Life In The Woods – Looking For Gold (Universal, 2024)

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Partiamo dalla fine: tutte le critiche che solitamente si rivolgono alle band italiane, pur di qualità, qui vengono cancellate una ad una. Bravi, ma la copertina è brutta, sbagliato è splendida, firmata addirittura da Mark Kostabi, l’artista dei due “Use Your Illusion”, si proprio quelli dei Guns N’Roses. Bravi, ma non hanno curato l’immagine, errato, si presentano benissimo e con la giusta originalità. Si bravi, ottimi brani, ma la registrazione non convince, totalmente fuori contesto, la registrazione è di squisita qualità. Bravi, ma oramai hanno superato la trentina, sbagliato, i tre protagonisti sono giovanissimi.

Life In The Woods: arriva da Roma il futuro del classic rock? (foto di Danilo D’Auria)

A questo punto che dire? Volete ascoltare un rock classico, ma che suona moderno? Amate l’hard rock quanto il rhythm’n’blues e il prog? State cercando qualcosa che vi emozioni realmente? Se le vostre risposte sono “si”, non dovete assolutamente trascurare questi Life In The Woods, trio italiano attivo da qualche anno, che mescola – attenzione perché le citazioni sono vere e ponderate – Rush, Led Zeppelin, Pavlov’s Dog (evocati dala voce acuta del chitarrista), Aerosmith, The Police, Muse e Them e gran parte dell’immaginario hard rock con la giusta personalità, senza mai scadere nel plagio. I dodici brani di questo esordio sulla lunga distanza, dopo un paio di ep,; impossibile non citare “Caravan”, “Trick Man”, “Last Man Standing” e la mastodontica “Manifesto”; dimostrano che tradizione e modernità del rock possono ancora trovare un punto in comune, se accompagnati da talento e dedizione. La grande forza dei Life In the Woods, che poggiano sulle qualità di Logan Ross (chitarra e voce), Frank Lucchetti (basso) e Tomasch Tanzilli (batteria), è di possedere talento tecnico senza esibirlo inutilmente e capacità di scrittura, senza necessariamente cercare il colpo ad effetto che stupisce un attimo per poi sparire.

Il gruppo, che anche in concerto ha dato prova di abilità e maturità, traccia una via solida che possa durare e crescere, ecco perché “Looking For Gold” (disponibile, in cd, vinile e digitale) suona come un’autentica dichiarazione di intenti. Ma, metafore a parte, questo è un disco a cui ogni amante del rock deve approcciarsi con curiosità e le giuste aspettative. Sono certo che non solo non resterà deluso, ma saprà apprezzare i valori di una musica potente e soprattutto onesta e sincero, che riconcilia con la definizione di rock. Complimenti!!

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