La scomparsa di Peppino Di Capri ha suscitato un’ondata di commozione che ha attraversato il mondo della musica, delle istituzioni e dello spettacolo. Artisti, amici e personalità della cultura hanno voluto rendere omaggio a uno dei protagonisti assoluti della canzone italiana, ricordando non solo il musicista capace di attraversare quasi settant’anni di carriera, ma anche l’uomo gentile, elegante e generoso che ha lasciato un segno profondo nella vita di chi lo ha conosciuto.

Tra i ricordi più toccanti c’è quello di Renato Zero, che ha affidato ai social un messaggio carico di affetto: «Caro Peppino, sono riuscito ad abbracciarti, a godere ancora della tua luce, della tua vicinanza, del tuo tenero accattivante sorriso. Sei stato un faro, un porto sicuro dove rifugiarmi ogni volta. Grande la tua anima, così generosa verso il tuo pubblico, i tuoi amici, la tua musica. Ti porterò nel cuore sempre. Sarai presente in ogni pensiero e nota che riuscirò a comporre. So che non mi dimenticherai come io non ti dimenticherò! Che il cielo ti accolga come meriti». Anche Gianni Morandi ha scelto poche parole, ma dal forte impatto emotivo: «Oggi la musica ha un silenzio in più. Ciao, Peppino». Carlo Conti lo ha ricordato scrivendo: «Ciao Peppino, ci hai fatto ballare con il twist, ci hai fatto emozionare ed innamorare con le tue canzoni… con te un grande amore e niente più». Cristiano Malgioglio ha salutato «un grande gigante della musica leggera», sottolineando come «la sua voce riusciva ad emozionare chiunque la ascoltasse». Nino D’Angelo gli ha dedicato un commosso: «Ciao Peppino. Cantante Sognatore e persona perbene. Addio pezzo di Napoli senza tempo. Riposa in pace». Amedeo Minghi ha scelto invece un ricordo intimo: «Anche Peppiniello, lo chiamavo così e così lo ricorderò. A Dio carissimo». Caterina Caselli ha definito Peppino Di Capri «un fratello, solo un po’ più grande», ricordandolo come «un innovatore vero: ha fatto danzare la canzone napoletana con il rock e il twist, prima di tutti». E ancora: «Champagne è amata in mezzo mondo, in Brasile la si canta a Capodanno. Un grande tra i grandi: Carosone, Murolo, Bruni, Pino Daniele. La tua musica resta. Grazie, grazie sempre Peppino». Profondamente commossa anche Orietta Berti: «Che grande dispiacere! Perdo un amico e perdiamo un grande artista che ha scritto un grande capitolo della musica italiana. Ci conoscevamo dagli anni Sessanta ai tempi dei primi Sanremo e Canzonissima. Ci vedevamo spesso nei programmi televisivi. La famiglia Modugno di Capua era la nostra famiglia di amici in comune e ci incontravamo almeno una volta all’anno. Sono vicina ai figli e ai familiari e li stringo forte in questo momento doloroso». Iva Zanicchi ha ricordato che «Peppino di Capri è stata la colonnasonora della mia gioventù. Sono andata spesso a sentirlo alla Bussola dove aveva un successo incredibile. È sempre stato un grande interprete, un grande musicista, un grande artista speciale; un uomo solido, perbene, di grande valore. Ho amato il racconto della sua vita nella fiction tv, perché era proprio così. Sono dispiaciuta della sua morte, ma mi piace pensarlo lì, nella sua amata Capri e sono felice di sapere che sarà sepolto nella sua terra. Ho ascoltato tanto la sua musica ,è sempre stato uno dei miei cantanti preferiti. Non credo sia possibile dimenticarlo, una preghiera per lui».

