Disco eclettico che eleva il prog rock nell’Olimpo della sperimentazione, ma non fine a se stessa: l’ alchimia che si respira in III (edito dalla milanese Luminol Records) è quella che rende magico girare per il rockbiz nostrano, scoprendo e valorizzando talenti, ma anche gruppi che in altri paesi avrebbe già attirato l’attenzione dei mass media! Seguo gli Aether dalla loro prima uscita discografica omonima per Overdub Recordings ed in quella recensione mi sentivo di manifestare il mio apprezzamento per un progetto, in cui mancavano solo Robert Fripp come chitarrista e Keith Emerson come tastierista: ma con III il panorama si ampia e (pur senza arrivare su un seminato sperimentale tipico di certo white jazz) gli Aether sembrano sempre di più amoreggiare con il concetto filosofico che sta alla base del progressive rock e mi riferisco al superamento dei limiti della forma canzone tradizionale (strofa-ritornello) per creare opere musicali più complesse e strutturate. Casualmente (?) il disco si apre con un brano che poteva essere del repertorio dei King Crimson (magari proprio quelli del periodo Epitaph), mentre Swerve chiude III con un vero e reverenziale tributo a Fragile, album seminale degli Yes. In altri termini, questo terzo pezzo della discografia degli Aether dimostra quanto siano orgogliosamente eredi di un rock progressivo che non dimostra affatto di aver compiuto mezzo secolo di vita e che anche in Italia ha una interessante filiera (con band come Osanna e Banco del Mutuo Soccorso) che emozionano ad ogni loro concerto live. Per comprendere l’humus su cui III è nato, dobbiamo con piacere fare il nostro chapeau ai singoli musicisti, vere e proprie anime assetate di conoscenza che spaziano in formazioni in apparenza lontane (come I Sincopatici) e che sicuramente ascoltano anche i suoni più innovativi del nostri Terzo Millennio, magari etichettati come post rock o ambient: onore dunque al chitarrista e tastierista Andrea Ferrari, al bassista Andrea Grumelli (pellegrino tra jazz, metal e sperimentazione), al talentuoso estro del pianista jazz Andrea Serino ed al batterista Matteo Ravelli, poliedrica anima che porta avanti anche un mastodontico progetto solista sperimentale ed elettronico sotto lo pseudonimo di Postcards from New Zealand. In tre brani dell’album c’è ospite anche la flautista Rosarita Crisafi. Per cominciare ad innamorarsi al nuovo lavoro degli Aether, vi consiglio la visione del videoclip del brano Vogon, dedicato alla specie aliena omonima della serie di romanzi di fantascienza La guida galattica dell’autostoppista: l’intervento di Claudio Milano nel recitar cantando, evoca la goffaggine e la mancanza di grazia dei loro movimenti e ci ricorda la maestria di Demetrio Stratos.
Tracklist di questo disco: Oort Cloud 6:21, Vogon 4:51, Cinq Teintes, Quatre Cadres 8:42, La Mélancolie Du Petit Prince 4:37, Panta Rei 8:00, Swerve 10:42.
Aether – III (Luminol Records cd 2026)
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