Tornano dopo cinque anni i vicentini Black Reflex, con un secondo album che è un passo avanti di maturità e personalità rispetto al pur ottimo esordio omonimo, recensito su questo sito al tempo. Il leader e batterista Giovanni Angiolin, risponde alle nostre domande con lucidità e passione, parlando sempre come squadra e mai come singolo, dimostrando l’unità e lo spirito di unione del quintetto. Four, three, two, one… zero dawn. Si parte!!
Un nuovo disco è sempre un nuovo capitolo artistico. Voi pensate di aver fatto un passo in avanti? E in cosa siete maturati? Ciao Beatrice e grazie per questa intervista. Si, un nuovo lavoro é un nuovo capitolo, e la definizione artistico è corretta… quando ci si immerge in un nuovo progetto si cerca sempre di migliorarsi soprattutto per quanto riguarda la struttura dei brani , Noi senza sembrare presuntuosi pensiamo di aver fatto un lavoro più maturo, sia dal lato musicale ma soprattutto dal lato vocale, sarà comunque la critica dell’ ascoltatore e a dare la propria opinione.
Faccio un’unica domande, che in realtà sono tante, ma l’argomento riguarda il lavoro intorno al nuovo disco. Avete impiegato cinque anni a completare “Zero Dawn”, un tempo abbastanza lungo. Cosa avete fatto in questo arco di tempo? Come avete lavorato per scrivere i pezzi? E in studio come avete lavorato? Quanto è servito nella fase di missaggio, che sappiamo essere molto delicata? In generale di cosa parlano i testi e come vengono elaborati: prima musica e poi testo o viceversa? É stato un lavoro più lungo del precedente, ma principalmente sono passati cinque anni perché abbiamo avuto dei vari cambi di formazione e trovare il feeling giusto non è sempre una cosa immediata, anzi è un passo emotivamente complesso, che gioca sugli equilibri dei caratteri e non è semplice. Fortunatamente abbiamo avuto un’intensa attività in concerto, che ci ha portato via del tempo per la stesura dei brani. Non siamo quel tipo di band che dicono che scrivono 100 canzoni per poi scegliere le migliori. Siamo partiti presentando le idee, poi c’è stata un ricerca più accurata per quanto riguarda armonie ed arrangiamenti e un po’ di materiale stato accantonato. I pezzi dei Black Reflex nascono più o meno come per la maggior parte delle band: si parte da un’ idea di chitarra , per buona parte di Davide , e si sviluppano a seguire giri, ritornelli , scelte di tempi o di velocità del brano e tutto quello che serve per addobbare il pezzo. Nel frattempo in separata sede si lavora sulle arie, sui cantati ed e eventualmente si cambiano accordi o “bridges” in base a ciò che può risultare più lineare per il brano e per il nostro stile.
Anche il lavoro in studio ha impegnato molto tempo , più che altro in fase di mixing e mastering proprio per cercare di fare un buon prodotto, piuttosto che un fase di registrazioni singole di noi musicisti. l Lavoro sui testi sulle armonie o cantati procede di pari passo con la stesura della musica. Esprimere emozioni nella musica Non è solo la parte strumentale, anzi spesso è invece proprio la parte vocale che trasmette le emozioni , ciò che , chi scrive, sente, e ciò che chi ascolta vuol sentire e fa suo. Noi Black Reflex abbiamo la fortuna di avere chi sta cercando di fare sentire tutto questo e ci riesce, con testi , come nell’ Album precedente, molto introspettivi , di situazioni di vita realmente vissute e provate di persona e di situazioni molto particolari e di sfida quotidiana con una realtà di disagio e spesso segnate da periodi di sofferenza e preoccupazione e solo in parte ripagate da piccoli momenti di gioie , ma sono comunque messaggi di speranza , non negativi anzi , e per fare ciò non basta scrivere delle parole , bisogna sentirle , bisogna avere una voce che riesce a trasmetterle, e Noi abbiamo una grandissima voce , e dietro a queste parole a queste emozioni c’è Francesca Battistini.
