Le Ali della Città 2026: Corviale diventa un palcoscenico diffuso

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A Corviale la cultura diventa occasione di incontro, partecipazione e riscoperta del territorio con la nuova edizione del Festival Le Ali della Città, diretto da Luigi Cinque, che torna nell’autunno 2026 con un programma dedicato al teatro, alla musica, alla poesia e al dialogo tra le arti. Dopo le edizioni del 2022, 2023 e 2024, che hanno contribuito a consolidare le relazioni artistiche e a costruire un pubblico affezionato nel Municipio XI, la manifestazione rinnova il proprio impegno negli spazi del Centro Polivalente e Punto Ristoro Nicoletta Campanella, in collaborazione con la Biblioteca Renato Nicolini.

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Canio Loguercio

Il festival si sviluppa attorno a un’idea precisa: riconoscere alla periferia un ruolo centrale nella produzione culturale della città. Corviale, con le sue storie, le sue trasformazioni urbanistiche e la ricchezza delle esperienze che lo attraversano, diventa il punto di partenza di un percorso artistico capace di intrecciare linguaggi contemporanei e memoria collettiva. Non soltanto un luogo in cui portare spettacoli, ma uno spazio creativo in cui la comunità possa riconoscersi e contribuire alla costruzione di nuove narrazioni. La principale novità dell’edizione 2026 riguarda il coinvolgimento diretto delle realtà associative e artistiche presenti sul territorio, chiamate a ideare e realizzare le produzioni teatrali e musicali. Un obiettivo perseguito anche nelle precedenti edizioni, che quest’anno trova una nuova occasione di sviluppo attraverso la collaborazione tra professionisti, artisti e compagnie locali. Il risultato è un progetto che punta a rafforzare il legame tra cultura e partecipazione, valorizzando le competenze già presenti nel quartiere e favorendo processi creativi condivisi. Il programma si articola in cinque appuntamenti principali, accompagnati dalle proposte di InCorti, la rassegna teatrale curata da Rocco Ditella, che attraversa generi e temi differenti, dalla comicità alla riflessione sociale. Il 3 ottobre si apre alle 18 con “Il diverbio”, testo di Renato Capitani adattato da Rocco Ditella, una rappresentazione che esplora con ironia il confronto verbale, le incomprensioni e il bisogno di avere ragione. Alle 19, la letteratura incontra la musica con “Le città invisibili”, progetto di Maurizio Donadoni e Nicola Alesini ispirato all’opera di Italo Calvino. La voce dell’attore si intreccia con i sassofoni, il clarinetto e l’elettronica, dando vita a un paesaggio sonoro e immaginifico che restituisce nuove suggestioni alle parole dello scrittore. Il 9 ottobre, alle 18, torna InCorti con “Monologando”, una breve rassegna di monologhi a cura di Rocco Ditella. Alle 19 è invece la volta di “Viento”, concerto-dialogo tra canzone e poesia con Canio Loguercio e Maria Grazia Calandrone. Il vento diventa metafora di memoria, richiamo e resistenza, attraversando le canzoni d’ammore di Loguercio e la scrittura poetica di Calandrone. Ad accompagnare i due artisti saranno Giovanna Famulari al violoncello, Massimo Antonietti alla chitarra ed Ermanno Dodaro al contrabbasso, per un incontro musicale che mette in relazione paesaggi interiori e naturali.

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Maurizio Donadoni (foto di Maurizio Chieregato)

