Matteo Sedda tra elettronica, ambient music, ricerca e jazz contemporaneo

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Si intitola Rooms ed è edito dalla sicula Isulafactory, attenta etichetta discografica gestita da Maurizio Caschetto: dalla grande isola di fronte arriva Matteo Sedda ed il suo album richiama l’ idea di attraversamento anche di spazi fisici e mentali, luoghi sonori che si aprono e si richiudono, ambienti emotivi che cambiano forma nel tempo dell’ascolto. Ogni composizione rappresenta una soglia, una condizione atmosferica, una tensione tra presenza e assenza. Le tracce non seguono una narrazione lineare, ma costruiscono un percorso immersivo fatto di stratificazioni, dettagli microscopici e trasformazioni timbriche che modificano continuamente la percezione dello spazio. La tromba diventa così uno strumento espanso. Attraverso tecniche estese, processamenti digitali e manipolazioni in tempo reale, il suono viene trasformato fino a perdere talvolta la propria identità originaria per fondersi con texture ambientali, droni e paesaggi elettronici. Rimane tuttavia sempre percepibile una componente fisica e respiratoria, una traccia umana che attraversa l’intero lavoro e che mantiene viva la relazione tra corpo, gesto e suono.

Sottolinea il nostro fondatore Giancarlo Passarella .. L’ interesse di Matteo Sedda (nato a Cagliari il 31 Marzo 1984) è il common ground tra il jazz contemporaneo, la musica ambient e l’elettronica sperimentale: è membro stabile dei Freak Motel ed è anche in formazioni più allargate, tra cui Big Band, ensemble di Choro, quartetti jazz tradizionali e il Quartetto Interzone (con il progetto Euphoria) .. Un elemento centrale dell’’intero lavoro album Rooms è il generarsi di linee melodiche che si intrecciano come fili di differente natura, colore e consistenza. Questi frammenti si sovrappongono, si dissolvono e si ricompongono dando vita a tessiture sonore in costante evoluzione. La melodia viene trattata come materia fluida, mai completamente stabile, capace di emergere e scomparire all’interno della struttura elettronica. Ambientazioni rarefatte e contemplative, si miscelano ad altre con un carattere più rituale e ipnotico, altri ancora si contaminano con elementi folk, glitch music e minimalismo elettronico. L’elettronica non agisce come semplice accompagnamento, ma come ambiente compositivo vero e proprio: uno spazio dinamico in cui il suono acustico viene accolto, trasformato e rimesso continuamente in circolazione.