Siamo nel contemporary jazz europeo: ha vinto il prestigioso Premio ACEP/SIAE ed è stato pubblicato il 19 Giugno 2026 dalla Filibusta Records: composto da 7 brani, unisce profondità melodica a una forte libertà, perché non è ingabbiato in modelli precostituiti, format rigidi o mode musicali amate da riproporre. Pensate che in slang musicale, l’espressione tuning the life significa accordare uno strumento musicale: questo ovviamente fotografa la filosofia di base del progetto di Lorenzo Iorio, ma va aggiunto che sui canali social quella frase viene usata nei self-improvement (post di crescita personale) per indicare il miglioramento delle proprie abitudini o della salute mentale. Disco dunque che esprime da subito la sua impostazione, partendo da un’immagine raffigurante una scacchiera con i relativi pezzi in copertina: intervistato sul valore simbolico, lo stesso Lorenzo Iorio ha parlato di un concept che simboleggia la necessità di sintonizzare e accordare la propria vita sulle giuste tonalità del cuore in un periodo storico complesso. Accanto al suo lavoro come chitarrista, Lorenzo Iorio ha coinvolto Andrea Paternostro al sax alto, Alessio Iorio al contrabbasso e al basso elettrico, più Maurizio Mirabelli alla batteria. L’apertura con un brano come Bronzo A (sicuramente il pamphlet dell’intero progetto) ci fa capire sia lo spessore dei musicisti (ben registrati da Alessandro Guido al Place Studio di Cosenza), ma anche la loro infinita gioia nell’esser liberi: vorrei usare il termine improvvisare, ma sono sicuro che non fotografa perfettamente il sorriso che ognuno di loro ha offerto in dono e (siccome siamo in ambito jazz) porta lontano come ragionamento. Viene da chiedersi quali siano i particolari sulla storia del suo ritrovamento in mare oppure le differenze anatomiche con il Bronzo B: questo perché con Bronzo A ci si riferisce ad una delle due celebri sculture greche in bronzo risalenti al V secolo a.C., ritrovate nel 1972 nei fondali di Riace Marina e oggi custodite nel Museo Nazionale Archeologico di Reggio Calabria. Il brano composto da Lorenzo Iorio ha una valenza enorme, perché ci sollecita a tirar fuori emozioni profonde come meraviglia, smarrimento o commozione: davanti ad una indiscussa opera d’arte, queste sono legate a reazioni del corpo e della mente, includendo anche l’empatia visiva, l’attivazione della memoria e financo malesseri fisici. Bronzo A libera il fanciullino che c’è in noi ed è portatore di una serenità d’animo a cui poco siamo (purtroppo) abituati! Sulla stessa sintonia è ovviamente Velato Cristo, sicuramente ispirato al Cristo Velato, capolavoro della scultura mondiale realizzato da Giuseppe Sanmartino nel 1753: io stesso mi sono emozionato quando l’ho visto nel Museo Cappella Sansevero a Napoli, anche perché ho conosciuto scultori non vedenti che l’hanno descritta solo dopo averlo toccata ed avendo capito come questa statua (scolpita da un unico blocco di marmo) raffigura Gesù Cristo morto, coperto da un velo trasparente di straordinario realismo ed il quinto brano di questo album di Lorenzo Iorio è la giusta colonna sonora per questa operazione tattilo/visiva. Le emozioni sono garantire, come succede anche nell’ascoltare questo disco dell’attiva Filibusta Records. 
Tracklist di questo disco: Bronzo A 7:54, Blues for Caravaggio 4:52, Serafico Fabrizio 8:01, Pantaide 9:01, Velato Cristo 5:14, Miranda 7:05, Max 6:28.
Lorenzo Iorio – Tuning the life (Filibusta Records FR2628)
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