Il 16 ottobre, alle 18, Rocco Ditella presenta “Provini”, uno spettacolo che porta il pubblico dietro le quinte del mondo teatrale, tra esercizi vocali, interpretazioni e attese, restituendo con ironia e osservazione il momento in cui un attore si confronta con il giudizio e la possibilità di ottenere una parte. Alle 19, la serata prosegue con “Il fronte della città – Pasolini nei giorni del suo non compleanno e il folle volo dantesco di Odysseus di Francesco Guccini”, progetto a cura di Luigi Cinque che mette in dialogo poesia, musica e teatro. Il percorso comprende “Pasolini, Roma e la Dopostoria”, testo e voce di Marco Palladini con musiche e canto di Amedeo Morrone, e l’anteprima di alcuni brani del nuovo disco “La Fortezza” del trio acustico Pane, composto da chitarra, flauto e voce. A chiudere l’appuntamento sarà Stefano De Sando, attore e doppiatore di Robert De Niro, impegnato nella lettura dell’Ulisse dantesco e dell’Odysseus di Guccini, accompagnato da Malabi, tra voce, campionamenti ed elettronica, e dallo stesso Luigi Cinque alla voce e al sassofono. Il 23 ottobre, alle 18, InCorti propone “L’orso”, celebre atto unico di Anton Čechov scritto nel 1888, nell’adattamento di Rocco Ditella. Alle 19 il programma si sposta sul cinema con “Transeuropæ Hotel” di Luigi Cinque. La proiezione del film, che negli anni ha ottenuto riconoscimenti in diversi festival internazionali, sarà l’occasione per una serata che unisce cinema, teatro e musica, esplorando il rapporto tra scienza e magia attraverso una dimensione scenica. Il 30 ottobre, alle 18, la rassegna InCorti affronta il tema della violenza sulle donne in ambito familiare con un testo di Rocco Ditella che rielabora la storia di Valentina e Giorgio, seguendo l’evoluzione della loro relazione dall’infanzia al matrimonio, fino all’emergere della violenza. Un percorso che si inserisce nel dibattito culturale sulla violenza di genere e sulle dinamiche che possono attraversare i rapporti affettivi. Alle 19, il festival si conclude con “Pirandello per voce sola”, progetto di Francesco Carrassi e Stefano Di Battista, pensato per restituire al pubblico la forza letteraria e teatrale di Luigi Pirandello attraverso una forma essenziale, affidata alla voce e al sax.

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I Pane

Accanto agli appuntamenti in programma, la manifestazione si caratterizza per la presenza di artisti provenienti da diversi ambiti della scena culturale italiana. Tra i nomi coinvolti figurano la scrittrice Maria Grazia Calandrone, i musicisti Dado Moroni, Stefano Di Battista e Marco Colonna, il cantautore e poeta Canio Loguercio, insieme a Giovanna Famulari e alle partecipazioni di Peppe Servillo, Efren Lopez, Aldo Nove, Malabi, Pippo Delbono e Alex Balanescu. La dimensione del festival, tuttavia, non si esaurisce negli spettacoli. Le Ali della Città intende abitare Corviale anche al di fuori dei luoghi tradizionalmente destinati alla cultura, attraverso percorsi di narrazione integrata e iniziative che coinvolgono cortili, aree adiacenti al Serpentone e spazi di ritrovo del Comitato Inquilini Corviale. Il quartiere si trasforma così in un palcoscenico diffuso, dove i luoghi della quotidianità diventano occasioni di incontro e condivisione. Un ruolo importante è affidato ai laboratori di teatro sociale e di comunità, curati da Rocco Ditella e dalla compagnia Oltretà. Le attività raccolgono le testimonianze dei residenti storici, le esperienze legate alle migrazioni e i percorsi di radicamento dei nuovi cittadini, trasformando le memorie individuali in materiale per letture sceniche e momenti di restituzione pubblica. La cultura diventa così uno strumento per custodire la memoria del territorio e, allo stesso tempo, dare voce alle trasformazioni che lo attraversano. Particolare attenzione viene riservata anche all’accessibilità, con facilitazioni logistiche per le famiglie e una proposta rivolta a diverse fasce d’età e alle molteplici culture presenti nel quartiere. Sul piano ambientale, gli allestimenti sono concepiti per integrarsi negli spazi esistenti, limitando gli interventi invasivi e privilegiando soluzioni tecniche a basso impatto. L’utilizzo di strumenti acustici, la valorizzazione della luce naturale nelle fasce pomeridiane e le pratiche di riduzione dei rifiuti contribuiscono a definire un modello organizzativo attento alla sostenibilità. Sostenuto dal Ministero della Cultura – Direzione generale Spettacolo e vincitore dell’avviso pubblico “Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro – Anno 2026”, promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, in collaborazione con SIAE, il Festival Le Ali della Città conferma la propria vocazione a costruire un dialogo tra centro e periferia. Per tutto il mese di ottobre, Corviale diventa così un luogo in cui la scena incontra la vita quotidiana, la poesia dialoga con le storie degli abitanti e la produzione artistica si intreccia con le energie della comunità. Un progetto che guarda alla periferia non come a un margine della città, ma come a uno spazio di creazione, incontro e rinnovamento culturale. Tutte le attività sono a ingresso libero.