tra gli eventi più attesi della rassegna. Sul palco Ambra Angiolini, anche regista dello spettacolo, insieme alle musiche di Dardust e alle coreografie di Cracking Art, per un lavoro dal forte impianto visionario e ambientalista che si presenta come un’esperienza teatrale immersiva, sospesa tra ironia, inquietudine e desiderio di riconnessione con ciò che è autentico. Pochi giorni dopo, il 3 luglio, spazio a “2016/2026 Cohen, Bowie, Prince, Michael”, omaggio a quattro giganti della musica e dell’immaginario pop affidato al Gabriele Coen Quartet e a Giancarlo De Cataldo, in uno spettacolo che intreccia riscrittura musicale e narrazione d’autore. Tra i momenti più significativi del cartellone spicca anche “La ricerca della felicità” di Stefano Massini, in scena il 5 luglio, un lavoro che promette di muoversi tra racconto, ironia e osservazione del presente per interrogare una delle ossessioni del nostro tempo: l’obbligo quasi sociale a mostrarsi sempre felici. Il 7 luglio arriverà invece a Roma Yamandu Costa, protagonista di una data unica realizzata in collaborazione con il Festival di Solomeo, in un progetto che lo vedrà dialogare con la Solomeo Open Combo Orchestra tra classici latinoamericani e composizioni originali. L’11 luglio sarà la volta di “L’orchestra è pop”, un appuntamento che mette al centro la giovane compositrice e cantautrice Agnese Valle insieme all’Orchestra Papillon in un programma che unisce canzone d’autore e repertorio novecentesco, da Lucio Dalla a Battiato, da Šostakovič a Piazzolla.

Il festival continuerà poi a muoversi tra parola poetica, teatro musicale e grandi omaggi. Il 12 luglio Monica Guerritore e Giovanni Nuti porteranno in scena “Mentre rubavo la vita…”, spettacolo dedicato ad Alda Merini che promette di restituire tutta la forza emotiva, sensuale e lacerante dei suoi versi. Il 18 luglio Danilo Rea e Martux_m renderanno omaggio a Ryuichi Sakamoto con “Sakamoto & Me”, progetto che intreccia pianoforte, elettronica e memoria, mentre il 19 luglio arriverà la Barcelona Gipsy Balkan Orchestra, formazione dal respiro europeo e dal suono travolgente, capace di attraversare tradizioni rom, klezmer, balcaniche e mediterranee con un approccio contemporaneo e meticcio. Non mancherà la danza, da sempre parte integrante dell’identità della rassegna, con “Vivaldiana” di Spellbound Contemporary Ballet, in programma il 23 luglio: una creazione che rilegge l’universo musicale di Vivaldi attraverso il movimento, mettendone in risalto il carattere ribelle e innovatore. Il 25 luglio sarà invece il momento di “Gli amori difficili”, spettacolo tratto da Italo Calvino con Isabella Ragonese e Rodrigo D’Erasmo, pensato come un viaggio tra racconto, musica e immaginario visivo per esplorare sentimenti, fragilità e sfumature della relazione amorosa. A chiudere idealmente il mese, il 31 luglio, sarà Jacopo Fo con uno spettacolo dedicato alle canzoni del padre Dario Fo, nel centenario della nascita del grande artista, in un intreccio di memoria familiare, racconto teatrale e musica che coinvolgerà anche Lodo Guenzi e la Compagnia Fo Rame.

Gran finale il 2 agosto con Omar Sosa e il progetto in trio “Vibe Factor”, presentato in prima italiana. Il pianista e compositore cubano, affiancato da Diego Piñera e Joo Kraus, porterà sul palco una miscela di jazz, ritmi afro-latinoamericani, elettronica e improvvisazione, chiudendo il festival con un concerto che si annuncia come una vera esplosione di energia e libertà espressiva. È una conclusione che riassume bene lo spirito dell’intera manifestazione: una rassegna che continua a rifiutare etichette rigide e a costruire ponti tra forme artistiche, geografie e immaginari diversi. Tutti gli spettacoli sono in programma alle 21 e si svolgeranno principalmente negli spazi della Casa del Jazz di Roma, in viale di Porta Ardeatina 55, con alcuni appuntamenti ospitati anche a Villa Torlonia a Frascati e al Parco di Acquaforte di Capranica. I biglietti hanno un costo compreso tra 12,50 e 27 euro, mentre l’elenco completo delle eventuali riduzioni è consultabile sul sito ufficiale della manifestazione. Le prevendite sono attive online su TicketOne, mentre per l’acquisto telefonico è disponibile il numero 892.101 dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 21, e il sabato dalle 9 alle 17. Per gli spettatori con disabilità e per i loro accompagnatori è prevista la possibilità di prenotare i posti disponibili scrivendo all’indirizzo info@iconcertinelparco.it entro tre giorni dalla data dell’evento. Per chi preferisce acquistare sul posto, la biglietteria della Casa del Jazz apre alle 18.30 e resta operativa fino a 40 minuti dopo l’inizio dello spettacolo. La sede romana è inoltre servita da un parcheggio adiacente e si raggiunge facilmente sia in autobus, con la linea 714, sia in metropolitana, scendendo alla fermata Piramide della linea B. Per ulteriori dettagli, aggiornamenti sul programma e informazioni logistiche è possibile consultare il sito ufficiale della rassegna.