L’ultimo saluto a Francesco Guccini: a Pavana l’addio privato tra commozione e applausi

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Si è concluso a Pavana, nel cortile della casa di famiglia, l’ultimo saluto a Francesco Guccini. Il cantautore e scrittore, scomparso nei giorni scorsi all’età di 86 anni, è stato accompagnato nel suo ultimo viaggio secondo le volontà espresse in vita, con una cerimonia privata alla quale hanno partecipato una quarantina di familiari e amici più stretti. Accanto alla famiglia anche il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana e amico di lunga data di Guccini.

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Una cerimonia intima, lontana dai riflettori, ma che non ha impedito ai tanti fan radunatisi lungo la strada di Pavana di rendere omaggio al cantautore. Quando il feretro ha lasciato la casa, si sono levati applausi e voci commosse. Qualcuno ha gridato semplicemente: «Grazie Francesco». La moglie Raffaella, visibilmente commossa, ha accompagnato il feretro insieme ai familiari più stretti. Particolarmente intenso è stato il ricordo della figlia Teresa, che ha affidato al padre parole semplici e profonde. «Le domande non sono mai riuscita a fartele tutte. Il più grande regalo che mi hai fatto è sapere dove andare a cercare. Oppure non smettere mai di porsele, quelle domande, senza avere per forza una risposta. È questo che volevi insegnarmi?». Un ricordo fatto di momenti quotidiani, dall’attenzione che riusciva a conquistare al padre «dal semplice panino con la mortadella al bar Roberto alla lettura dei quotidiani», fino alla dimensione spirituale del cantautore. «Tu avevi una visione panteistica della spiritualità che mi hai saputo trasmettere», ha detto Teresa, concludendo il suo intervento con un essenziale e affettuoso: «Buon viaggio, babbo». Sul feretro era stato deposto un cuscino composto da arbusti, fiori e bacche raccolti nei boschi che circondano la casa dell’infanzia di Guccini. Accanto, una sua fotografia, un libro e un collage di immagini dedicate anche ai suoi gatti. Tra gli oggetti scelti per accompagnarlo nell’ultimo viaggio anche il libro «Maigret a Parigi».

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Nel corso della cerimonia è intervenuto anche il cardinale Zuppi, che ha ricordato il particolare significato del 6 agosto, giorno della morte di Guccini. Una data che per la Chiesa coincide con la festa della Trasfigurazione e che è anche l’anniversario della morte di papa Paolo VI, scomparso il 6 agosto 1978. Zuppi ha ricordato inoltre il legame tra Paolo VI e una delle canzoni più celebri di Guccini, «Dio è morto», pubblicata nel 1967, quando Montini era già stato eletto al soglio pontificio e inizialmente censurata dalla Rai. A conclusione delle esequie, Zuppi ha recitato una preghiera di benedizione accanto alla bara. Tutti i presenti si sono alzati in piedi. È stato uno dei momenti più emozionanti della mattinata: Raffaella è scoppiata in lacrime e il cardinale le si è avvicinato per abbracciarla. I due sono poi rimasti per qualche istante accanto al feretro, soffermandosi davanti al collage con le fotografie dei gatti del cantautore. Terminata la cerimonia, il feretro ha lasciato Pavana tra gli applausi dei fan. La salma sarà trasferita al tempio crematorio di Borgo Panigale, a Bologna. Dopo la cremazione, le ceneri torneranno a Pavana per essere tumulate nel cimitero del paese, come aveva disposto lo stesso Guccini. È qui, tra le montagne dell’Appennino tosco-emiliano, che il cantautore aveva scelto di tornare e di vivere, mantenendo per tutta la vita un legame profondo con i luoghi dell’infanzia. E proprio a Pavana, nel silenzio della sua casa, si è consumato l’ultimo saluto di familiari e amici. Fuori, invece, c’erano i suoi lettori e i suoi ascoltatori, arrivati per dirgli addio con un applauso e quelle due parole che forse racchiudono meglio di ogni altra il sentimento di chi ha accompagnato per decenni la propria vita con le sue canzoni e i suoi racconti: «Grazie Francesco».