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Interviste
Pubblicato il 01/06/2017 alle 08:18:58
Quattro donne per casa, la Les Paul 50 tribute e la SG Reissue 61, le Frecce Tricolori: seppur prigioniero del rock, oggi con noi Ivan Perugini ..
di Francisco De Mazzei Paradisi
Vive nelle Marche, suona nei Project Czar e nei Sun King (gruppi con i quali ha prodotto tre bei dischi griffati U.d.U. Ululati Records) e sogna ad occhi aperti planate con aeroplani di tutti i tipi ..

Vive nelle Marche, suona nei Project Czar e nei Sun King (gruppi con i quali ha prodotto tre bei dischi griffati U.d.U. Ululati Records) e sogna ad occhi aperti planate con aeroplani di tutti i tipi ..

Capitano, come ci dobbiamo comportare nelle prossime battaglie? Tutte domande che ci facciamo, perché il pilotaggio è la tecnica con cui il pilota fa volare l'aeroplano come desidera, ma deve rispettare gli ordini imposti alla squadriglia...

Un caloroso bentrovato ad Ivan Perugini: ci dici che momento stati vivendo in questo momento?
Un momento di cambiamenti, sicuramente, che necessitano di spirito di adattamento.

Prima di passare alla sfera musicale, mi dovresti spiegare la battuta del nostro diretur Giancarlo Passarella: dice che ti invidia, perché tutti i giorni .. vivi circondato da donne!
Chiaro, sono sposato ed ho 3 figlie, tutte in qualche modo sensibili alla musica o alla danza e sono le mie prime fan, quindi si può dire a gran voce che sono beato fra le donne.

Parliamo allora dei due gruppi paralleli che hai portato avanti sino ad ora: Project Czar e Sun King .. in quale situazione si trovano?
Purtroppo al momento di prendere delle decisioni importanti per il prosieguo dell’attività dei Sun King, non ci siamo trovati d’accordo su punti fondamentali. Quindi al di là di un paio di concerti in festival locali, nonostante il bell’album Terpsichore, un buon prodotto sia dal punto di vista della produzione che dei brani contenuti, con gli altri componenti del gruppo ci siamo un po’ persi di vista. Inutile dire che sono fortemente dispiaciuto di questa situazione perché quel gruppo è stata una parte importante della mia vita di “artista”. Con i Project Czar abbiamo dovuto dire arrivederci al nostro bassista Alessandro Fermani, per motivi suoi personali, e abbiamo subito, fortunatamente aggiungerei, inserito nella line up Massimo Ferrara, come bassista, ed anche Barbara Licciardi come corista. Questo ci dà la possibilità di arricchire armonicamente le parti vocali aggiungendo quindi spessore a quei brani che, se da studio potevano godere di queste caratteristiche, dal vivo un po’ perdevano di impatto. Quindi line up a 5 che abbiamo sperimentato recentemente, e con soddisfazione, al Kokogena di Osimo il 28 Maggio per le finali regionali di Rock Targato Italia. Certo manca ovviamente il rodaggio che viene dopo tanti concerti, però l’inizio fa ben sperare, anche perché i brani presentati erano i 4 brani che avevamo deciso di inserire, prima di salutare Fermani, nel prossimo Ep che speriamo di far uscire entro quest’anno.

Entriamo nello specifico dei cd che hanno pubblicato: ci dici per ognuno di loro, un ricordo e/o aneddoto .. un momento legato alla vita di quello specifico disco?
- Project Czar primo album degno di tale nome, dopo alcuni demo, mi ricorda la mail di interessamento di un certo Giancarlo Passarella ...tra le tante email che avevo mandato a diverse etichette. E da lì iniziò un fiume di email, con consigli, pareri, scambi di idee e di altre forme di collaborazioni musicali. Non mi pareva vero che una etichetta finalmente si fosse interessata al mio lavoro, peraltro grezzissimo, dal punto di vista della produzione, ma non dell'art work.
- IDJS dei Sun King mi ricordo ancora che eravamo in sala prove, avevo microfonato tutta la batteria, posta dietro una barriera di plexiglass, e noi tre a suonare con chitarre e basso attaccati direttamente al mixer ed avevamo tutto diretto in cuffia. Poi in fase di mixaggio da Andrea Mei, scoprimmo che la 6 traccia di batteria copiava la 7ma e quindi non avevo potuto sfruttare al massimo le capacità del mixer/scheda audio. Mei mi fece letteralmente nero! I segnali erano buoni ed avevo compromesso una traccia.
- Prisoners of Rock: dei Sun King Probabilmente in sede di ripresa o di mixaggio finale qualcosa andò storto nella traccia del rullante di Your Love, per cui anche se in studio la rullata finale di Roberto Tesei era perfetta, nel disco sembra inspiegabilmente claudicante ...non c'è stato modo di correggerla ne tanto meno di registrarla di nuovo.



