L’agenda dei tour e dei festival più in vista del mese. Tra i protagonisti in concerto anche Gazzè, Brunori e Baglioni. E a Roma va in scena il Jazz Festival con Steve Coleman, Paolo Fresu, Gonzalo Rubalcaba
Bob Dylan in tour
Robert Zimmerman, vero nome di Bob Dylan, è ancora lo sciamano che negli anni Sessanta cambiò il corso della popular music (e della letteratura)? In attesa delle tre tappe italiane dell’attuale tranche nel “neverending tour” mondiale in cartellone il 2 a Milano (Unipol Dome), il 5 a Roma (Palasport) e il 7 a Bologna (Unipol Arena), una prima risposta può arrivare dando un’occhiata alle scalette dei concerti più recenti. Si, ci sono anche capolavori del primo decennio di attività, come “It Ain’t Me, Babe”, canzone di fine amore che concludeva l’album del ’64 “Another Side Of Bob Dylan”. In un certo senso si tratta di una sorta di asticella del grado di notorietà delle canzoni: difficilmente il menestrello di Duluth ne intonerà di più famose (con grande probabilità sono quindi esclusi gli inni assoluti “Blowin’ in The Wind”, “Like a Rolling Stone”, “Hurricane”, “Lay Lady Lay”, “All Along The Watchtower”, “Knockin’ on Heaven’s door”…). Nelle liste di canzoni suonate nei concerti dei giorni scorsi spicca anche “Girl From the North Country”, dal secondo – celeberrimo – album in studio “The Freewheelin’ Bob Dylan” (che il padre di tutti i songwriter moderni non proponeva dal vivo dal 2019). Insomma non manca qualche pietra angolare della prima ora del cantautore premiato con il Nobel per la Letteratura, che nel corso dei decenni ha cambiato pelle più e più volte. E che ama rimescolare le sue carte nei concerti dal vivo: in un suo live può sempre succedere di tutto, qualunque previsione è puro esercizio di stile. Anche se difficilmente mancheranno accenni al più recente album Shadow Kingdom (targato 2023) come “When I Paint My Masterpiece” o “Watching the River Flow”. E, magari, anche qualche brano incluso nel più recente volume della raccolta “The Bootleg Series Vol. 18: Through the Open Window 1956-1963” (uscita nel 2025). Senza contare che a Dylan piace anche suonare qualche cover: la scelta potrebbe cadere su “I Can Tell” di Bo Diddley. Francesco De Gregori, le residenze.
Lo scherzo del calendario mette sul palco Francesco De Gregori, il “principe” dei cantautori italiani e Dylan, suo principale punto di riferimento artistico proprio nello stesso periodo. Ma visto che pure quello di De Gregori è una sorta di “neverending” tour, la possibilità di sovrapposizioni non è del tutto remota. Anche se in questo caso l’artista romano segue la formula della residenza, con una serie di concerti a Roma (1, 3, 4, 6, 7, 8, 10, 11, 13, 14, 15 al Teatro Sala Umberto) e un’altra a Milano (25, 26, 28, 29) al Teatro Off Off (per poi proseguire anche a dicembre). La chiave messa a punto è quella battezzata “Nevergreen Perfette Sconosciute”, formula che ha dato il titolo al recentissimo album live che schiera brani come “Sento il fischio del vapore”, “Cose”, “A Pa’”, “Numeri da scaricare”, “I muscoli del capitano”, “L’uccisione di Babbo Natale”, “I matti”, “Vai in Africa Celestino”, “San Lorenzo”, “Baci da Pompei”, “Compagni di viaggio”, “La ragazza e la miniera”, “Due zingari”, “Ragazza del ’95”, “Stelutis Alpinis”, “Deriva”. E tutto lascia prevedere che De Gregori attingerà in larga parte da questa tracklist per le scalette dei live.
