I Calliope raccontano i mostri della quotidianità con La Signora Gron

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Dall’Abruzzo arriva una delle realtà più interessanti del panorama rock indipendente. I Calliope, band di Pescina (L’Aquila) composta da Tamara Macera (voce), Pietro Angelone (chitarra), Tony Di Marzio (basso), Enrico Persia (chitarra) e Fabrizio Pagliaro (batteria), hanno pubblicato il nuovo singolo “La Signora Gron”, accompagnato dal videoclip diretto da Piero Calvarese, disponibile su YouTube.

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Il brano rappresenta un nuovo tassello nel percorso del gruppo, che negli ultimi anni ha costruito una propria identità tra alternative rock, influenze grunge e una scrittura che non rinuncia mai a scavare nell’interiorità. “I mostri sono ovunque, nelle aspettative di tutti i giorni e nella nostra fragile umanità”, spiegano i musicisti presentando il singolo. Ed è proprio Gron il simbolo di quelle paure invisibili che abitano la società contemporanea. “La Signora Gron” nasce quasi per caso, durante il rientro da un concerto. Un’intuizione improvvisa che, come racconta la band, arriva “come un fulmine a ciel sereno”. Per i Calliope ogni canzone è il riflesso di un’esperienza vissuta, reale o interiore, una necessità espressiva che prende forma senza essere programmata. Il personaggio di Gron prende vita in uno stato ipnagogico, quella sottile fase sospesa tra veglia e sonno, dove immagini e pensieri si deformano fino a trovare un significato. È qui che il gruppo colloca il cuore del brano: un luogo di confine tra visibile e invisibile, tra paura e consapevolezza. Musicalmente il pezzo mette insieme due anime apparentemente opposte. Le strofe si muovono su territori cupi, cromatici e disturbanti, mentre il ritornello esplode in una melodia circolare, quasi pop, sensuale e ossessiva. Una scelta voluta, perché, spiegano i Calliope, “le due anime sono nate insieme, sono due facce della stessa medaglia”. “La Signora Gron” arriva dopo “Un quarto d’ira”, il singolo che nel 2024 ha segnato il passaggio definitivo dal progetto solista Calliope alla formazione attuale, e dopo “It”, brano realizzato per la colonna sonora di un cortometraggio.

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I Calliope con il giornalista Ezio Guaitamacchi al Santa Jona Festival

Ogni esperienza rappresenta una nuova occasione di crescita per il gruppo, che preferisce lasciarsi guidare dagli incontri e dalle opportunità senza rinchiudersi in uno schema prestabilito. Un approccio che si riflette anche nell’attività live, considerata il centro del progetto artistico. Negli ultimi anni la band ha condiviso il palco con nomi importanti della scena italiana come Giorgio Canali e i 99 Posse, esperienze che hanno contribuito alla maturazione del gruppo. “Osservare grandi professionisti è sempre motivo di apprendimento”, raccontano, sottolineando come ogni concerto davanti a un pubblico che ancora non li conosce rappresenti una nuova sfida. “La Signora Gron” utilizza il linguaggio del rock alternativo per affrontare il tema della deformazione che la società impone all’individuo. Il brano alterna tensione e melodia, inquietudine e immediatezza, sostenuto dalla voce intensa di Tamara Macera, capace di conferire profondità emotiva alla narrazione. Il videoclip diretto da Piero Calvarese amplifica questa dimensione visionaria, trasformando Gron in una presenza concreta che accompagna lo spettatore dentro un universo sospeso tra sogno e incubo. A confermare il buon momento dei Calliope è arrivato anche il recente secondo posto alla seconda edizione del “Santa Jona Festival – Forever Silvio Di Giulio”, concorso dedicato ai gruppi emergenti e intitolato alla memoria di Silvio Di Giulio, giovane giornalista e musicista scomparso alla fine del 2024 e collaboratore anche di Musicalnews.com. Un riconoscimento che certifica la crescita di una band che continua a costruire il proprio percorso passo dopo passo, puntando soprattutto sull’attività dal vivo e sulla ricerca di nuove occasioni per portare la propria musica nei club e nei festival italiani. Con “La Signora Gron”, la band conferma la volontà di raccontare le fragilità del presente attraverso un linguaggio musicale personale, intenso e senza compromessi, consolidando un’identità che li rende una delle realtà emergenti più interessanti della scena rock indipendente.