Quella volta registrammo in studio da Mei proprio la batteria e la voce, mentre le chitarre ed il basso le registrammo da me, per risparmiare qualcosina. Lo studio era sempre pieno di gruppi ed il calendario era fittissimo, impossibile trovare a breve un altro momento per rifare la batteria.
- Ep II dei Project Czar riuscimmo a registrare la batteria nello studio Potemkin di Andrea Mei, utilizzando la batteria ed il piazzamento microfoni per gli Infernal Poetry che il buon Ojetti aveva messo su per il loro disco. Il resto sempre da me. Le chitarre non vennero esaltanti, in questo caso, sia per il tipo di chitarra che utilizzai che per la scelta di non caricare troppo l'ampli, mentre a posteriori forse il tipo di canzoni richiedeva proprio il contrario. Comunque non sono mai rimasto insoddisfatto dei miei lavori. Tutto fa esperienza.
- Terpsichore è l'album dei Sun King che ha avuto la gestazione più lunga. Abbiamo lavorato alle canzoni da soli e poi con Andrea Mei. Infine siamo entrati nel suo nuovo studio a Macerata, inaugurato con la partecipazione di ospiti come i Gang (i fratelli Severini sono stati il primo trampolino per Mei) e Danilo Sacco (di cui Mei è attualmente autore e musicista). Per le mie parti di chitarra ero ancora indeciso e portai tutto il mio arsenale ma alla fine registrai le ritmiche con una Les Paul 50 tribute ed i soli con la SG Reissue 61. Per le voci invece andavo in studio durante la pausa pranzo dal lavoro, a 20 minuti di distanza, cantavo 3 canzoni, e tornando al lavoro attraverso le campagne maceratesi, mangiavo in auto un panino. In tre giorni consecutivi registrai le voci di dieci canzoni. Alla fine il disco mi piaceva molto, peccato non essere riusciti a dare un seguito live degno dello sforzo fatto in studio.
Nel contempo, con Mauro ed Alessandro, nei Project Czar, avevamo dato corpo a 9 altre canzoni, magari non proprio vicine stilisticamente fra loro ma perfettamente nello stile ...Ivan Perugini!!! Dopo aver registrato il tutto nel mio studiolo di cantina, portai il tutto a mixare a Paolo Ojetti, e riuscimmo a finire prima del disco dei Sun King. Chiesi a Paolo, anche per differenziare bene la produzione dell'uno e dell'altro disco, di dare una sua impronta alle canzoni e così ha fatto, con mia soddisfazione. I brani suonano più acidi e molto aderenti alla copertina vagamente steampunk del disco, mentre Terpsichore era più attinente ai canoni hard rock classici. Quando lavoravamo al disco ed anche nelle sue fasi di registrazione morì la mia anziana nonna materna, punto di riferimento della mia famiglia, per cui proprio per il fatto che essa fino all'ultimo ci ha sempre instillato la fiducia verso il futuro, ebbi chiaro che il titolo non poteva essere altro che Fight to the light. Un brano alla batteria, I'm blind, è stato registrato dal nostro amico Giampiero Santini, che mi chiedeva insistentemente di voler registrare un brano “a la Led Zeppelin”... però dopo averlo registrato disse … “ma non è proprio alla Bonham questa canzone”. Pazienza..



Ogni tanto leggiamo le tue recensioni su Musicalnews.Com: ti diverti ancora ad andare ai concerti? Negli ultimi anni, chi ti ha sorpreso e chi invece ti ha deluso su un palco?
Negli ultimi anni mi è capitato di ascoltare Ozzy and Friends, a Milano. Rimasi deluso dal sound generale del concerto. Praticamente si avvertivano (non uso volutamente il verbo ascoltare) per tutto il corpo i bassi della gran cassa della batteria e vagamente le frequenze ultrabasse dei bassisti, appunto. Riuscire ad ascoltare gli assoli di chitarra piuttosto che i vari riff o anche la voce dei cantanti fu un’impresa. La cosa migliorò un poco verso la fine con la Black Label Society ed il buon Ozzy che peraltro non sembrò vocalmente molto in forma. Strepitosa la partecipazione sul palco di Slash, Zakk Wylde insieme a Gus G. Quando poi andai l'anno passato ad ascoltare i Black Sabbath a Verona pensai di rivivere la stessa negativa esperienza. Per fortuna fu il contrario. Ozzy gasato dal pubblico è sembrato davvero in forma. Concerto piacevolissimo ed anzi proprio coinvolgente. Audio veramente buono. Poi ci sono stati gli AcDc a Imola, Zakk Wylde all'Estragon di Bologna, Don Airey a Civitanova, tutte belle performance, in strutture e con impianti molto diversi tra loro, e per fortuna mai più è ricapitata la bruttissima esperienza fatta a Rho, presso la struttura dell’Ente Fiera, con l'Ozzy and Friends.

