Addio a Tim Curry, icona di Rocky Horror e volto indimenticabile di Pennywise

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È morto a 80 anni Tim Curry, uno degli interpreti più eccentrici, versatili e riconoscibili del cinema, della televisione e del teatro britannici. L’attore è scomparso mercoledì 26 agosto nella sua casa di Los Angeles. La notizia è stata confermata dalla sua manager Marcia Hurwitz a Variety.

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Curry lascia un’eredità artistica costruita in oltre cinque decenni di carriera, durante i quali ha attraversato musical, cinema, televisione, doppiaggio e musica. Per milioni di spettatori rimarrà soprattutto il volto del Dr. Frank-N-Furter di The Rocky Horror Picture Show e quello inquietante di Pennywise nella miniserie televisiva It, tratta dal romanzo di Stephen King. Nato il 19 aprile 1946 a Warrington, nel Cheshire, Timothy James Curry si avvicinò alla recitazione dopo gli studi di letteratura inglese a Cambridge e di arte drammatica a Birmingham. Nel 1968 debuttò sui palcoscenici londinesi nel musical Hair, dando inizio a una lunga carriera teatrale. La vera svolta arrivò nei primi anni Settanta con The Rocky Horror Show, il musical rock scritto da Richard O’Brien. Curry fu scelto per interpretare Frank-N-Furter, lo scienziato extraterrestre proveniente dalla Transilvania: un personaggio provocatorio, ambiguo, sensuale e volutamente sopra le righe. Nel 1975 Curry portò quel ruolo sul grande schermo nell’adattamento diretto da Jim Sharman, The Rocky Horror Picture Show, al fianco di Susan Sarandon e Barry Bostwick. Il film non conquistò immediatamente il pubblico, ma negli anni divenne uno dei più celebri fenomeni di culto della storia del cinema. Le proiezioni di mezzanotte contribuirono a trasformarlo in un’esperienza collettiva: spettatori in costume, battute urlate dalla sala, canzoni cantate insieme e un pubblico che partecipava direttamente allo spettacolo. Brani come Time Warp e Sweet Transvestite sono diventati parte della cultura popolare. Per Curry, Frank-N-Furter rappresentò anche qualcosa di più di un personaggio. L’attore raccontò come il film avesse offerto a molti spettatori la possibilità di esplorare identità e sessualità. Nel corso degli anni ricevette numerose lettere da persone che gli spiegavano quanto quella pellicola fosse stata importante nel loro percorso personale. La capacità di Curry di trasformarsi radicalmente da un ruolo all’altro lo rese un interprete particolarmente amato. Nel 1990 arrivò uno dei suoi personaggi più celebri e terrificanti: Pennywise, il clown assassino della miniserie televisiva It. Il suo Pennywise, con un sorriso inquietante e una presenza scenica capace di alternare ironia e terrore, divenne una delle rappresentazioni più memorabili dell’universo di Stephen King. Ma Curry non fu mai soltanto l’attore dei personaggi oscuri. Recitò in Annie, in Mamma, ho riperso l’aereo, in Clue – Signori, il delitto è servito e in numerose altre produzioni. Prestò inoltre la voce a diversi personaggi dell’animazione e partecipò a progetti televisivi e musicali, confermando una versatilità che gli permetteva di passare dal grottesco alla commedia, dal musical all’horror. I Muppet lo hanno ricordato proprio per questa straordinaria capacità: un interprete “arguto, affascinante, inquietante e profondamente divertente”, considerato una sorta di “Muppet onorario” dopo la sua partecipazione a Muppet nell’isola del tesoro.

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Dopo la notizia della morte, numerosi colleghi hanno affidato ai social e alla stampa il proprio omaggio. Susan Sarandon, che con Curry condivise l’esperienza di The Rocky Horror Picture Show, lo ha ricordato per il suo talento e per la sua personalità, definendolo un uomo “divertente, sexy e originale”. Anche Carol Burnett ha condiviso una clip della partecipazione di Curry ad Annie, celebrandolo come interprete unico dei cosiddetti “cattivi adorabili”. Rob Schneider, suo collega in Mamma, ho riperso l’aereo, lo ha definito un “sensazionale caratterista”, sottolineando la capacità di Curry di migliorare chiunque avesse la fortuna di lavorare al suo fianco. “Sono grato di aver avuto il raro dono di guardarlo lavorare”, ha scritto. Particolarmente commosso il ricordo di Michael McKean, con cui Curry aveva recitato in Clue – Signori, il delitto è servito. McKean ha raccontato che l’ultima conversazione avuta con l’amico aveva riguardato “vita, amore e risate”. Christopher Lloyd e Lesley Ann Warren, anch’essi nel cast del film, hanno condiviso messaggi di affetto. Warren lo ha definito un “caro compagno di avventure” e un “brillante, esilarante e straordinario maestro dell’arte”. Nel corso della sua carriera Curry non ha mai evitato i ruoli eccentrici o le scelte artistiche rischiose. Proprio parlando di Rocky Horror, aveva spiegato di aver avuto inizialmente qualche esitazione: temeva che, se il film avesse avuto successo, l’immagine di Frank-N-Furter avrebbe potuto accompagnarlo per sempre. Alla fine, però, prevalse la convinzione che un progetto del genere non avesse senso senza la volontà di correre un rischio. È forse questa la chiave per ricordare Tim Curry: un artista che fece dell’anticonformismo una cifra professionale e che seppe trasformare personaggi estremi in figure capaci di rimanere nella memoria collettiva. Dal travestito extraterrestre di Frank-N-Furter al clown di Pennywise, dal maggiordomo di Clue ai personaggi comici e alle voci dell’animazione, Curry ha costruito una galleria di interpretazioni impossibili da confondere con quelle di qualsiasi altro attore. La sua scomparsa chiude una carriera straordinaria, ma non cancella quelle immagini. Ogni volta che partiranno le note di Time Warp o comparirà sullo schermo quel sorriso sinistro di Pennywise, Tim Curry tornerà, ancora una volta, a prendersi la scena.