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Pubblicato il 07/11/2008 alle 13:41:19
Enya torna con il nuovo album And Winter Came... (Warner Bros)
di Paolo Ansali
Dal 7 novembre è disponibile il nuovo album di Enya And Winter Came (Warner Bros), l'atteso ritorno della vocalist irlandese, dopo due anni di lavorazione, inizialmente doveva essere un progetto natalizio.

Dal 7 novembre è disponibile il nuovo album di Enya And Winter Came... (Warner Bros), l'atteso ritorno della vocalist irlandese, dopo due anni di lavorazione,
inizialmente doveva essere un progetto natalizio, con due traditional tra cui Silent Night in gaelico.

Il prossimo mese saranno 20 anni dall’uscita del suo primo album per la Warner, Watermark , che conteneva il celebre hit "Orinoco Flow". Venti anni durante i quali ha venduto oltre 70 milioni di album in tutto il mondo, vinto numerosi premi e diventata così l’artista irlandese solista più importante in assoluto. Dopo due anni di lavorazione le aspettative per questo nuovo album, “And winter came…” sono ovviamente altissime. Le dodici canzoni dell’album sono un’evocazione atmosferica ed incantevole del mutevole paesaggio invernale e dell’allegria che porta il Natale. Ancora una volta, l’album è stato registrato nello studio di casa ed è il risultato della lunga e creativa collaborazione del trio, formatosi nel 1982, composto Enya con il produttore/arrangiatore Nicky Ryan e la paroliera Roma Ryan.

Inizialmente “And winter came…” doveva essere un progetto natalizio , ma più l’album prendeva forma più diventava apparente un tema stagionale di più ampio respiro. “Ho da sempre voluto fare un album natalizio, ma quando abbiamo cominciato a registrare ho sentito che non era giusto imporre un tema natalizio a certi brani” spiega Enya. Nicky afferma “Abbiamo iniziato a comporre un album natalizio, ma è diventato un album di Enya basato sul paesaggio invernale in cui il Natale si sente un po’ qua e là, ma sarebbe sbagliato chiamarlo un album natalizio di Enya.”

“And winter came…” è comunque ricco di deliziosi momenti di festività, come nel brano “White is in the winter night”che Nicky descrive come “la tipica canzone che si può sentire ai Proms con tutti che fanno il coro, ha la tipica atmosfera natalizia”. Il settimo album da studio di Enya contiene anche 2 tradizionali brani natalizi: una versione in crescendo di “O come, o come Emmanuel” e una versione di Silent Night (Oìche Chiuìn) , che Enya canta in gaelico e che, negli anni, ha dato prova di essere molto popolare. “E’ stato eccitante dare nuova vita a Silent Night perché l’ho cantata vent’anni fa” dice Enya con entusiasmo. “Ogni anno in America la ripubblicano, è stato bello riprenderla in mano e farci qualcosa di differente.”

La nuova versione di “Oìche Chiuìn (chorale)” incorpora quello che Nicky descrive come il “coro di uno”, una tecnica che ha iniziato ad adottare totalmente durante la registrazione dell’album “Watermark” e che vede Enya cantare parti vocali a più strati per creare un mare mellifluo di armonie. “Mi piace questo processo, è eccitante non sapere fino all’ultimo se il procedimento può funzionare” ammette Enya. Gli album precedenti di Enya l’hanno vista cimentarsi in difficili equilibrismi linguistici a partire dal gaelico fino ad arrivare al giapponese, e ha persino cantato in un dialetto completamente inventato da Roma chiamato Loxian nell’album “Amarantine” (2005). Le dieci canzoni inedite di “And winter came…” sono invece cantate tutte in inglese.

Biografia :
Sesta di 9 fratelli, il vero nome di Enya è Eithne Patricia Ni Bhraonian. E’ nata il 17 maggio 1961 nella contea del Donegal ed è cresciuta parlando gaelico. Enya è la traslitterazione della pronuncia gaelica di Eithne. “Per questa ragione la mia pronuncia dell’alfabeto è diversa da un madrelingua inglese” spiega. “Mi piace il suono di questa lingua, è fantastico essere in grado di cantare in un idioma così antico, ma essere allo stesso tempo capace di far arrivare il messaggio attraverso la melodia”. Enya ha studiato musica classica al Milford College ed è sempre stata sua intenzione lavorare con la musica, ma all’epoca non sapeva ancora bene quale direzione prendere. Dopo avere lasciato il college, è stata chiamata da Nicky e Roma Ryan, che allora facevano da manager al gruppo dei Clannad, per unirsi temporaneamente alla band.

