Per una sera Roma è tornata negli anni ‘Ottanta’80. Martedì 7 luglio la Cavea dell’Auditorium Parco della Musica si è trasformata in un tempio dell’hard rock melodico grazie al concerto degli Europe, tra gli appuntamenti più attesi del Rock In Roma. Un pubblico di appassionati arrivato da ogni parte d’Italia ha risposto presente, sfoggiando giubbotti di pelle, magliette vintage della band, jeans consumati e look perfettamente in linea con lo spirito dell’epoca d’oro del rock e dell’hair metal. Un colpo d’occhio che raccontava già prima dell’inizio dello spettacolo quanto il legame tra gli Europe e i loro fan sia rimasto immutato.

A 40 anni dall’uscita di “The Final Countdown”, il brano che li ha consacrati nell’Olimpo del rock mondiale, la band svedese ha dimostrato di essere ancora in splendida forma. Joey Tempest, frontman carismatico e instancabile, ha guidato il gruppo con l’energia di sempre, affiancato dalla formazione storica composta da John Norum alla chitarra, John Levén al basso, Ian Haugland alla batteria e Mic Michaeli alle tastiere. Un’intesa costruita in decenni di musica che continua a essere uno dei principali punti di forza della band. L’apertura con “On Broken Wings” (b-side del singolo “The Final Countdown”) ha introdotto il pubblico in un viaggio attraverso oltre quattro decenni di carriera, ma è bastato l’attacco della versione estesa di “Rock the Night” per trasformare la Cavea in un unico, gigantesco coro. Migliaia di persone hanno accompagnato Joey Tempest parola dopo parola, in uno dei momenti più coinvolgenti della serata. La scaletta ha saputo equilibrare perfettamente i grandi classici con la produzione più recente. Brani come “Walk the Earth”, “The Cult of Ignorance”, “War of Kings”, “Last Look at Eden” e “More Than Meets the Eye” hanno dimostrato come gli Europe abbiano saputo evolversi senza rinunciare alla loro identità sonora, mentre “Scream of Anger”, “Sign of the Times”, “Stormwind”, “Ready or Not” e “Cherokee” hanno riportato il pubblico alle atmosfere che hanno reso celebre la band nel mondo. Tra i momenti più emozionanti non poteva mancare “Carrie”, accolta con entusiasmo e cantata praticamente da tutta la Cavea. Le luci dei telefoni hanno illuminato il pubblico mentre Joey Tempest interpretava una delle ballate più amate della storia del rock melodico, capace ancora oggi di emozionare e unire generazioni diverse.

Molto apprezzata anche “Open Your Heart”, arricchita da un’improvvisazione acustica durante la quale Tempest ha voluto rendere omaggio alla città di Roma, conquistando un lungo applauso prima di riprendere il brano. Dal punto di vista musicale la band ha offerto una prestazione impeccabile. John Norum ha confermato il proprio talento con assoli potenti ed eleganti, alternando tecnica e feeling senza mai eccedere nel virtuosismo. Solida la sezione ritmica formata da John Levén e Ian Haugland, mentre le tastiere di Mic Michaeli hanno restituito dal vivo quel suono inconfondibile che rappresenta uno dei marchi di fabbrica degli Europe. Il concerto è stato anche l’occasione per presentare “One on One”, il primo singolo del nuovo album “Come This Madness”, in uscita il 25 settembre per Silver Lining Music / Hell & Back Recordings. Dopo nove anni di silenzio discografico, gli Europe tornano con quello che sarà il loro dodicesimo album in studio, un lavoro che punta a rappresentare una nuova tappa del loro percorso artistico. Registrato agli RMV Studio di Stoccolma, prodotto da Tom Dalgety, già al lavoro con Ghost e Rammstein, e mixato da Mike Fraser, il disco si avvale anche della collaborazione di Tobias Forge e Michael Åkerfeldt. “One on One”, costruita su un incisivo riff di basso e melodie immediatamente riconoscibili, è stata accolta con curiosità dal pubblico romano e lascia intuire la direzione del nuovo progetto: un rock diretto, energico e pensato per esprimere tutta la propria forza sul palco.

Ma il momento che tutti aspettavano è arrivato nel finale. Dopo l’encore con “Cherokee”, le prime, leggendarie note di “The Final Countdown” hanno fatto letteralmente esplodere la Cavea. È bastato il celebre riff di tastiera per vedere migliaia di persone alzarsi in piedi e cantare all’unisono uno dei brani più iconici della storia del rock. A distanza di quarant’anni dalla sua pubblicazione, il pezzo continua a esercitare un fascino straordinario, coinvolgendo fan storici e nuove generazioni con la stessa forza di allora. Un finale travolgente, accompagnato da cori, applausi e un entusiasmo contagioso che ha confermato come “The Final Countdown” resti un autentico inno senza tempo. Il concerto romano ha confermato che gli Europe non sono soltanto la band di un successo planetario, ma una formazione che continua a guardare avanti senza rinnegare il proprio passato. Tra grandi classici, nuove canzoni e una straordinaria partecipazione del pubblico, la serata della Cavea è stata una celebrazione del rock melodico e della sua capacità di attraversare le generazioni. Per una notte, Roma ha rivissuto tutta la magia degli anni Ottanta, dimostrando che certe canzoni e certe emozioni non conoscono davvero il passare del tempo.