Kangding Ray: viaggio ipnotico nel futuro del suono

Tempo di Lettura: 2 minuti

Tra gli appuntamenti più attesi di Ultra Club, il format del Romaeuropa Festival dedicato alla sperimentazione sonora e alla ricerca digitale, la performance di Kangding Ray ha confermato la vocazione della rassegna a intercettare le traiettorie più innovative della scena elettronica internazionale.

L'immagine attuale non ha un testo alternativo. Il nome del file è: Kangding-Ray-2026.jpeg
testo e foto di Diego Picchio

Ospitato il 23 settembre negli spazi del Mattatoio di Roma, cuore pulsante di un programma che fino al 27 settembre ha trasformato l’ex complesso industriale di Testaccio in un laboratorio immersivo di live set, performance audiovisive e contaminazioni tra arte e tecnologia, Superfluid LIVE A/V ha portato nella capitale una delle esperienze più acclamate della stagione, dopo il successo riscosso alle Nuits Sonores di Lione. Un viaggio audiovisivo costruito sull’incontro tra techno, ambient e sperimentazione, capace di tradurre in immagini e suoni una visione musicale tanto sofisticata quanto coinvolgente. Il pubblico che non segue l’elettronica lo ha scoperto l’anno scorso al cinema con la potente colonna sonora di SIRAT, film premiato a Cannes, metafora esistenziale collocata nel mondo dei rave, ma Kangding Ray per gli appassionati é personalità solida, con venti anni di club e sperimentazione. I due pubblici – i cinefili curiosi e i cultori della techno – mescolati al Mattatoio di Testaccio non sono rimasti delusi, abbandonandosi al viaggio di Superfluid, live A/V. Un’esperienza immersiva, un ritmo incessante costruito su variazioni raffinate. Seduto o in ginocchio davanti alle sue macchine, il musicista francese che vive a Berlino traccia un percorso che scorre fresco tra i generi senza compiacimenti, superfluido appunto, e senza perdere mai energia, secondo le leggi prese a prestito dalla fisica quantistica.