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| Interviste |
| Pubblicato il 13/10/2006 alle 12:27:44 | |
Intervista esclusiva a David Thomas, anima dei Pere Ubu
Personaggio scomodo e dal carattere brusco David Thomas ha risposto ad alcune domande all'indomani dell'uscita dell'ottimo nuovo album Why I hate women dei Pere Ubu.
Personaggio scomodo e dal carattere brusco David Thomas ha risposto ad alcune domande all'indomani dell'uscita dell'ottimo nuovo album Why I hate women dei Pere Ubu.
I Pere Ubu sono uno dei gruppi che meglio hanno saputo esprimere il concetto di "creatività aperta" a tutte le influenze.
Il loro sound ha da ormai venticinque anni, lungo una quindicina di album, esplorato infinite strade artistiche , citando Cpt Beefheart e la new wave, il rock e il free jazz.
Dei Pere Ubu, David Thomas è sempre stato l’anima, il motore, il traino.
Personaggio noto per il carattere brusco, diretto, senza peli della lingua, non di rado lascia l’intervistatore in serie difficoltà. Grazie all’intercessione di Antonella Stillitano di Venus abbiamo strappato qualche domanda a David, all’indomani dell’uscita del nuovo (ottimo, fresco, come sempre geometrico, dissonante e innovativo) album dei Pere Ubu “Why I hate women”.
Tony: Quando si parla di David Thomas e dei Pere Ubu ricorre immancabilmente la definizione di “geniale”. Quanto ti interessa o ti pesa questa nomea ?
David Thomas: A tutti piace essere chiamato genio. La mia definizione di genio, e credo sia un po’ ermetica , è questa: un genio è qualcuno che arriva da un altro pianeta.In base a questa definizione ci sono pochi genii.
Se sono un genio allora è abbastanza facile restarlo.
Devo solo fare quello che ho sempre fatto che è proprio quello che voglio fare.
Tony: Hai esplorato i sentieri più nascosti della musica. Sei interessato ad altre forme di arte ?
David Thomas: No, mi sono specializzato. Faccio solo una cosa veramente bene. Non ho esigenze di fare nientaltro. Ho fatto teatro nel West End di Londra e ho fatto produzioni musicali, come la mia opera Mirror Man, ma si tratta sempre di musica.
Tony: Alla fine degli anni 70 tutto ciò che non era “rock” era inevitabilmente “new wave” (anche i Police o i Dire Straits). Hai mai sentito di appartenere ad una “scena”?
David Thomas: No. L’unica scena di cui ho sentito di far parte era la scena underground di Cleveland della prima parte dei 70’s.
Tony: Hai citato spesso Captain Beefheart tra i principali ispiratori dei Pere Ubu. Chi altro ha maggiormente contato tra le influenze della tua musica ?
David Thomas: Centinaia di gruppi
Tony: Hai la percezione del fatto che album come “Modern dance” o “Art of walking” siano lavori fondamentali nella storia della musica contemporanea ?
David Thomas: Naturalmente. Non sono un falso modesto, so quello che abbiamo fatto, conosco bene quello di cui siamo sempre stati capaci di fare e non mi sono mai fermato. Credo che l’attuale formazione dei Pere Ubu sia in grado di fare cose meravigliose ed eccitanti. Ci ho lavorato per 10 anni ed ho ottenuto quello che volevo. Ci sono dietro alcuni progetti veramente eccitanti e la band è l’ideale per portare a termine questi progetti.
Tony: Perché un titolo come “Why I hate women?”. E’ autobiografico? Quanto c’è di autobiografico nei tuoi testi ?
David Thomas: Non c’è nulla di autobiografico. Ho comunque già spiegato il titolo su http://www.ubuprojex.net/wihw.html
Tony: In che modo ti sei posto nei confronti dell’industria discografica con un progetto così ostico come quello che è sempre stato quello dei Pere Ubu, della tua carriera solista, dei Two Pale Boys?
David Thomas: Le case discografiche vendono dischi. Non ho bisogno di essere loro amico e loro non hanno bisogno che io sia amico loro. Ho sempre avuto buoni rapporti con le mie varie case discografiche , majors o indies che fossero. Le case discografiche sono tutte uguali, l’unica differenza è che le majors hanno più soldi.
Tony: C’è qualche gruppo attuale che ti sentiresti di consigliare?
David Thomas: No...!
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