“Arrivavo dalla scuola e mi sentivo fieramente indipendente – ricorda Enya – non facevo proprio parte del gruppo. Nicky mi ha voluto come tastierista e ai cori. Ho parlato molto di musica con Nicky e questo quando ha avuto l’idea del coro di uno. In quel momento era molto preso dalla sperimentazione con tutti i tipi di musica. Nicky arriva dalla musica live e spero che chi ascolta la nostra musica riesca a percepirlo, anche se “And winter came…” è più un album da studio”
Tutto ciò ha portato alla partnership creativa tra Nicky, Roma ed Enya nel 1982. Il primo progetto a cui i tre hanno lavorato è stata la colonna sonora del film di David Puttman del 1984 “The frog prince”.

Due anni più tardi uno sviluppo più significativo ha visto Enya occuparsi dell’intera colonna sonora del documentario televisivo della BBC intitolato “The Celts”. “Inizialmente volevano un compositore diverso per ogni episodio ma poi, quando hanno sentito la nostra March Of The Celts, hanno voluto che scrivessimo per tutte le puntate” racconta Enya. “Hanno corso un bel rischio perché io ero solo una che aveva studiato musica, non avevano nessuna garanzia sulla qualità di musica che avrei composto.” Con brani cantati sia in inglese che in gaelico, Enya ha prodotto una serie di canzoni eteree ed affascinanti che sono state successivamente raccolte nel suo omonimo album di esordio del 1987, che però non ha fatto così tanto parlare di sé fino a quasi 10 anni dopo, quando un sample del brano Boadicea è stato usato dai FUGEES nel singolo “Ready or not”. Cosa che ha causato in Nicky non poca costernazione dato che la band si è dimenticata di chiedere il permesso. “Ero arrabbiato per il fatto che non ci avessero chiesto il permesso, ma alla fine è andata bene; potevamo chiedere alla Sony di togliere il disco dai negozi, ma per quale ragione poi? Erano una band giovane e abbiamo trovato un accordo che andasse bene a tutti.”

L’interesse nella canzone non finì lì, con Nicky che anni dopo si è sentito chiamare al telefono da niente meno che Sean Combs, alias P.Diddy, che chiedeva gentilmente il permesso di usare il brano nel singolo di Mario Winans “I don’t wanna know”, che è andato poi al # 1 in Inghilterra. Nicky garbatamente acconsentì, ma ad una condizione. “Gli ho detto che doveva fare qualcosa per me in cambio,” racconta. “Così magari un giorno potrebbe succedere qualcosa tra Enya e P.Diddy,” dice ridendo. Anche se l’album di debutto non ha sconvolto le classifiche di vendita, ha comunque attirato l’attenzione dell’allora presidente della Warner Music UK Rob Dickins che ha immediatamente firmato Enya, con sorpresa dei suoi colleghi che poco credevano che la musica eterea di Enya potesse vendere in un mercato dominato all’epoca da artisti pop come Kylie Minogue e Rick Astley. Ma Dickins ha affermato “qualche volta l’azienda è lì per fare soldi e altre volte per fare musica.” Ovviamente fu molto favorevolmente colpito dal fatto che, nel caso di Enya, entrambi gli obiettivi furono raggiunti.

“Sia noi che la casa discografica fummo sorpresi dalla reazione all’album Watermark” ammette Enya. “Come avremmo potuto immaginarcelo? Nessuno faceva il mio tipo di musica alla fine degli anni ’80.” Pubblicato nel 1988, “Watermark” vendette oltre 11 milioni di copie, facendo guadagnare ad Enya 2 nomination ai Brit Awards e facendo attestare “Orinoco flow” in cima alle classifiche di vendita dei singoli in Inghilterra.
Trattando Enya come un progetto personale, Dickins andava addirittura nei negozi a vedere le persone che si compravano “Orinoco flow”, dedizione che portò all’idea di includere il testo sulla copertina delle stampe successive di Sail Away, dato che molti acquirenti sembravano non essere sicuri di quale fosse il titolo. E, soprattutto, rispettò l’indipendenza creativa di Enya. “Era una condizione fondamentale per la firma del contratto: non avere vincoli creativi….perchè è la musica l’unico vincolo” dice Enya. “La sola pressione che riceviamo dalla Warner è quando ci chiedono se ci sarà o no un nuovo album quest’anno,” dice ridendo.