Il manager Pasquale Mammaro ha rievocato l’ultima grande emozione condivisa con il cantante, il Premio alla carriera ricevuto al Festival di Sanremo 2023. «Lui era felicissimo. Si esibì con la sua semplicità e spontaneità che lasciavano trapelare il suo stato di salute precario ma il pubblico comprese, lo apprezzò e lo riempì di applausi. Porterò sempre con me Peppino, la sua genuinità, la sua gentilezza ma soprattutto la sua amicizia». Tra le testimonianze più intime c’è quella del figlio Edoardo Faiella, che ha raccontato il rapporto speciale del padre con Il sognatore: «Per oltre trent’anni ogni volta che la cantava, io la sentivo passivamente. Fin quando un giorno gli chiesi quale fosse la sua preferita: “Il sognatore”. Da allora, ogni volta che la ascolto, non riesco a non rivederci lui, la sua anima, in quelle parole. Ora che si è addormentato, il mio augurio è che finalmente possa sognare più forte che mai, in eterno, come la sua musica». Anche Francesco Del Gaudio, che ha interpretato l’artista nel film televisivo Champagne, ha ricordato il primo incontro con lui: «Mi guardò e mi disse: “Ah, mi dispiace per te!”. Poi aggiunse: “Per tua sfortuna hai una voce simile alla mia!”». L’attore ha poi raccontato il momento in cui Di Capri si commosse guardando le scene dedicate alla sua infanzia durante la guerra: «Scoppiò a piangere. Quelle immagini toccavano una parte molto profonda e dolorosa della sua storia personale. È così che lo ricordo: con grandissima tenerezza». Anche il mondo della cultura ha reso omaggio al cantante. L’Enciclopedia della Musica Contemporanea della Treccani lo ha definito «il senatore evergreen della canzone italiana», «anello di congiunzione nel rinnovamento della canzone napoletana tra Carosone e Pino Daniele», ricordando il suo ruolo nella modernizzazione della musica napoletana, il lancio del twist in Italia e una carriera costellata da oltre 35 milioni di dischi venduti.

Le istituzioni hanno espresso unanime cordoglio. Il sindaco di Capri Paolo Falco lo ha definito «l’icona musicale di un’epoca» e «l’ambasciatore di Capri e dell’Italia nel mondo», annunciando il lutto cittadino. Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha parlato di «grande musicista e interprete», mentre il ministro Gianmarco Mazzi ha annunciato che il percorso per il riconoscimento della canzone napoletana come patrimonio dell’umanità sarà dedicato a lui. Roberto Fico ha ricordato come le sue canzoni siano entrate «nella memoria collettiva del Paese», mentre il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha sottolineato che «Peppino Di Capri continuerà a vivere nelle sue canzoni, patrimonio della nostra storia comune». Anche la Cgil Napoli e Campania ha voluto ricordare la sua partecipazione al concerto del Primo Maggio del 2011: «Quando cantò Champagne, la platea si unì in un unico grande coro», sottolineando «la sua straordinaria sensibilità verso la città e il mondo del lavoro». Ai messaggi del mondo dello spettacolo si sono aggiunti quelli di numerose personalità della politica e delle istituzioni. Gianfranco Rotondi ha ricordato l’amicizia personale con l’artista e il fatto che cantò al suo matrimonio, definendolo «un simbolo di Napoli e dell’Italia nel mondo». Sandro Ruotolo ha sottolineato come le sue melodie abbiano raccontato «gli amori e i sentimenti di un Paese che guardava con fiducia al futuro». Valeria Valente ha scritto che con Peppino Di Capri «se ne va una voce che ha attraversato generazioni». Aurelio De Laurentiis lo ha salutato come «un simbolo di un’Italia che si è raccontata attraverso le sue canzoni», mentre Gaetano Amato ne ha ricordato l’amicizia e l’ironia. Messaggi di cordoglio sono arrivati anche da Matteo Salvini, Antonio Tajani, Ignazio La Russa, Lorenzo Fontana, Federico Mollicone, Vincenzo De Luca, Vito Bardi, Pino Bicchielli e Nazario Pagano, tutti concordi nel riconoscere in Peppino Di Capri uno dei protagonisti della musica italiana, capace di accompagnare con le sue canzoni intere generazioni e di lasciare un patrimonio destinato a durare nel tempo.

Intanto Capri si prepara a dare l’ultimo saluto al suo cittadino più illustre. Domenica 12 luglio 2026, a partire dalle 13, la camera ardente sarà allestita nella sala consiliare del Municipio, mentre alle 17 si svolgeranno i funerali nell’ex cattedrale di Santo Stefano, a pochi passi dalla celebre Piazzetta. Per l’occasione il sindaco Paolo Falco ha proclamato il lutto cittadino. Nelle stradine dell’isola è inoltre apparso un manifesto funebre che riporta i versi della canzone Il sognatore, il brano che più di ogni altro lo rappresentava: «E vado via, là dove il cielo scende in fondo al mare… che vuoi che sia se al mondo resto solo un sognatore». Da Capri alla Versilia, passando per tutta l’Italia, il ricordo di Peppino Di Capri si è trasformato in un lungo abbraccio collettivo. Un omaggio a un artista che ha saputo raccontare con la sua musica sentimenti, sogni e speranze di intere generazioni e che continuerà a vivere nelle sue canzoni, patrimonio della memoria musicale italiana.