Elisa Giobbi – ‘Round Midnight (Odoya Editore 2026)

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Nuovo lavoro per l’iperattiva scrittrice fiorentina: ‘Round Midnight consta di 400 pagine ed è una originale narrazione (a metà tra la pura biografia e momenti storico/artistici), incentrata su Thelonious Monk (leggendario e geniale pianista jazz) e sul suo profondo legame con la baronessa Pannonica “Nica” de Koenigswarter. Lo si intuisce sul sottotitolo (che compare in copertina) che sono quattro i punti del lavoro, perché leggiamo Monk, Nica, l’America e il Jazz. Conclamato che il nome dell’artista e quello della baronessa è giusto che abbiano la prima lettera maiuscola, è emblematico che lo sia anche il continente ed il genere musicale: scrivere America e Jazz (con la prima lettera in maiuscolo) significa contestualizzare al massimo il range nel quale la scrittrice invita il lettore a seguirla! Parliamo dunque di quello che è avvenuto negli Stati Uniti d’America e l’humus su cui il tutto corre è la musica afro diventata jazz: piena di particolari la vita della mecenate appartenente alla dinastia Rothschild, perché la baronessa lasciò l’Europa per trasferirsi a New York, diventando la protettrice dei più grandi jazzisti dell’epoca. Ma quello che apprendiamo dalla lettura di ‘Round Midnight è che lo fece non con il piglio del manager, ma in quello più grazioso di amica. La fluida scrittura di Elisa Giobbi ripercorre l’evoluzione del jazz americano, ma non trascura il contesto in cui ciò è avvenuto, comprese le discriminazioni razziali che anche i maggiori musicisti hanno subito, riuscendo alla fine a conoscere al mondo una fioritura artistica della New York di metà Novecento. Lode dunque alla scrittrice fiorentina per aver raccontato una vita vissuta come quella della baronessa Pannonica de Koenigswarter, nata Kathleen Annie Pannonica Rothschild a Londra il 10 Dicembre 1913, una mecenate britannica che supportò diversi musicisti jazz dell’epoca, specie fra gli anni 1940 e ’50, in particolare Thelonious Monk che le dedicò la composizione Pannonica.

Sono due i momenti topici del libro (pubblicato dalla Casa Editrice Odoya) e mi riferisco allo tsunami provocato dalla morte di Nica ed al tanto analizzato articolo in cui Thelonious Monk venne definito Genio del Bop: a partire da pagina 149, Elisa Giobbi ci invita a riflettere proprio sull’articolo scritto da giornalista e fotografo William P. Gottlieb, pubblicato nel 24 Settembre 1947, sulla rivista Down Beat. Questo articolo specifico rappresenta una pietra miliare nella storia del jazz e la scrittrice ne analizza pro e contro, detrattori e fans: questo perché all’epoca Thelonious Monk era una figura molto sfuggente e fraintesa, odiata ed amata, non coinvolta nel gossip. La storia ci dice che Gottlieb rintraccia Monk tramite la pianista Mary Lou Williams, ottenendo un’intervista e scattando fotografie (possiamo definirle iconiche?) che lo presentarono al grande pubblico: riuscire a tratteggiare i chiaroscuri di questo momento, è gioco di maestria per Elisa Giobbi, forgiata da descrizioni di questi “quadri” ogni volta che ha scritto un romanzo. Grazie alle sue parole, il libro affronta un momento preciso, ma ci fa intravedere sullo sfondo i primi sussulti della Beat Generation .. Bebop wasn’t developed in any deliberate way. For my part, I’ll say it was just the style of music I happened to play ..