Mascherato, volutamente distante dalle logiche dell’ esposizione personale e della sovraesposizione digitale, UAH ha scelto fin dall’ inizio di lasciare che fossero le canzoni a parlare. La maschera non è soltanto un elemento estetico, ma una dichiarazione d’ intenti: eliminare il superfluo, sottrarre il volto per dare spazio alle storie, alle parole e alle immagini. In un’ epoca in cui l’ identità artistica viene spesso costruita attorno alla visibilità, UAH continua a percorrere la strada opposta, trasformando il mistero in uno strumento narrativo. Sottolinea il nostro fondatore Giancarlo Passarella .. Trovo interessante (e cacofonica) la scelta di un nome in apparenza strano: UAH sta per UnleashAnemaHit ed è un gioco di parole che unisce l’inglese al dialetto napoletano e lo possiamo tradurre con un deciso .. scatena il successo dell’anima .. Un disco che sceglie di osservare invece di giudicare, di raccontare invece di semplificare. In un tempo che chiede continuamente di schierarsi, urlare e semplificare, UAH sceglie ancora una volta una strada diversa .. quella dell’ ascolto.

La difficoltà di comunicare, la trasformazione delle relazioni, la perdita dell’ innocenza, il fenomeno migratorio, l’ impatto delle nuove tecnologie e il senso di smarrimento che caratterizza il nostro tempo. Il titolo dell’ album è già una dichiarazione di poetica. Ambaradan (già recensito dal nostro Silvio Mancinelli) richiama il caos, la confusione, il disordine apparente delle cose. Ma è proprio dentro questo disordine che il disco cerca di trovare un significato, raccogliendo frammenti di vite, ricordi, paure e desideri per restituire una fotografia sincera della contemporaneità.

Nelle 6 tracce, costruisce un’ opera che alterna dimensione privata e sguardo collettivo. L’ amore e la tecnologia, l’ infanzia e la politica, il territorio e le migrazioni diventano parti di uno stesso discorso artistico. Le canzoni non offrono soluzioni né risposte definitive. Preferiscono porre domande, lasciare spazio all’ ascoltatore e accettare la complessità del reale. Ambaradan è un album che parla del presente senza inseguirne le mode. Un lavoro che affonda le radici nella cultura e nell’ immaginario del Sud, ma affronta questioni universali.
Il cantautore mascherato partenopeo UAH pubblica l’album Ambaradan
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