Elio sfida la dittatura dell’allegria e torna dal vivo con un progetto tanto provocatorio quanto originale. Si intitola “La rivalutazione della tristezza” il nuovo spettacolo che porterà in tournée da ottobre fino alla primavera del 2027, un concerto che si propone di restituire dignità a un sentimento spesso considerato qualcosa da nascondere o da evitare.

“Non ho mai potuto cantare canzoni tristi, perché ho sempre fatto ridere. Ora è arrivato il momento di restituire attraverso la musica dignità alla tristezza, un sentimento che spesso viene maltrattato”, racconta l’artista nel corso di una conferenza stampa online. Un cambio di prospettiva che, come sempre nel caso di Elio, mescola riflessione e ironia. “Mi piace fare cose inaspettate e improbabili”, ha spiegato Elio, “Questo non è solo un concerto, ma un test scientifico. Mi è sembrato che in questo momento il pubblico cercasse solo allegria, mi è sembrata una grandissima ingiustizia e allora ho pensato di fare l’opposto, qualcosa di molto triste, un bello spettacolo per battere il record mondiale di tristezza”. Accompagnato da Alberto Tafuri al pianoforte e alla direzione musicale, Sophia Tomelleri al sax tenore e flauto, Giulio Molteni al basso e Martino Malacrida alla batteria, Elio costruisce uno spettacolo che attraversa la storia della malinconia nella musica, nella letteratura e nell’arte. Da Catullo a Virginia Woolf, da Munch a Paperino, il concerto si sviluppa come un percorso emotivo che culmina idealmente nel tentativo di raggiungere il massimo livello possibile di tristezza. L’idea nasce anche dal desiderio personale dell’artista di confrontarsi con repertori mai affrontati prima sul palco. “Lo spettacolo nasce dalla voglia che ho io di cantare certi brani che non ho avuto la possibilità di cantare, e che poi spero piacciano anche al pubblico” ha spiegato. Un percorso costruito insieme a Tafuri, collaboratore storico di Elio: “Siamo amici da 30 anni, è un grandissimo pianista. In tutto il tempo che abbiamo passato insieme abbiamo parlato di musica e siamo arrivati insieme a questo punto: cantare e suonare la tristezza”. Al centro dello spettacolo ci saranno le canzoni dei grandi interpreti della malinconia, da Domenico Modugno a James Taylor, da Bertolt Brecht e Kurt Weill a Nino Rota, fino a un omaggio agli stessi Elio e le Storie Tese con Tristezza, scelta come brano d’apertura. Ma, spiega il cantante “la vera triade della tristezza è quella composta da Luigi Tenco, Fabrizio De André e Charles Aznavour”.

Nel suo racconto, Elio sottolinea come oggi la tristezza venga spesso percepita come qualcosa di cui vergognarsi. “Oggi ci si vergogna della tristezza, tranne che nei programmi tv dove viene ostentata, ma è tutto finto, solo per fare audience. La nostra invece è tristezza di qualità”. Una definizione che sintetizza perfettamente lo spirito dello spettacolo: prendere sul serio un sentimento universale senza rinunciare a quel gusto per il paradosso che ha sempre caratterizzato il suo percorso artistico. Il concerto seguirà infatti una sorta di progressione emotiva. Dopo aver raggiunto il punto più alto della malinconia, il pubblico verrà riportato gradualmente a uno stato di equilibrio attraverso alcuni “antidoti” musicali. “Dopo aver toccato il picco di tristezza, riportiamo lo spettatore allo stato neutro di partenza con due-tre brani che funzioneranno da antidoto. Gli antidoti più efficaci di tutti sono Renato Carosone e Gioacchino Rossini, che abbassano la tristezza in maniera veloce”. Nel corso della presentazione del tour, Elio ha parlato anche dell’emergente Tony Pitony, sempre più accostato all’eredità artistica di Elio e le Storie Tese: «In lui ci vedo preparazione, e tanto a me basta. Uno che sa quello che fa e lo fa bene. Può fare tutto”. La tournée partirà il 21 ottobre 2026 dal Teatro Alessandrino di Alessandria ed è curata da Imarts (International Music and Arts). Dopo una data a Parma il 14 dicembre, lo spettacolo arriverà il 19 dicembre al Teatro Politeama di Lecce. Nel 2027 toccherà poi il Teatro Verdi di Firenze il 28 gennaio, il Teatro Colosseo di Torino il 4 febbraio, il Teatro Duse di Bologna il 10 febbraio, il Teatro Massimo di Pescara il 13 febbraio e il Teatro Intred di Varese il 20 febbraio. A marzo sono previste le tappe al Teatro Politeama di Genova il 9 marzo e una doppia data al Teatro Manzoni di Milano il 22 e 23 marzo, prima della chiusura fissata per il 16 aprile all’Infinity 1 di Cremona. Con “La rivalutazione della tristezza“, Elio firma così uno dei progetti più insoliti della sua carriera: un viaggio tra canzoni, ironia e malinconia che invita il pubblico a guardare la tristezza non come un difetto da correggere, ma come un’emozione da comprendere e persino da celebrare.