Quarto album in studio degli UJIG (quartetto jazz-fusion milanese) che vuole raccontarci una storia d’amore nell’ unire jazz, rock puro, elettronica e progressive: se stanno scattando le scintille tra più persone, allora partono precise molecole rilasciate dal sistema nervoso centrale che guidano le sensazioni fisiche ed emotive. Ascoltando e riascoltando Delta, la sensazione di un forte innamoramento artistico tra i quattro degli UJIG (Edoardo Maggioni pianoforte, tastiere e moog / Marco Leo chitarra / Cesare Pizzetti basso e contrabbasso / Konstantin Kräutler batteria) diventa certezza: anche il titolo ci sembra azzeccato, perché il concetto di delta molte volte simboleggia la differenza tra due misure, ma in questo caso ben rappresenta il range nel quale i musicisti si muovono, pur venendo da esperienze e sensazioni assai diverse fra loro! L’iniziale Deedoo è il pamphlet del progetto, quasi fosse un laboratorio dove si sperimentano formule chimiche per creare una nuova molecola / humus su cui far correre jazz contemporaneo, progressive rock coraggioso ed elettronica dalla forte componente enzimatica: assai radiofonica la doppia versione del brano Sema Beyaz, dove i due ospiti sono equamente importanti e quindi l’escamotage trovato è quello di citare Fabrizio Bosso e Paola Folli nella prima versione, per poi invertire l’ordine dei nomi della bonus version finale. Se consideriamo questo semplice espediente ingegnoso, entriamo proprio all’interno del disco: non vi è un genere dominante, ma i quattro musicisti giocano nell’amoreggiare nella fase puramente compositiva, facendo emerge i sogni di ciascuno, ospiti compresi ed a cui va aggiunto il trombettista Lorenzo Cimino quando mai prezioso nell’enfatizzare alcuni passaggi essenziali del già citato brano iniziale! Se la globalizzazione è uno dei mali del Terzo Millennio, nello showbiz impera l’omologazione ai fenomeni di moda, anche quelli dei generi in apparenza lontani dal mainstream: Delta dimostra che si possono amare artisti precisi (Pat Metheny con Brad Mehldau, ma anche Guthrie Govan, Tom Quayle, Allan Holdsworth e Lyle Mays) senza però riproporne passaggi o momenti compositivi, ma nutrendosi della loro linfa espressiva di cui sono maestri, sintetizzandola in uno stile eloquente, incisivo, efficace e significativo. Un po’ quello che fa Matteo Mancuso, giovane talento siciliano, conosciuto perché suona la chitarra elettrica usando solo le dita (come se fosse una chitarra classica) e questo particolare fingerstyle l’ha fatto apprezzare nel mondo. A coloro che hanno steso elogi (in primis Steve Vai, Al Di Meola e Tosin Abasi), manderei una copia di Delta dei UJIG e sono sicuro che smuoverà quelle stesse emozioni positive che ho avuto io nell’ascoltarlo e riascoltarlo!
Tracklist di questo disco: Deedoo (feat. Lorenzo Cimino) 7:05, Make Make 7:08, All the Things It Is (feat. Fabrizio Bosso) 7:03, Maybe 5:03, Zorua 7:26, Sema Beyaz (feat. Fabrizio Bosso & Paola Folli) 5:48, Prospettive 5:02, Sema Beyaz (bonus version feat. Paola Folli & Fabrizio Bosso) 5:47.
UJIG – Delta (Luminol Records LCR0009)
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