Abbiamo ascoltato in anteprima la canzone che richiama le arie del grande compositore, incisa dalla lanciatissima band The Heat Inc. composta anche da musicisti italiani.

The Heat Inc, il ritorno. Stavolta si “rischia” di far più rumore di sempre. Dopo il successo di “Get Wild” – trasmessa anche dalla BBC – i complimenti dei componenti di Clash e Ramones e numerosi concerti ai festival inglesi, la band di Londra che schiera il cantante inglese John Dodd, il bassista francese Nicolas Rigot oltre agli italiani Maurizio Vitale (batteria), Marco Simoncelli e Fabrizio Stafferi (chitarre), sta per pubblicare il secondo album con TriTone e Republic Of Music. Il disco è anticipato da True Romance e “Mind Control” (che è stata votata dai lettori di Classic Rock Uk come track of the week nell’edizione online, evento che ha preceduto la pubblicazione di una recensione nella rubrica hot list dell’edizione cartacea). E ora è in arrivo il terzo singolo “Dead Pony Club”. E’ quindi il momento giusto per fare due chiacchere con Marco Simoncelli, un romano a Londra da 13 anni, chitarrista e compositore della band.

Abbiamo potuto ascoltare in anteprima “My Only Morricone”, che sarà nell’album in uscita a inizio anno. E’ un appassionato omaggio al più grande compositore del secondo Novecento, non il primo che arriva dal mondo del rock (Metallica, Springsteen, Roger Waters solo per citare alcuni casi eclatanti). Come è scaturita la scintilla che vi ha fatto scrivere questo pezzo?
Eravamo io e John a casa mia a Londra, quando gli ho fatto sentire alcune idee che avevo buttato giù, ovvero la sequenza di accordi e il fraseggio che avevo battezzato Morricone perché mi ricordava le arie del grande compositore. John ha subito colto lo spirito del pezzo e ha scritto una canzone d’amore rivolgendosi a una sua ex dicendole che è stata il suo unico “Morricone”, intendendo il suo capolavoro in campo sentimentale, insomma il suo più grande amore.
Heaven Knows – altro brano che sarà nell’album – è invece una ballad di larghissimo respiro che ha la forza per diventare un inno globale, di quelli che in concerto fanno scattare i cori e accendere gli smartphone per registrare i video da condividere online… Qual è stata l’ispirazione?
Anche in questo caso tutto è nato da una progressione di accordi di chitarra, che ho deciso di coniugare con delle partiture al pianoforte. Le tastiere sono state suonate da Sara De Santis, anche lei romana di stanza a Londra e ora in tour con Jamiroquai. Ci siamo trovati in uno studio di registrazione a Oxford, una ex chiesa con una grande volta che ci ha regalato un suono estremamente suggestivo.
Ci sono grosse novità sul fronte delle edizioni: avete firmato un importante accordo con una società americana…
Si, la Killphonic di New York che si occuperà di piazzare le nostre canzoni nei film di prossima realizzazione quanto nei videogame e nelle serie tv. Siamo estremamente contenti di iniziare questa nuova avventura con loro che per il momento avrà la durata di 18 mesi.

Ma riavvolgiamo il nastro e torniamo alla nascita della band. Come si sono trovati due italiani – inizialmente Stafferi non era in formazione – un francese e un inglese a Londra?
John e Nico suonavano già insieme, mentre io incontrai Maurizio a un concerto a Londra: ci trovammo subito in grande sintonia e quando ebbi bisogno di un batterista lo chiamai. Una sera John bussò alla sala prova dove stavamo suonando, chiedendo se volevano delle foto (la sua professione è il fotografo). Solo successivamente scoprii che era anche un cantante… Insomma il caso ha avuto un ruolo importate per la nascita della nostra band, è stato una sorta di allineamento di pianeti.
E poi è arrivata la supernova… Come definire in altro modo i complimenti di una rockstar come Paul Simonon, il bassista dei Clash?
E’ successo che una sera John era a casa di Paul Simonon per uno shooting di moda curato dalla compagna del musicista. Finito il lavoro, John si è trovato a fare due chiacchere con il bassista e gli ha fatto sentire alcuni nostri pezzi. Simonon è rimasto entusiasta e ci ha autorizzato a diffondere il suo parere, ovvero “Proper good, davvero bello”.
Quali sono ora gli altri progetti per l’immediato futuro?
A parte il disco in uscita, sul fronte live suoniamo al Barfly a Camdem il 3 ottobre, poi il 21 gennaio all’Half Moon sempre a Londra.