L’album propone 11 brani rock blues per complessivi 51 minuti: è stato registrato in presa diretta presso il Sonic Design di Sermide (Mantova) e vede Roberto Formignani accompagnato da Alessandro Lapia al basso e Roberto Morsiani alla batteria. E’ tra i fondatori nel 1981 della Mannish Blues Band con cui ha ottenuto soddisfazioni e riconoscimenti, come esser ospiti allo show Quelli Della Notte con Renzo Arbore nel 1985, anno in cui la scaletta del Pistoia Blues Festival prevedeva B.B.King, Roberto Ciotti, Tolo Marton ed appunto Mannish Blues Band. Ma perché il numero 202 come titolo del suo nuovo disco? Diciamo che è doppiamente simbolico, poiché rappresenta sia il suo giorno e mese di nascita ed al contempo è il numero di serie della Fender Telecaster raffigurata in copertina, ovvero la numero 202 su 300 esemplari prodotti: gli 11 brani sono quasi equamente suddivisi tra cantati e strumentali, perché i primi sei lo vedono anche singer ed i rimanenti cinque sono esclusivamente ricolmi di suoni. La tanta esperienza accumulata, poteva indurre l’artista a produrre un disco troppo ricercato, ma la scelta di registrare tutto in presa diretta ha allontanato questo pericolo ed i brani si gustano come se fossimo ad un suo concerto live e la bella immagine in copertina ci da il pathos del progetto, anche grazie all’abilità di Guido Harari di cogliere nelle sue foto l’anima dell’artista! Noi malati di knopflerite acuta godiamo in molti momenti di 202, ma anche i fans del blues tradizionale possono sognare ad occhi aperti con queste dichiarazioni d’amore verso i bei tempi andati, come ovviamente si vive con l’iniziale Early Fifties e la struggente Hey My Lord. Melodia blues e lanci soft rock puntellano tutto l’album, ma forse il pamphlet dell’intero progetto è The Blues Door (Gorée): come a Pantelleria esiste la Porta del Mediterraneo, così nell’isola di Gorée nel Senegal ci sono i locali dove venivano ammassati gli indigeni catturati sulla terraferma, facendoli diventare i primi schiavi africani che furono trasportati nell’America del Nord. Qui il blues diventa sofferente e la chitarra di Roberto Formignani piange, costringendoci a guardare ai festeggiamenti per i 250 anni di vita degli States con un minimo di coscienza critica: il brano ci invita (almeno con la fantasia) ad immaginare la bellezza di questa isola posta di fronte alla capitale Dakar che con orgoglio propone il Museo Storico, poco distante dal suo porticciolo. Per tutto l’album 202, vanno fatti sinceri complimenti anche al lavoro post produttivo di Marco Malavasi, rispettoso dell’emozione che il trio ha portato in dono con questi 11 brani, registrati con dovizia e molto rispetto!
Tracklist di questo disco: Early Fifties, Dirty Road, If You Want To Be My Friend, The Blues Door (Gorée), Hey My Lord, Like When I Was Young, Running On The Mountains, All In Vain, Sliding On The Blue Sunset, Irish, Refugiados.
Roberto Formignani – 202 (AMF Associazione Musicisti di Ferrara 2026)
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