La tua passione per gli aeroplani è conosciuta: sino a dove ti conduce?
Mi porta a Bellaria di Rimini, due volte a Rivolto (UD) per vedere lo spettacolo delle Frecce Tricolori. O a Montagnana, bellissimo ed antichissimo centro vicino Padova, con ancora le mura di cinta intatte, per il raduno annuale di velivoli storici sia militari che civili. Oppure a visitare la 46 Aerobrigata di Pisa, e la Piazza dei Miracoli, o le strutture della Leonardo (Aermacchi Finmeccanica) a Varese, o al 32° Stormo di stanza ad Amendola, e forse l'anno prossimo a visitare un museo storico aeronautico all'estero, chissà se riusciremo a concretizzare questo progetto. Il volo mi ha sempre appassionato, sia da un punto di vista naturalistico, degli animali che lo possono praticare (rimanevo anche un'ora intera sul terrazzo al terzo piano ad osservare d'estate le rondini che lo sfioravano), sia da un punto di vista storico, le idee ed i valori di un tempo passato e quindi scientifico (limitatamente alle mie possibilità di comprensione, la fisica, la meccanica); per me è come coniugare poesia e scienza, amore per la natura e meraviglia per le capacità tecniche dell'uomo. Attraverso questa mia naturale curiosità per il volo ho avuto modo di approfondire anche tanti aspetti storici, civili, umani che apparentemente sono molto distanti dal volo in senso stretto. È una passione che ha sempre avuto per me la stessa forza di quella per la musica, anche se sono diverse fra loro: la prima è contemplativa la seconda è creativa e quindi comunicativa. Come se si completassero: prima si osserva, ci si raccoglie in se stessi, e poi ci si esprime. Paradossalmente mi ha dato anche una chiave di lettura alternativa di quanto accade oggi a livello sociale, perché andando a fondo alle cose si raccolgono le più disparate informazioni sulle tipologie di contratti ad esempio, sulla sicurezza nel lavoro, piuttosto che di politiche economiche, di alleanze e strategie internazionali et c. Questo ovviamente ha un senso per me, mentre per altri la stessa maturazione o crescita personale la si raggiunge attraverso, che so, l'amore per i cavalli e tutto il loro mondo.

Credo che tu sia anche appassionato di storia: in un brano come In signo Tauri emergono la X legione di Giulio Cesare, il capitano Maurizio Poggiali ..
Spesso mio padre per farmi addormentare mi raccontava delle storie. Da grandicello la storia mi è sembrata una naturale prosecuzione di questa esperienza, direi familiare. Conoscere la vita e le esperienze di chi mi ha preceduto su questo pianeta, dove, per quali ragioni, con quali mezzi sono stati risolti molti problemi pratici, potrebbe essere la chiave di volta per risolvere tante situazioni attuali, sempre che uno lo voglia. Dagli studi di giurisprudenza, il mondo romano per me ne è uscito come una civiltà viva ed attuale e da qui ho ripreso in mano diversi libri di storia ed altrettanti romanzi storici di autori che insegnano storia romana; su tutti Simon Scarrow. Non vi dico i parallelismi con la società attuale. Dalle epiche gesta del passato sono passato casualmente a scoprire la storia del fu capitano Maurizio Poggiali, e quindi a dedicargli il video del nostro brano; rimasi stupito della sua integrità morale, dei suoi scritti poetici, della sua carriera interrotta troppo presto, e dei traguardi raggiunti che facevano presagire molto altro di positivo e degno di emulazione per tutti i giovani che vogliono prendere in mano il proprio futuro e mettersi a disposizione del prossimo.

