La sincronicità, la natura dell’esperienza umana, l’integrazione etica al benessere (passando dal valore della musica sul nostro vivere quotidiano): ecco alcuni degli argomenti che animeranno il nono convegno della serie Sincronica..Mente, in programma al Centro Congressi Il Fuligno di Via Faenza 48 a Firenze. Partendo da quello che Sting cantava con i Police, la frase di Synchronicity che più sconvolge noi amanti del rock è proprio .. Un principio che connette, collegato all’invisibile ..
Dottor Paolo Scarsella buongiorno: cosa dobbiamo aspettarci dalla nona edizione del congresso Sincronica .. Mente? Sorpresa, scoperta, riflessione, comprensione di una parte del mondo che viviamo inconsapevolmente, ma che è incredibilmente presente intorno a noi. Tutte le precedenti edizioni hanno visto sei relatori: fisici quantistici – in primis David Peat, col quale è incominciata questa “storia” -, ma anche Shantena Sabbadini, medici (Andrea di Massa), psicologi (Costantino Casilli), agopuntori (Franco Cracolici, Silvia Del Conte), neurobiologo vegetale (Stefano Mancuso), orientalista e storico delle religioni (Silvio Calzolari) e molti altri. Anche questa volta, come da copione, ascolteremo sei argomenti che ci porteranno a conoscere mondi nuovi per molti, ma, vi assicuro, interessanti da esplorare… La storia ci dice che Sting lesse le opere di Jung e Arthur Koestler, traducendo in musica il concetto di legami invisibili tra eventi e persone: così è nato Synchronicity, ultimo album dei Police edito nel 1983. Sting dunque è uno che ci ha visto lungo? Un artista è una persona con una sensibilità non comune che riesce a comunicare le proprie emozioni con gli strumenti a lui più consoni. Dall’intervista che Gordon Matthew Thomas Sumner, in arte Sting, rilasciò a Massimo Poggini, pubblicato sulla rivista Max a febbraio dell’ 86 appare evidente che la crisi di creatività lo spinse a leggere sicuramente almeno “Lo zero e l’infinito” di Koestler e “Sincronicità” di Jung dalle quali trasse ispirazione e slancio per riprendere la sua lunga e brillante carriera. Il testo della canzone recita: “Un principio che connette, collegato all’invisibile”. Ed è proprio questo testo che meglio descrive lo spirito degli ormai nove convegni che vanno sotto il titolo “Sincronica … mente”!
Esiste ancora diffidenza sul valore del lavoro di chi si occupa di Terapia del Dolore? Mah, direi di no. La coscienza che il “dolore inutile” non va sopportato, ma va curato, anzi prevenuto è ormai diffusa. Seppure con le difficoltà strutturali che la Sanità Pubblica incontra nei suoi percorsi, i reparti di Terapia del Dolore sono diffusi su tutto il territorio nazionale ed anche l’attenzione al “sintomo dolore” in tutti gli altri reparti è decisamente aumentata, forse anche grazie alla Legge 38/2010 (Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore” – G.U. Serie Generale n.65 del 19 marzo 2010) che, seppure non applicata nella sua interezza, ha comunque dato una spinta in avanti a questa disciplina.
Cosa significa essere Presidente di una Onlus come Vincere il Dolore? Tanto impegno e …. Certo, tanto impegno per portare avanti quello spirito che nel 2003 portò più di 40 professionisti a costituire con atto notarile questa Associazione, con lo scopo di “ricerca e formazione in ambito socio sanitario in diverse discipline medico-sanitarie e particolarmente nel campo della terapia del dolore con particolare attenzione al dolore cronico, oncologico e non oncologico, ed alle cure palliative..” Progettare convegni scientifici, incontri con la popolazione, promuovere interventi di aiuto alle persone affette da dolore cronico, (vedi i progetti di Pet Therapy nell’ Hospice di San Felice a Ema e nel Centro di Terapia del Dolore per la cura della Fibromialgia dell’Ospedale Palagi di Firenze) è compito del Presidente che, insieme ai Consiglieri tutti, permette di promuovere lo sviluppo delle conoscenze e il trattamento del dolore nella pratica sanitaria a tutti i livelli, per combattere la sofferenza inutile e migliorare la condizione dei malati affetti da dolore.
Ed il libro del fisico teorico inglese F. David Peat? Ricordo che si intitolava Sincronicità. Un connubio tra materia e psiche .. Ho conosciuto personalmente David Peat che viveva qua vicino, a Pari, tra Siena e Grosseto. Andai a trovarlo un pomeriggio autunnale e mi offrì, ovviamente, un tè…. Fu una chiacchierata così stimolante che provai ad organizzare il primo convegno che intitolai “Il caso e la sincronicità” parafrasando il titolo di un ben noto libro del Premio Nobel Jacques Monod “Il Caso e la Necessità”, saggio sulla filosofia naturale della biologia contemporanea. Nella quarta di copertina del libro di David Peat si legge: “il caso è pieno di magia. Se l’amore deve essere indimenticabile, fin dal primo istante devono posarsi su di esso le coincidenze, come uccelli sulle spalle di Francesco d’Assisi”. Curioso che queste parole le abbia scritte Milan Kundera e sottolineate un fisico quantistico!
Vogliamo entrare nel dettaglio del congresso del 19 Ottobre? Alcuni relatori sono dei fedelissimi …
Si, il professor Calzolari è stato presente numerose volte nelle precedenti edizioni, ha sempre affascinato la platea con la sua sterminata conoscenza delle religioni orientali (si è laureato con Fosco Maraini), ma anche Silvia del Conte che ha vissuto in Cina e che conosce l’agopuntura perché l’ha studiata ed appresa nei luoghi dove è nata e si è sviluppata maggiormente. Il Professor Angelo Gemignani, Professore ordinario di Neuroscienze all’Università di Pisa, Direttore del Master in Neuroscienze, Mindfulness e Pratiche Contemplative, poi, ci porterà ad esplorare quel mondo sconosciuto della “coscienza”. Ma saranno presenti anche la Professoressa Ilaria Vaglini, Filosofa, Docente presso il “Master in Neuroscienze, Mindfulness e Pratiche Contemplative” e il “Corso di Perfezionamento sul Fine Vita” dell’Università di Pisa. I suoi studi esplorano la natura dell’esperienza umana, la finitudine e l’integrazione etica al benessere e alla salute, attraverso il dialogo tra metodologie pedagogiche, pratiche filosofiche e neuroscienze. Il Dottor Alessandro Martire fiorentino, una vita spesa a difendere e proteggere il popolo Lakota, Membro Onorario della Nazione Lakota, Avvocato Internazionale, intimo conoscitore della Spiritualità che i Nativi Americani hanno custodito e tramandato, autore del libro “Wakan Tanka. Il grande sacro. La via spirituale dei nativi americani”. Il Dottor Roberto Casale, neurofisiologo, Direttore della Scuola Internazionale di Terapia del Dolore (EFIC Pain School), ma anche appassionato conoscitore di Simbologia, tratterà del significato dell’ Ourobòro che raffigura un serpente o un drago che si morde la coda formando così una figura circolare.
Simbolo molto antico, presente in molti popoli e in diverse epoche apparentemente immobile, ma in eterno movimento, rappresenta il potere che divora e rigenera sé stesso, l’energia universale che si consuma e si rinnova di continuo, la natura ciclica delle cose, che ricominciano dall’inizio dopo aver raggiunto la propria fine. Simboleggia quindi l’unità, la totalità del mondo, l’infinito, l’eternità, il tempo ciclico, l’eterno ritorno, l’immortalità e la perfezione.