Nel 1991 è uscito l’album “Shepherd Moons” che ha venduto oltre 12 milioni di copie in tutto il mondo, debuttando direttamente al # 1 in Inghilterra e rimanendo per ben 199 settimane consecutive in classifica in America. Con questo album, Enya ha conquistato il primo Grammy Award per il best New Age Album. Quattro anni dopo se ne aggiudica un altro con l’album “Memory of trees”, altro grande successo da oltre 9 milioni di copie.Nel 1997 la raccolta di successi “Paint the sky with stars” racchiude le maggiori hit come “Orinoco flow”, “Caribbean blue”, “Book of days” e “Anywhere is”. Ma è nel 2000 che Enya diventa l’artista che vende di più al mondo con l’album “A day without rain” l’anno successivo.

“A day without rain” rimane nelle classifiche americane per quasi due anni e vende 13 milioni di copie. In quel periodo il mondo fu sconvolto dall’11 settembre e i media americani usarono il brano “Only time” come sottofondo dei loro strazianti bollettini per la carica emotiva e la dolcezza della canzone.
“La CNN l’ha usata per prima,” ricorda Enya, “ma è poi diventata l’inno dell’11/9. In quei giorni le radio cambiarono completamente la loro programmazione per cercare di aiutare la gente a superare il senso di perdita e devastazione per quello che era successo. La canzone è sull’effetto lenitivo del tempo e sulla normalità, o pseudo-normalità, che prima o poi ritorna sotto qualche forma.” Enya, Nicky e Roma hanno fatto donazioni alla Uniform Firefighters Association’s Widows and Children’s Fund. Contemporaneamente si resero conto che la popolarità del brano poteva fornire assistenza alle vittime della tragedia. “L’airplay cresceva sempre di più, per cui abbiamo pensato di pubblicare il singolo per raccogliere fondi per le famiglie che hanno perso i loro cari l’11 settembre”, dice Enya. Con le vendite di Only Time hanno raccolto finora oltre 500.000 dollari.

Ma il 2001 ha portato anche notizie più allegre con Peter Jackson che ha chiesto ad Enya di partecipare alla colonna sonora del “Signore degli anelli – la compagnia dell’anello” con due brani: “May it be” e “Aniron”. Il primo brano ha fatto aggiudicare ad Enya una nomination agli Oscar. Durante la cerimonia, Enya si è esibita in una performance che ricorda con emozione, “è stata un’esperienza fantastica, la cerimonia degli Oscar è incredibilmente ostentata, ma devo ammettere che mi sono proprio divertita,” dice sorridendo. Nonostante le piaccia cantare dal vivo, Enya non è mai andata in tour e, non cedendo alle lusinghe della fama, tende ad evitare le luci della ribalta – cosa piuttosto rara in un mondo ossessionato dalle celebrità. “Fama e successo sono due cose diverse. Penso che uno stile di vita privato ed una carriera musicale di successo possano convivere. La mia musica ha bisogno del suo spazio”.

Nel 2005 Enya pubblica l’acclamato “Amarantine” che le è valso il quarto Grammy e, nel 2007, è stata insignita con due Honorary Doctorates in riconoscimento dei suoi servizi nel campo musicale. E adesso che la temperatura scende ed i giorni si accorciano, l’arrivo di “And winter came…” riscalderà sicuramente i cuori in tutto il mondo con la sua ampia strumentazione e con l’ottimismo che evoca il senso di possibilità che solo il Natale può portare con sé, cosa che secondo Roma si riflette nel titolo dell’album: “Mi piace il titolo, alcuni lo vedono come una fine, con tutta una storia alle spalle, ma io invece lo vedo più come un nuovo inizio.”

(Si ringrazia l'ufficio stampa della Warner Music Italia)

Tracklist:
1. And Winter Came
2. Journey Of The Angels
3. White Is In The Winter Night
4. O Come, O Come, Emmanuel (Traditional)
5. Trains And Winter Rains
6. Dreams Are More Precious
7. Last Time By Moonlight
8. One Toy Soldier
9. Stars And Midnight Blue
10. The Spirit Of Christmas Past
11. My! My! Time Flies!
12. Oiche Chiuin (Chorale) (Traditional)

Discografia
Enya (1987)
Watermark (1988)
Shepherd Moons (1991)
The Celts (1992)
The Memory of Trees (1995)
Paint the Sky with Stars (1997)
A Day Without Rain (2000)
Amarantine (2005)
And Winter Came... (2008)

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