Fausto Ferraiuolo e Gabriele Mirabassi – Disubbidire sempre (Dodicilune Dischi Ed625)

Tempo di Lettura: 3 minuti

Nove brani compongono questo interessante album jazz, per un totale di quasi 50 minuti: se prendiamo spunto dai titoli di quattro delle composizioni, forse questo disco poteva anche intitolarsi Farsi sempre domande per disubbidire. A quel punto il tappetto sonoro poteva condurci in una disanima sul dubbio e lo spirito critico come strumenti principali per non accettare passivamente i dogmi o le imposizioni della società. Prodotto da Dodicilune, distribuito in Italia e all’estero da IRD e nei principali store online da Believe Digital, il disco Disubbidire sempre è uscito Mercoledì 2 Settembre 2026 ed è l’esordio del duo composto dal pianista campano Fausto Ferraiuolo e dal clarinettista umbro Gabriele Mirabassi, figura tra le più autorevoli del suo strumento nell’intero panorama mondiale. Come ci suggeriscono le note dentro il cd, questo del duo Ferraiuolo / Mirabassi è un progetto che prende forma nel segno del gioco, dell’ascolto e di una consapevole irriverenza: quella di chi conosce profondamente le regole e sceglie, ogni volta, di metterle in discussione. Disubbidire, in questo contesto, non è un gesto di rottura fine a sé stesso, ma un passaggio necessario nel percorso di crescita e di costruzione di sé. I nove momenti del progetto potevano avere anche come titolo numeri romani (o fiumi delle Americhe o giocattoli tedeschi di inizio secolo scorso) e questo avrebbe sicuramente attirato ulteriormente l’attenzione solo sull’aspetto compositivo: ma aver invece usato (in quattro titoli su nove) la parola Domande, ci porta all’aspetto filosofico di Disubbidire sempre, poggiato sulla convinzione che .. Infrangere la struttura non significa distruggerla, ma attraversarla, reinventarla, renderla viva. In questo percorso, gli artisti dell’Art Brut si rivelano compagni di viaggio ideali. Figure che, per necessità più che per scelta, si sono sottratte ai linguaggi dominanti, tracciando traiettorie autonome e radicali. Tra questi, Oswald Tschirtner, il cui disegno in copertina (proveniente dalla collezione Giacosa – Ferraiuolo) dialoga intimamente con questo lavoro .. Non vi è però in questo disco la necessità di uno sforzo intellettuale per comprenderlo, ma un mero invito a seguire l’evoluzione di ciascuna composizione, vero e proprio dialogo musicale che trova nel jazz del duo uno spazio di ricerca, ascolto e continua trasformazione. Il pamphlet di questo disco è a mio parere l’iniziale Réverie (vero invito a sognare ad occhi aperti), ma anche la ammaliante Impro debout, dove composizione e improvvisazione si intrecciano in un percorso di autentica libertà espressiva: nel riascoltarla più volte, mi sono immaginato come sarebbe ottimale come soundtrack di un servizio giornalistico sugli scarti dei computer (e sulla popolazione che ci campa recuperandoli), ma anche nel commentare una nave rompighiaccio che cerca di farsi largo nei mari gelati. Potrei suggerire di contattare le officine russe che hanno costruito la NS Arktika, la prima nave di superficie al mondo a raggiungere il Polo Nord il 17 Agosto 1977: pensate al pianoforte di Fausto Ferraiuolo che compone le note introduttive al documentario ed ad ogni cambio di immagine, ecco entrare il clarinetto di Gabriele Mirabassi .. una volta soave ed impalpabile, mentre nella successiva immagine diventa lacerante!

Tracklist di questo disco: Réverie 5:06, À deux 4:43, Bluesol 4:39, Domande che non mi piacerebbe ricevere 7:29, Domande a un miliardario 5:46, Domande a me stesso 4:27, Impro debout 2:46, Domande che non otterranno risposta 7:16, Berceuse pour Elora 7:23.