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| Notizie |
| Pubblicato il 08/04/2009 alle 08:12:18 | |
Il piacere rock di suonare metal in italiano: la recensione de I Colori del Nero dei Neronova su Kataweb!
Oltre al garage i Neronova utilizzano anche l’hard rock come filone ispirativo, non disdegnano parentesi unerdground e trovate acide: cosi' si esprime Fabrizio Galassi sul prestigioso sito e la cosa riempie di gioia tutta U.d.U. Records!
Oltre al garage i Neronova utilizzano anche l’hard rock come filone ispirativo, non disdegnano parentesi unerdground e trovate acide: cosi' si esprime Fabrizio Galassi sul prestigioso sito e la cosa riempie di gioia tutta U.d.U. Records!
Citando il grande filosofo silenzio Adriano Celentano, i Neronova vivono in modo rock e pensano (anche sui luoghi di lavoro) in modo rock, perche' questo e' l'aggettivo che meglio li connota. Ma da ora dobbiamo anche aggiungere al loro modus vivendi anche la presenza forte di una chitarra, come ci suggerisce Fabrizio Galassi nella sua recensione. Scrive infatti che ...Da quanto tempo non sentite un assolo di chitarra? E l’urlo di un armonico artificiale? I Neronova riscoprono il piacere di suonare metal in italiano, ma non così puro come potrebbe essere quello di Pino Scotto o dei Negazione, il gruppo modenese aggiunge alla ricetta originale qualche passaggio garage per aggiornare il tutto. La scelta di iniziare l’album con Proposta Indecente è vincente, sia per la composizione stessa, ma soprattutto per la libertà di una chitarra rimasta in ibernazione dagli anni’80 e la potenza vocale di Tiziano Panini che riesce a mantenere ben in piedi la melodia pur sgolandosi al massimo. ...e lo fa anche e soprattutto in concerto, come ha dimostrato recentemente nello show con Rain e le svedesi Crucified Barbara.
La recensione su Kataweb cosi' prosegue ..Questi suoni sono stati stipati in cantina per troppo tempo e l’avvento dell’indie rock ha relegato la sei corde al mero accompagnamento facendo quasi perdere le tracce di tutte le possibilità stilistiche dello strumento; il rischio è quello di ritrovarsi all’interno del film The Spinal Tap, ma i Neronova mantengono tutto senza slabbrarsi troppo e a scelta di cantare in italiano è un buon sistema di controllo della velocità.
Oltre al garage i Neronova utilizzano anche l’hard rock come filone ispirativo, non disdegnano parentesi unerdground e trovate acide. A volte possono sembrare i Linea77 con Manuel Agnelli alla voce e Steve Vai alla chitarra (Medea), altre volte rubano le introduzioni ai Queen of the Stone Age (Molotov Cocktail), poi diventano i Motorhead (Decadence) e quando si rilassano sparisce il distorsore in favore di un suono di chitarra...

Ma arriviamo ai botti finali ed alle considerazioni conclusive ...I Colori del Nero è un disco chitarroso che potrebbe essere una novità per i nativi digitali in cerca di qualcosa di diverso dall’oramai deceduto indie-rock e dal terminale nu-rave; potrebbe essere anche una sorta di revival di un rock semi-estinto. L’unico problema dei Neronova e la ripetitività del suono della chitarra, dopo 50 minuti di power chord, strilli e assoli l’effetto non cambia (a parte le ballate): in un disco dedicato allo strumento rock per eccellenza è una mancanza tutt’altro che superficiale.... e troviamo originali anche queste paroli finali, sulle quali la band deve riflettere, tra un pacca e l'altra data sulle spalle, dopo aver letto una recensione di questo tono... complimenti a tutti!
Dice il nostro diretur Giancarlo Passarella ...Ringrazio personalmente il neo padre Fabrizio Galassi... trovare tempo libero tra una pappa ed un pannolino non e' semplice: ha colto molto dello spirito rock insito nei Neronova, in sintonia con la filosofia da talent scout di tutta U.d.U. Records...!
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