Dolly Parton, addio a un’icona della musica americana

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Icona del country, capace di conquistare generazioni di pubblico anche al di fuori del genere, è morta a 80 anni a Nashville, in Tennessee: la musica americana perde una delle sue figure più amate e riconoscibili. Dolly Parton è morta serenamente Martedì, secondo quanto comunicato dal suo addetto stampa. Tra i tanti momenti, vogliamo ricordare il celebre suo duetto del 1983 con Kenny Rogers nella canzone Islands in the Stream (scritta dai Bee Gees). 

La notizia ha suscitato un’ondata di cordoglio negli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump ha ricordato Parton con un messaggio pubblicato sul social Truth, definendola «una delle più grandi cantanti country – e non solo – di tutti i tempi» e sottolineando quanto la sua scomparsa rappresenti «una vera perdita per milioni di persone». «Non c’è mai stata e mai ci sarà un’altra come lei», ha scritto Trump, annunciando inoltre che, in suo onore, farà abbassare a mezz’asta la bandiera americana in tutti gli Stati Uniti per una settimana, a partire dalla serata di oggi. «Riposa in pace, Dolly! Il mondo ti vuole bene», ha concluso il presidente. Parton lascia un’eredità artistica e culturale difficilmente replicabile. Autrice di centinaia di canzoni, ha firmato classici come Jolene, Coat of Many Colors e I Will Always Love You, con oltre 100 milioni di vendite complessive e più di un miliardo di ascolti online. La sua voce, il vibrato inconfondibile, gli abiti scintillanti e l’ironia hanno contribuito a costruire un personaggio capace di andare oltre la musica. Nata in una famiglia numerosa e poverissima del Tennessee, Parton trasformò le proprie origini in una parte fondamentale della sua identità artistica. Cominciò a cantare in chiesa e già a 10 anni si esibiva in programmi televisivi locali. A 13 anni arrivò sul palco del Grand Ole Opry di Nashville, dove fu introdotta da Johnny Cash. Dopo il diploma, nel 1964 si trasferì a Nashville con una valigia piena di canzoni, iniziando una carriera destinata a cambiare la storia del country. Determinante fu la collaborazione con Porter Wagoner, con il quale Parton formò una celebre coppia artistica. Nel frattempo iniziò a costruire la propria autonomia come autrice e imprenditrice. Nel 1973 arrivò Jolene, il brano che la consacrò definitivamente, seguito l’anno successivo da I Will Always Love You, canzone scritta come addio a Wagoner e destinata decenni più tardi a diventare un successo planetario nella versione di Whitney Houston.

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Il suo talento attraversò i confini del country. Parton conquistò il pubblico pop con brani come Here You Come Again e 9 to 5, recitò al cinema accanto a Jane Fonda e Lily Tomlin e partecipò a numerosi progetti televisivi. Nel 1987 collaborò con Linda Ronstadt ed Emmylou Harris all’album Trio, mentre la sua attività artistica si estese anche alla scrittura e al teatro. Parallelamente alla carriera musicale, Parton costruì un’immagine pubblica fondata su ironia, autonomia e generosità. La sua fondazione Imagination Library distribuì gratuitamente libri ai bambini, mentre il parco Dollywood, realizzato nel Tennessee orientale, divenne un importante motore economico per la regione. Dopo gli incendi che devastarono le Smoky Mountains nel 2016, Parton organizzò inoltre una raccolta fondi e istituì un programma di sostegno economico per le famiglie colpite. Con 55 nomination e 10 vittorie ai Grammy, l’ingresso nella Country Music Hall of Fame e il Jean Hersholt Humanitarian Award ricevuto nel 2025, Dolly Parton ha lasciato un segno profondo nella musica, nel cinema e nella cultura popolare americana. La sua capacità di parlare a pubblici diversi, senza schierarsi politicamente, ne ha fatto una figura trasversale e amata anche oltre i confini degli Stati Uniti. La sua morte chiude una delle carriere più longeve e singolari della musica americana. Una storia iniziata nelle montagne del Tennessee e arrivata ai vertici dello spettacolo mondiale, senza mai perdere il legame con le proprie origini. Come ha scritto Trump nel suo messaggio d’addio, «non c’è mai stata e mai ci sarà un’altra come lei».