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Pubblicato il 29/03/2011 alle 22:12:41
Il fallimento di ''Michael'': il cd postumo di Jacko non ha lasciato il segno
di Massimo Giuliano
Diciamoci la verità: a distanza di tre mesi dalla sua pubblicazione, quanto avete sentito parlare di ''Michael'', l’ultimo album di Michael Jackson? La risposta è impietosa: poco.

Diciamoci la verità: a distanza di tre mesi dalla sua pubblicazione, quanto avete sentito parlare di ''Michael'', l’ultimo album di Michael Jackson? La risposta è impietosa: poco.

È vero, nella prima settimana di uscita il disco è balzato ai primi posti delle classifiche, vendendo ad oggi 3 milioni di copie, ma poi è sceso inesorabilmente. Insomma, non è andato come ci si aspettava che andasse. E di fatto ora sta già piombando nel dimenticatoio, nonostante il lancio del nuovo singolo “Hollywood tonight”. Le ragioni di questo parziale flop sono sicuramente due: da una parte la diffidenza dei fans, dovuta ai dubbi sul fatto che la voce presente nel cd fosse quella reale di Jacko, e dall’altra una certa stanchezza compositiva. Perché bisogna ammetterlo, questo lavoro non è niente di che.

Le 10 canzoni in scaletta, raccattate alla meno peggio non si sa da quali archivi, ci mostrano un artista forse un po’ più ispirato rispetto al precedente “Invincible”, ma non all’altezza – se non degli inarrivabili “Thriller” e “Bad” – quantomeno di “Dangerous”, uscito nel 1991. Ci troviamo di fronte a melodie e sonorità stra-sentite (il sound è praticamente lo stesso di vent’anni fa), con il risultato che non possiamo certo gridare al miracolo. E poi bisogna considerare anche un altro elemento, strettamente correlato a quello della mancata ispirazione: in Rete non è difficile trovare commenti dei fans che si mostrano perplessi sulla scelta di queste canzoni. Non dimentichiamo, infatti, che tali brani erano ancora in fase di produzione quando il vocalist americano è morto, dunque non potevano essere considerati “definitivi”. Tant’è che, per ammissione di tutti coloro che hanno messo mano a “Michael”, i pezzi sono stati finiti in base ad alcune fantomatiche “indicazioni” lasciate dallo stesso artista.

Il quesito da porre, a questo punto, è molto semplice: siamo sicuri che Jacko volesse pubblicare proprio queste canzoni? Il suo perfezionismo (e i suoi ripensamenti) sono noti a tutti. E se, all’ultimo momento, avesse deciso di inserire altre cose, magari scritte ex novo? Questa domanda se la sono fatta in molti, e probabilmente anche per tale ragione tanti fans hanno preferito snobbare questo discutibile progetto post-mortem per andare magari a riscoprire un vecchio album di Michael. In questo “nuovo” disco sono ben pochi gli episodi degni di nota: “(I Can’t Make It) Another Day”, scritta da Lenny Kravitz, con Dave Grohl dei Foo Fighters che appare in veste di batterista, “Much Too Soon”, composta all’epoca di “Thriller” ma rimasta inedita fino ai giorni nostri, e “Behind The Mask”, originariamente interpretata dagli Yellow Magic Orchestra di Ryiuchi Sakamoto. Michael Jackson aveva contattato Sakamoto per chiedergli l’autorizzazione ad aggiungere un suo testo, ed era stato accontentato. Ma tutto ciò non è servito a rendere “Michael” un lavoro indimenticabile.

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