Grazie a tuo padre hai ascoltato Elvis, Ray Charles, Jerry Lee Lewis, Bach, AC/DC, U2, Brian Eno, Soundgarden, Black Sabbath, Deftones, Rancid, Green Day … una bella scorpacciata ...
Mio padre è stato anche importante per aver fatto sedimentare in me il particolare rapporto tra tre accordi principali, che stanno alla base del blues, del rock, del soul, del gospel. Lui ci faceva ascoltare, nel fine settimana, i grandi successi di Humperdinck, Tom Jones, Elvis, Ray Charles, Aretha Franklin, Frank Sinatra, Dean Martin, Jerry Lee Lewis. Era il periodo della mia infanzia. La pratica musicale è poi proseguita, grazie al direttore del coro polifonico, con l'iniziare gli studi classici di pianoforte, fino al programma di 5 anno. Forse a rompere lo schema che sembrava scontato ecco tornare la corrente alternata … degli AcDc! E purtroppo sono ancora sotto shock! Posso ascoltare il solo di The Jack, nel live If you want blood, all'infinito senza stancarmi; così come la struggente versione in studio di Ride On o il refrain di Gone shooting … per me è pura magia. Mi sento contemporaneamente cullato ma anche spinto a muovermi, in ritmico movimento danzante. Se qualche psicologo leggerà queste righe potrà magari spiegarmi la cosa. L'irrequietezza giovanile invece la ritrovavo nei versi e nella voce dei primi album degli U2, quella eterna rivoluzione post punk, quel modo nuovo ma coinvolgente di tradurre in suoni le emozioni cantate, che è stata poi la firma di The Edge. Da qui scoprire il mondo ambient di Brian Eno, produttore con Daniel Lanois, di tanti successi degli U2: un connubio che sembra completare gli uni e l'altro. E mentre con gli amici più hard rockers si scoprono Paranoid ed il mondo proletario dei Black Sabbath, in contrapposizione ai “fighetti” Led Zeppelin, ecco che mio fratello mi rispolvera il punk conosciuto alle superiori con Nevermind the bollocks, attraverso il basso dei Rancid, le nuove sonorità dei Deftones, il numetal dei grandi Korn o l'industrial europeo degli enormi Rammstein. Con una delle prime band ci introduciamo nelle cover di Green Day, ma anche Spin Doctors, Stone Temple pilots, ascolti di Joy Division, Cure … insomma. Tutto questo ascoltare, accompagnato alla ormai naturale propensione anche a “sezionare” i vari strumenti, i singoli suoni che mi veniva dalla precedente esperienza classica, mi dava la possibilità di individuare elementi portanti di tutti questi generi e di incamerare quelli che per me erano i salienti e fondamentali.

Come si vive nelle Marche? Siete musicalmente delle mosche bianche?
Credo di poter dire che nelle Marche si viva bene. Abbiamo a disposizione mare, collina, montagna. Certo, si farebbe volentieri a meno di sperimentare gli eventi sismici. Ho tanti amici che purtroppo ancora ne subiscono le conseguenze, quasi ad un anno dal sisma. Economicamente abbiamo vissuto anni migliori, specie nel comparto edile e calzaturiero. Musicalmente ci sono delle persone che ancora si ostinano a produrre musica propria. Nonostante la burocrazia statale sia di intralcio, la Siae solo da poco sembra si sia rimessa in (necessariamente) competizione, gli eventi e gli organizzatori ancora prediligano gli interpreti ed il fenomeno di tribute band, ci sono ancora persone come il sottoscritto che in assenza di una domanda, ancora offrono un bene prezioso che è la creatività. Ok, ci può stare che il linguaggio musicale che uso è old style, qualcuno preferisce le mie fonti di ispirazione musicale, alle mie esternazioni sonore, e ci sta. Ma qui si è arrivati quasi a spegnere del tutto il movimento di creatività di musica propria. Non ci sono quasi più occasioni per proporre i propri brani e per sentirsi considerati alla stregua di chi interpreta o rende palesemente omaggio (diciamo senza offendere “scimmiottare”?) ad un famoso autore contemporaneo o del passato. Bisogna unirsi in 3 o 4 band per convincere un gestore o un ente organizzativo di eventi a creare le premesse per una esibizione che abbia la stessa dignità di un concerto di una cover band. Ci sono molte persone che lavorano professionalmente in questo campo: manca il seminare il germe dell'ascolto verso le proposte inedite. A voce parole siamo tutti per il famoso Made in Italy, o Italian do it better, ma nel concreto … Se l'evento non proviene da una istituzione, è difficile che gli attori del processo di produzione musicale, in senso lato, possano dare un inizio, un completo svolgimento ed una fine fruttuosa ad un evento. Provate a dire a chi ha una attività dove si propone anche musica live che fate brani propri … Abbiamo partecipato di recente alle finali regionali di una kermesse a livello nazionale. Abbiamo conosciuto musicisti bravissimi ed appassionati, organizzatori entusiasti, ma di pubblico ce n’era veramente poco: secondo è anche segno che il pubblico va anche educato a riscoprire, a scavare, a non accontentarsi di ciò che i mass media propongono.

Diamoci ora un appuntamento … a domani, fra un mese o fra un anno: quali sassolini ti sarai tolto entro queste date?
Entro l’anno daremo alle stampe almeno un nuovo Ep, come Project Czar, e probabilmente ci sarà un’altra sorpresa; ne riparleremo. Il sogno è quello di continuare, per quanto possibile, a creare e a proporre i miei brani. Nuovi dischi, nuove avventure. Dal Diario del capitano Kirk. Data astrale ...







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