
Dopo i singoli che avevano acceso i riflettori su questo progetto dal nome quasi cinematografico, Prima Stanza a Destra approda al debutto sulla lunga distanza (seppur breve) con un EP, intitolato “La ragazza che suonava il piano”, che sa di polvere, luce filtrata dalle tapparelle e una malinconia modernissima.. Qui la produzione si muove su un equilibrio precario ma affascinante tra il cantautorato intimista e un’elettronica organica.

Il Piano: Come suggerisce il titolo, il pianoforte è il centro di gravità permanente. Non è però uno strumento da accademia; è trattato, campionato, a tratti quasi “sporco”, diventando la voce narrante che accompagna i testi. L’EP sembra un concept involontario sull’attesa e sulla memoria. Un debutto solido, maturo e incredibilmente coerente per essere un’opera prima sotto una major come Sugar. Prima Stanza a Destra dimostra che si può fare pop parlando di silenzi.
La tracklist
- Ho paura del futuro
- Tu non vuoi nessuno
- 2am
- Liszt
- Migliore amica
- Ad ogni costo
- Infinito
- Accanto a me