Diplomatosi in tromba classica e specializzatosi in tromba jazz, Antonio Macchia con Illusion conferma la legge non scritta che gli esordi discografici a volte sono veri e propri gioielli di creatività; Macchia (in questo cd edito dalla Dodicilune, anche nella veste di compositore insieme al pianista Davide Gorgone) non sfugge a questa piacevole tradizione e dimostra una forte versatilità stilistica che sembra una innata propensione a confrontarsi con musiche e repertori, formazioni differenti e financo linguaggi espressivi in apparenza distanti tra loro. In questa avventura artistica che è Illusion, il giovane trombettista e compositore salentino ha costituito un quintetto con Michele Polga al sassofono, Daniele Gorgone al pianoforte, Carlo Bavetta al contrabbasso, Pasquale Fiore alla batteria e con la speciale partecipazione in due brani del trombettista David Boato. Si esprimono in 6 brani per un totale di 27 minuti ed è quindi un invito all’ ascolto del progetto che dimostra tangibilmente il bagaglio acquisito, perché il curriculum vitae di Antonio Macchia è pregno di esperienze e collaborazioni importanti, nonostante la giovane età. Credo che la copertina peschi nel concetto di illusione che fu di Platone: il ragazzo che cammina (sembra a passo veloce) ricorda infatti il mito della caverna, dove gli uomini scambiano le ombre proiettate su una parete per la vera realtà, ignorando il mondo superiore delle idee. Questa meravigliosa foto, poi gioca con il chiaroscuro e le forme geometriche che attorniano il ragazzo ed anche la sua ombra: la musica di Antonio Macchia parte proprio dalle forme geometriche del suo jazz, ne rispetta gli angoli acuti ed il susseguirsi di scale, ma poi magicamente sfuma con bordi meno definiti, spalancando la fantasia ed il concetto appunto di illusione, come nell’angolo sinistro in basso della copertina! Più che la title track, è l’iniziale Carpenter a crearci un buco allo stomaco per le sensazioni che stiamo provando, mano a mano che i vari strumenti interagisco: viene alla mente proprio l’effetto Carpenter in psicologia, quel particolare fenomeno per cui il semplice fatto di immaginare o pensare a un movimento corporeo genera automaticamente una stimolazione muscolare involontaria e coerente con quell’azione. Il ragazzo in copertina corre a passo veloce, nonostante un leggero zaino sulle spalle: la musica del quintetto di Antonio Macchia ne enfatizza i passi e noi magicamente non solo picchiettiamo con le dita sul tavolo, ma vediamo i muscoli del nostro polpaccio che vogliono dire la loro, agitandosi ma sempre a ritmo. Non stiamo vivendo un contesto negativo, ma quelle sono delle contrazioni muscolari involontarie: anche se siamo a riposo, nelle gambe si possono verificare queste fascicolazioni (ossia dei piccoli guizzi sotto la pelle) e spesso dipendono dalla stanchezza o dal nostro inconscio desiderio di immaginare come un sound si sta evolvendo.
Tracklist di questo disco: Carpenter, Illusion, Colors, River Dance, Lucky Man, Johanna.
Antonio Macchia 5tet – Illusion (Dodicilune Dischi Ed 622)
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