È successo per caso: Mauro Ronconi e Orietta Filippone raccontano il lato imprevedibile della musica

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Prima di diventare patrimonio collettivo, le grandi canzoni sono spesso il frutto di coincidenze, intuizioni improvvise, incontri inattesi e momenti di fragilità. È da questa prospettiva che nasce “È successo per caso” (Scione), il nuovo libro firmato da Mauro Ronconi e Orietta Filippone, un viaggio attraverso la genesi di alcuni dei brani più celebri della musica italiana e internazionale. Dai Beatles a David Bowie, da Fabrizio De André a Lucio Battisti, da Bob Dylan a Pino Daniele, il volume ricostruisce le circostanze, spesso sorprendenti, che hanno dato vita a canzoni entrate nella storia, restituendone il lato più umano e meno celebrativo.

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Mauro Ronconi è giornalista, critico musicale e autore di numerosi saggi dedicati alla storia della musica e ai suoi protagonisti. Nel corso della sua carriera ha raccontato il rock, il jazz e la canzone d’autore attraverso volumi di approfondimento, biografie e opere di divulgazione che coniugano rigore storico e passione narrativa. Orietta Filippone, da sempre attenta alle dinamiche culturali e artistiche, affianca in questo progetto uno sguardo sensibile alle vicende umane che si intrecciano con la creazione musicale, contribuendo a costruire un racconto in cui la storia delle canzoni diventa anche storia di persone, emozioni e destini. In questa intervista abbiamo parlato con gli autori del ruolo della casualità nella nascita delle opere d’arte, dei criteri che hanno guidato la scelta dei brani, del rapporto tra talento e ispirazione e del desiderio di riportare capolavori universalmente conosciuti alla loro dimensione originaria, fatta di dubbi, tentativi e intuizioni improvvise. Un dialogo che invita a guardare le canzoni non soltanto come opere compiute, ma come il risultato di percorsi imprevedibili nei quali il caso, spesso, ha avuto un ruolo decisivo.

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Il titolo del libro, “È successo per caso”, sembra evocare una forza imprevedibile che attraversa la creazione artistica. Quando avete iniziato a lavorare al volume, avevate già chiaro che il “caso” sarebbe stato il vero filo conduttore del racconto, oppure è emerso strada facendo, man mano che entravate nelle storie delle canzoni?
Mauro: L’impianto iniziale del libro è stato senz’altro governato dal concetto di casualità, salvo poi espandersi con inquadramenti storici ed effluvi di umanità che ogni singola storia, e ogni singolo artista, contenevano per definizione. Ed è avvenuto fluidamente, una sorta di naturale integrazione.
Nel libro raccontate la nascita di brani molto diversi per epoca, stile, provenienza e sensibilità. Che cosa vi ha guidato nella scelta delle canzoni da includere? Avete cercato soprattutto la forza dell’aneddoto, il peso culturale del brano o la capacità di quella canzone di raccontare un momento decisivo nella vita dell’artista?
Orietta: La forza dell’aneddoto, il peso culturale del brano, la sua forza evocativa e mediatica, l’intensità dei vissuti degli artisti, il forte impatto nel consenso del pubblico e il purissimo nostro personale gusto musicale…sono stati gli elementi che hanno guidato alla selezione dei brani e alla loro narrazione.
Molti dei brani che affrontate sono diventati classici assoluti, quasi monumenti della canzone contemporanea. Nel vostro lavoro, invece, li riportate a una fase iniziale fragile, incerta, persino accidentale. Vi interessava proprio smontare il mito della canzone “perfetta” e restituire al lettore il lato più umano, vulnerabile e imprevedibile della creazione musicale?
Mauro: È probabile che la restituzione al pubblico delle fragilità di grandi artisti, dei loro tormenti e degli aspetti pratici che spesso concorrono, e incorrono, nelle creatività tout court…siano stati il vero “motore di ricerca” nella narrazione delle singole storie. Per ogni artista e il proprio brano abbiamo delineato lo sky line emotivo, la pura e spicciola cronaca degli accadimenti, i contesti culturali e storici e lo stile, musicale e non. Grande successo per tutti, ma forse anche molto figli di se stessi. Abbiamo cercato di renderli un po’, solo un po’, anche figli nostri, figli di tutti.

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Nel libro si attraversano mondi molto diversi: dai Beatles a David Bowie, da Fabrizio De André a Lucio Battisti, da Bob Dylan a Pino Daniele. Al di là delle differenze, avete trovato un elemento comune nella genesi di questi brani? Esiste, secondo voi, una forma ricorrente dell’ispirazione o ogni canzone custodisce un proprio mistero irriducibile?
Orietta: La comune sensibilità e sapienza musicale, il bisogno fisico di esprimerla, la caparbietà e l’esigenza di dar voce, e musica, alla spinta interna, questi i tratti comuni degli artisti citati. Ma l’irriducibile mistero di ciascuno, quello sì che ha permesso l’avvicendamento nella storia e ha fatto la differenza.
“È successo per caso” non è soltanto un libro di curiosità musicali: leggendo, si avverte anche un’attenzione al contesto storico, umano, emotivo in cui le canzoni nascono. Quanto è stato importante, per voi, tenere insieme il dato musicale con il racconto di un’epoca, di un clima culturale e della biografia degli artisti?
Mauro: Moltissimo, perché quel clima lo abbiamo inalato profondamente e tuttora lo respiriamo, anche se più proiettato e privato.
Nel sottotitolo compaiono tre parole molto dense: “storie”, “talento” e “casualità”. Come si tengono insieme, secondo voi, questi tre elementi? Il talento basta da solo o ha sempre bisogno di un incontro fortuito, di una ferita, di un tempo giusto, di una circostanza imprevedibile per trasformarsi davvero in canzone?
Orietta: È un po’ l’intreccio della vita. La vita che non viaggia troppo su binari unici ma va ad aggrovigliarsi negli scambi, si riempie e si libera, accoglie, integra, scarta…Talento e casualità si son concessi l’un l’altra, si son saputi riconoscere, hanno ostinatamente cercato e trovato una complicità che ha permesso le magiche storie di questi formidabili artisti.

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Alcuni dei libri pubblicati da Mauro Ronconi

Una domanda per Mauro Ronconi. Nel corso degli anni hai dedicato molta parte del tuo lavoro alla divulgazione e al racconto della musica, da “1900-2000. Musica dal pianeta terra. Dal Jazz al Rock 200 CD da salvare” fino a volumi monografici e biografici su artisti come James Taylor o gli Eagles. In che rapporto si colloca “È successo per caso” rispetto a quel percorso? È una naturale prosecuzione del tuo sguardo sulla musica oppure rappresenta, anche grazie al dialogo con Orietta Filippone, un modo nuovo di raccontarla, più centrato sulle circostanze della creazione che non solo sulle opere o sulle carriere?
Mauro: Si è un nuovo approccio alla critica musicale dove la saggistica si intreccia con una narrazione emotiva. È iniziato con il mio precedente volume “Canzoni per un mondo senza Beatles” (Arcana, 2022) e proseguito ancora più definito con questo libro grazie al prezioso contributo di Orietta.