Nella cornice solenne di Palazzo Balbi, affacciato sul Canal Grande, Claudio Baglioni ha ricevuto l’8 aprile 2026 il titolo di Ambasciatore della Bellezza, conferito dal Festival della Bellezza insieme alla Regione Veneto. Un riconoscimento che sancisce il legame tra l’artista e una manifestazione che negli anni ha costruito un dialogo costante tra arti, pensiero e luoghi simbolo del patrimonio culturale italiano.

Alla cerimonia erano presenti il presidente della Regione, Alberto Stefani, e la direttrice generale del Festival, Alessandra Zecchini, che hanno consegnato a Baglioni il disegno originale del logo della rassegna. Un gesto dal forte valore simbolico, perfettamente in linea con il tema dell’edizione 2026, Il simbolico, che invita a riflettere sulla capacità dell’arte di unire dimensioni diverse della realtà e dell’esperienza umana. Il titolo di Ambasciatore della Bellezza, dedicato alla memoria del critico Philippe Daverio, viene assegnato a figure che si sono distinte nel promuovere la bellezza come forma di conoscenza e avventura del pensiero. Nel corso degli anni è stato attribuito a personalità come Paolo Sorrentino, Ennio Morricone e Ornella Vanoni. Nel caso di Baglioni, la motivazione sottolinea la capacità di esprimere emozioni e sentimenti attraverso storie, suoni e metafore entrate nell’immaginario collettivo, con una forza evocativa che attraversa generazioni, avvicinandolo alla tradizione dei grandi poeti. Questo riconoscimento si inserisce in un momento particolarmente significativo del percorso artistico del cantautore, pronto a inaugurare il suo nuovo progetto live. Sarà infatti Piazza San Marco a ospitare i concerti del 29 e 30 giugno che segneranno l’apertura del “GrandTour “La vita è adesso”. Per Baglioni si tratta di un debutto assoluto in uno dei luoghi più iconici al mondo, scelto come punto di partenza di un viaggio musicale che si ispira ai Grand Tour settecenteschi, quando artisti e intellettuali attraversavano l’Europa per formarsi attraverso l’incontro con la bellezza. Il tour proseguirà poi in altri scenari storici del Veneto, dal Castello Scaligero di Villafranca alla Piazza del Castello di Marostica fino al Castello Carrarese di Este, disegnando un itinerario che intreccia musica e patrimonio artistico in un’esperienza immersiva. L’idea è quella di trasformare ogni tappa in un momento unico, capace di valorizzare i luoghi e al tempo stesso creare una relazione profonda con il pubblico. Nel suo intervento, Baglioni ha riflettuto proprio sul significato del “simbolico”, richiamandone l’etimologia legata al “mettere insieme”, al ricomporre ciò che è separato. Un concetto che diventa chiave anche della sua visione artistica: la musica come spazio di connessione, capace di unire piani diversi della realtà e offrire nuove prospettive su ciò che ci circonda. In un tempo segnato da tensioni e difficoltà, l’artista ha sottolineato l’importanza di coltivare la bellezza e la meraviglia come strumenti per bilanciare le negatività e riscoprire un senso condiviso.

L’edizione 2026 del Festival della Bellezza prenderà il via il 4 maggio con Niccolò Ammaniti e proporrà oltre 50 eventi in 30 luoghi emblematici del patrimonio storico e artistico italiano, da Villa Medici al Castello Sforzesco fino al Tempio di Hera a Selinunte. Il Veneto si conferma ancora una volta il cuore della manifestazione, con un percorso che attraversa secoli di storia, dal Teatro Romano di Verona alle architetture palladiane di Vicenza, fino ai capolavori del Novecento. In questo contesto, la presenza di Claudio Baglioni assume un valore che va oltre l’evento musicale: rappresenta l’incontro tra un artista capace di parlare a più generazioni e un progetto culturale che fa della bellezza un’esperienza viva, condivisa e in continua evoluzione. Un riconoscimento che non è soltanto celebrativo, ma che apre a un nuovo percorso nel segno dell’arte come strumento di connessione e crescita collettiva.