Suonare dal vivo, far ascoltare la propria musica è quasi sempre il motivo per cui uno suona. State pianificando un po’ di date per portare in giro la vostra musica? E in generale quanto è difficile suonare musica originale in un mondo musicale che pensa solo ai grandi nomi? Certo, come dici esattamente tu, il musicista é dal vivo che esprime ciò che ha fatto in studio e si vorrebbe farlo il più spesso possibile, abbiamo qualche data già fissata ma a lungo termine perché purtroppo la situazione peggiora sempre di più per quanto riguarda avere la possibilità di esibirsi, i locali chiudono ed in più la moda del momento è essere “Tribute” anche se vedo dei gruppi in giro che di tribute non hanno nemmeno una parvenza, forse ne travisano il significato della parola. Certi dovrebbero dire cover Band e anche fatto male…. Piccola polemica perché ad un certo punto non si può essere sempre accondiscendenti, fare musica originale é tutto un altro mondo, tutto è un altro sacrificio,. Naturalmente in giro ci sono comunque tribute band fatte da ottimi musicisti che meritano rispetto.
Domanda per il batterista Giovanni Angiolin e David Ian Valle: siete nel giro da tanti anni, facendo una riflessione onesta e non solo d’istinto, in cosa vedi cambiata la scena metal italiana? Si, io e Davide siamo i “più vecchi” ed abbiamo suonato in più realtà nei vari anni. Direi che la scena rock/metal italiana non è tanto cambiata, il pubblico italiano continua ad essere esterofilo, mentre i musicisti e le band italiane si sono evolute tantissimo e ci sono dei musicisti straordinari, pari o superiori a molti stranieri , e poi succede che un musicista bravo ha la fortuna di andare a suonare con professionisti ed allora diventa subito “famoso” quando prima lo consideravano in tre. Direi che é il sistema che é tutto sbagliato in questo paese purtroppo. Ma noi continuiamo ad andare avanti a testa bassa ed a essere fiduciosi perché i fan sono tutto e se vengono a vederti in dieci piuttosto che mille quei 10 hanno fatto la strada per te e magari hanno un Tuo prodotto e devi assolutamente dargli il meglio di te stesso.
Secondo voi un musicista deve aggiornarsi? Ovvero deve ascoltare e comprendere da che parte la scena a cui appartiene o è solo una questione di gusti: ascolto ciò che mi piace? Certo, bisogna assolutamente tenersi aggiornati nella musica, senza però mai perdere l’ impronta e la lezione che ci hanno impartito quei mostruosi artisti degli anni precedenti, in ogni campo, e parlo per esempio dai Pink Floyd , agli Area, da Michel Jackson ai New Trolls, dai Colosseum al Rovescio della Medaglia, dai Led Zeppelin ai Beatles ai The Who ed avanti. D’accordo, può essere anche una questione di gusti, ma un musicista non deve essere solo tecnico dimenticando che, si che ora sei bravo, ma le basi e spesso tutto l’insegnamento te l’hanno dato loro, i gruppi storici.
Quali sono le prossime mosse dei Black Reflex? Siete già al lavoro per nuovo materiale, della serie non ci si ferma mai!! Si siamo sempre al lavoro, qualche nuova idea c’è già ,poi alcuni di noi anche con progetti solisti e collaborazioni con altre realtà , ma ovviamente con le basi piantate in casa Black Reflex per un futuro prossimo pieno di musica. Grazie di cuore Beatrice per questa intervista a nome di Tutta la Band , saluto chiunque ha avuto la pazienza e la voglia di leggere questa mia chiacchierata e spero di vederti in un nostro concerto!! Un saluto a tutti i nostri fan e in generale a chi ama la musica originale!!
Francesca Battistini: voce
Davide Valle: chitarra
Mirko Dorian Fabris: chitarra
Bruno Collareda: basso
Giovanni Angiolin: batteria
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/Black.Reflex.2018