Arriva in libreria “Domenico Modugno – L’uomo che sapeva volare” (Santelli Editore), un volume che approfondisce la conoscenza dell’attore e cantante, artista totale e spirito libero.

L’autore, il giornalista pugliese Domenico Matarrese, propone una “biografia emozionale” che, intima e approfondita, unisce il racconto delle canzoni più belle di Mister Volare, a cominciare da “Nel blu, dipinto di blu”, vincitrice del Festival di Sanremo nel 1958, ad aspetti meno noti della sua vita. Ne emerge un percorso umano e artistico che attraversa persone e culture, poesia e dialetti, arricchito da un ampio corredo fotografico e documentario e da numerose testimonianze di chi lo ha conosciuto. “Mi piace considerare questo libro come un lavoro collettivo”, spiega l’autore, “del quale io sono stato lo strumento. Mi ha impegnato per due anni e mezzo in giro per la penisola, a partire dai luoghi del cuore dell’artista, quelli a lui più cari. Ho incontrato tanta gente, personaggi famosi ma soprattutto la bellezza della gente comune. Ognuno ha raccontato il suo Modugno e le emozioni di un incontro. Questo mi ha permesso di offrire un ritratto meno consueto, che guarda non solo al grande e talentuoso artista, tenace e coraggioso, ma anche alla sua parabola di figlio del Sud che, raggiunto il successo e diventato cittadino del mondo, soprattutto dopo la difficile esperienza della malattia che lo ha avviato a una nuova vita, non ha mai smesso di guardare agli ultimi, ai più fragili”. A partire dalla nascita, avvenuta il 9 gennaio 1928 a Polignano a Mare, l’autore racconta i primi anni di vita di Modugno. Si sofferma poi sul trasferimento con la famiglia a San Pietro Vernotico, al seguito del padre, comandante della Guardia Municipale, dove si forma tra il teatro e le serenate, prima della partenza per Torino e poi per Roma, alla ricerca del successo. Ed è proprio nella capitale che, tra le prime comparse e il Centro Sperimentale di Cinematografia, dove frequenta il corso di recitazione, conosce Franca Gandolfi, futura moglie, e stringe amicizia con Franco Migliacci e Riccardo Pazzaglia, autori dei testi di alcuni dei suoi brani più celebri.

Dopo aver esplorato dialetti e linguaggi non suoi, come il siciliano e il napoletano, colpito da un ictus nel 1984, Domenico Modugno conduce importanti campagne civili da parlamentare e consigliere comunale ad Agrigento, battendosi per la chiusura dell’ospedale psichiatrico. Alla fine di agosto del 1993 torna a Polignano a Mare per uno storico concerto. Un anno dopo, il 6 agosto 1994, si spegne a Lampedusa, nell’arcipelago delle Isole Pelagie, terra di frontiera più vicina all’Africa che all’Italia, mentre osservava il mare dalla sua abitazione nella Baia dei Conigli, che amava definire la “piscina degli dei”. L’autore racconta un Modugno inedito con l’aiuto di personaggi che lo hanno conosciuto o si sono ispirati a lui, tra cui Enrica Bonaccorti, Ermal Meta, Ernesto Migliacci, Massimiliano Pazzaglia, Renzo Rubino, Mario Incudine, Nabil Al Salameh, Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari. Il volume riporta anche un’intervista realizzata dall’autore a Mister Volare nel 1993, a Polignano a Mare, alla vigilia del concerto in piazza Moro, evento centrale di un’indimenticabile tre giorni organizzata da Gianni Torres, ricordata attraverso le testimonianze dei suoi protagonisti.