Piazza dell’Isolotto con lo show di Pino Moscato e dei Carpineta

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Martedì 7 Luglio eravamo in tanti per questo momento folk, rock, progressive e cantautorale: era la prima volta che vedevo live i Carpineta, mentre sono diverse le occasioni in cui ho ammirato Pino Moscato in concerto. Ha offerto uno spettacolo di impegno civile, fatto di sue canzoni, ma anche di letture ed attirando il pubblico, anche quello distratto ed arrivato in piazza solo per uscire dalle case che ribollono di umidità e calore. Siamo riusciti a cogliere il suo messaggio, ammirando le parole che spesso erano lame taglienti verso una società moderna figlia del consumismo e lontana troppo dalle battaglie partigiane che hanno fatto grande la nostra Repubblica: Pino Moscato va ammirato anche per la tenacia con cui conduce la sua battaglia per una rivalutazione del ruolo del cantautore, anche grazie ad iniziative come la rassegna costruita con Gianfilippo Boni, sotto la griffe Quelli del Fermata 22. Giustamente soddisfatto Mirko Domentoni (presidente Q4 Firenze) per il livello della serata e per la sua indubbia forza aggregativa!

Lo show dei Carpineta mi ha permesso di ammirare quel grande chitarrista blues rock che è Massimo Tilli, inserito in un ensemble storico e ritornato a vita nuova, grazie ad alcuni innesti di musicisti assai giovani. A fine evento, mi sono avvicinato per parlare con lui, partendo dagli storici Sniff, per passare a Micio Mici ed i Suoi Amici, toccando il suo bel libro La Mia Banda Suona il Blues ed arrivando alla sua militanza con i Carpineta. Alla domanda specifica su come si trovi, mi ha detto che .. stiamo imparando che siamo in tanti e qualche volta si può anche non suonare il proprio strumento all’interno di una canzone: l’amalgama è anche lasciare degli spazi vuoti, a beneficio di altri strumenti .. Concordo con lui, perché è indubbia la bontà del news deal dei Carpineta, ma una maggiore orchestrazione avrebbe giovato al risultato finale! Strano poi definire la loro proposta: si parte con pizzica e taranta (attirando dal pubblico gente che vuole ballare) e poi si propone qualcosa che loro hanno definito psichedelico: a me sembra più un buon ricordo degli anni’70, passando dalla sperimentazione politica degli Area alle buone arie del Banco del Mutuo Soccorso, sino ad arrivare al rock partenopeo degli Osanna e di molte band del glorioso periodo del Napules’s Power.