Muse a Milano, Baglioni a Roma, Marco Mengoni a Milano e Placebo a Milano
Rock progressive di seconda generazione messo insieme a pop elettronico futurista. E’ la formula magica – per i fan – della band Muse. Per i loro detrattori invece è tutta un’altra musica, molto meno esaltante. Insomma quella di Matthew Bellamy è una formazione che divide, ma è pur sempre seguita da masse non indifferenti. E non è difficile prevedere il tutto esaurito per i due concerti in cartellone a Milano (il 20 dalle 19 al Fabrique, il 21 dalle 19 all’Unipol Dome). Due eventi che in sostanza fanno da presentazione dal vivo del nuovo album “The Wow! Signal”, lavoro che prosegue sulla falsariga del cross-over totale della band che continua a spaziare tra art-rock, sinfo-pop e molto altro ancora. Il 1° novembre Claudio Baglioni conclude la sua kermesse a Piazza di Siena, nel cuore di Villa Borghese. Un evento che celebra una lunga vita artistica e soprattutto un concerto che andò in scena nel 1982 nella stessa location. La scaletta è inevitabilmente antologica, da “Questo Piccolo Grande Amore” a “Mille giorni di te e di me” e ancora molti altri inni della canzone pop italiana. Marco Mengoni, la voce per eccellenza dell’urban pop e della canzone italiana del nuovo Millenni,o si mette in gioco con una lunga serie di concerti al Teatro Principe di Milano, battezzata “Residency Allo Sbagliato”. E’ un’occasione per sperimentare soluzioni inedite e cercare un rapporto con il pubblico differente da quello che si mette in moto negli stadi. Un esperimento che arriva in coincidenza con i primi 25 anni di vita artistica del cantautore che nel 2001 vinse la prima edizione di un X Factor lontano anni luce da quello che è oggi. Ecco le date dei concerti: 5, 7, 8, 10, 11, 13, 14, 17, 18, 20, 22, 25, 26, 28, 29. E a dicembre si continua. Pacebo. La band di Brian Molko Brian e Stefan Olsdal festeggia il trentennale con un tour che in Italia fa tappa a Milano (appuntamento il 6 al Forum di Assago). In effetti il gruppo britannico debuttò con il celebre album omonimo proprio nel ’96, dando il la a quel particolare intreccio sonoro che attraversa elettronica, alt-rock, post-glam e ancora altri territori sonori che ha lasciato il segno. E che ancora oggi chiama a raccolta migliaia di fan a ogni evento live.
Gazzè e Brunori in tour
Il cantautore Max Gazzé mette in scena i brani del suo originalissimo recente album “L’ornamento delle cose secondarie” nel tour di concerti che a novembre si snoda in mezza Italia. Ovviamente in scaletta non potranno mancare almeno alcuni degli inni antologici come “Cara Valentina”, “Sotto Casa”, “La vita com’è”, “Ti sembra normale”, “Una musica può fare”… Ecco le date: 5, 6, 7 Bologna (Teatro Duse), 9, 10, 11 Milano (Teatro Dal Verme), 12, 13, 14 Genova (Teatro Verdi), 16, 17, 18 Firenze, (Teatro Puccini), 23, 24, 25 Bari (Teatro Piccinni). A dicembre si continua tra Torino, Trento, Cagliari e gran finale a Roma. Il cantautore Brunorsi Sas sta girando l’Italia con il nuovo spettacolo “Tuttobrunori. Canzoni e monologhi”. Si tratta di un vero e proprio happening in cui non manca qualche inno come “L’albero delle noci”, “La verità”, “La ghigliottina”, ma che punta anche su brani meno conosciuti. Oltre che su numerosi momenti di teatro di parola. Ecco le date: 3 Napoli (Teatro Augusteo), 5, 6, 7 Roma (Auditorium della Conciliazione), 10 Santa Maria degli Angeli (Teatro Lyrick Assisi), 11 Ancona (Teatro delle Muse) 14 Catania (Teatro Metropolitan), 15 Palermo (Teatro Politeama Garibaldi), 17, 18 Bari (Teatro Petruzzelli), 21 Catanzaro (Teatro Politeama), 22 Reggio Calabria (Teatro comunale “Francesco Cilea”), 24, 25 Cosenza (Teatro Alfonso Rendano).
Roma Jazz Festival
La storica kermesse festeggia mezzo secolo rileggendo Miles Davis (e ripensando l’intero corso del jazz). Anche perché l’anniversario del festival capitolino si allinea con i cent’anni dalla nascita del trombettista che più di ogni altro ha cambiato le carte in tavola al jazz. Pronti via, quindi, il 1° con “Kind of Lives”, tributo a Davis firmato da Paolo Fresu, il musicista italiano che meglio ha approfondito la lezione del gigante afroamericano. Appuntamento alle 18 all’Auditorium Parco della Musica. Location che ospita gran parte del programma a partire dal secondo appuntamento, protagonisti Kurt Elling & Yellowjackets che il 4 alle 20 celebrano gli Weather Report. Ancora stesso spazio per Steve Coleman and the Five Elements (il 5 alle 20) e per Gonzalo Rubalcaba & Hamilton de Holanda sulle onde del latin jazz (il 6 alle 20). Il 7 alle 19.30 Zoe Pia inaugura i concerti alla Casa del Jazz, spazio che l’8 alle 19.30 ospita Domenico Rizzuto, il 13 alle 19.30 Eleonora Strino, il 14 alle 19.30 il Nexus Quartet. Il festival si snoda quindi – anche in altri luoghi come Alcazar, la chiesa di San Domenico a Rieti e l’Abbazia di Fossanova – con i concerti di Enzo Favata, Erik Truffaz & Antonio Lizana, Gregory Hutchinson, Omasta, Jeremy Pelt, Chiara Civello & Clap! Clap!, Jason Miles e altri ancora.
