Lunedì 2 novembre, alle ore 21, il Romaeuropa Festival, in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e con il sostegno di Poste Italiane, presenta nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone The Köln Concert, nuova interpretazione del leggendario concerto di Keith Jarrett, nata su impulso della Philharmonie di Parigi e affidata a due pianisti d’eccezione: Maki Namekawa, tra le interpreti più significative della scena pianistica contemporanea, e Thomas Enhco, tra le personalità più originali della scena jazz europea.

Un incontro tra due sensibilità e tradizioni musicali differenti, che riporta al centro della scena uno dei capolavori assoluti dell’improvvisazione pianistica, esplorando il confine sottile tra composizione e libertà creativa, fedeltà alla partitura e reinvenzione. Un pianoforte scordato, alcuni tasti difettosi, un musicista esausto e un concerto che rischiava di non avere mai luogo. Eppure, da quella concatenazione di imprevisti, la sera del 24 gennaio 1975, nacque uno dei capolavori della storia del jazz. Registrato dal vivo all’Opera di Colonia, The Köln Concert è diventato un’opera di culto, un monumento all’arte dell’improvvisazione e alla sua capacità di trasformare l’imprevisto in invenzione, l’istante in una forma musicale destinata a sopravvivere al tempo. Jarrett, arrivato a Colonia dopo un concerto tenuto la sera precedente a Losanna, si trovò davanti a un Bösendorfer in condizioni tutt’altro che ottimali. Stanco, contrariato e inizialmente intenzionato a rinunciare all’esibizione, decise infine di salire sul palco. Le prime cinque note che suonò – Sol, Re, Do, Sol, La – riprendevano ironicamente il segnale musicale dell’Opera di Colonia che invitava il pubblico a prendere posto. Da quel semplice motivo prese forma un flusso musicale di sorprendente ricchezza melodica e armonica, un’improvvisazione capace di attraversare lirismo romantico, ostinati ipnotici, slanci ritmici e improvvise tensioni espressive. Pubblicata dalla ECM, la registrazione sarebbe diventata l’album per pianoforte solo più venduto nella storia del jazz, consacrando definitivamente Jarrett e imponendosi come una delle testimonianze più folgoranti della creazione musicale in tempo reale. Un’opera nata nell’istante, senza una partitura prestabilita, eppure destinata a essere trascritta, studiata e reinterpretata come un classico del repertorio pianistico. È proprio su questo paradosso, il rapporto tra la libertà irripetibile dell’improvvisazione e la possibilità di fissarla attraverso la scrittura, che si costruisce il progetto di Maki Namekawa e Thomas Enhco. La pianista giapponese, già interprete di Ritual di Jarrett e profondamente legata alla musica contemporanea, affronta la prima e l’ultima parte del concerto attraverso un’esecuzione fedele, nota per nota, alla trascrizione della registrazione originale. Enhco, pianista e compositore capace di attraversare con naturalezza jazz, classica e improvvisazione, si confronta invece con la sezione centrale, elaborando una nuova improvvisazione a partire dalle strutture melodiche e armoniche concepite da Jarrett. Due approcci complementari che mettono in dialogo il rigore dell’interpretazione classica e l’imprevedibilità del linguaggio jazzistico, dando vita a una rilettura nella quale la partitura diventa al tempo stesso memoria di un’esecuzione irripetibile e terreno fertile per nuove possibilità creative. Una riflessione sulla natura stessa dell’improvvisazione, sul rapporto tra scrittura e invenzione e sulla capacità di una musica nata nell’istante di continuare a trasformarsi a distanza di oltre cinquant’anni.

Maki Namekawa, pianista giapponese di fama internazionale, si è affermata come una delle interpreti più autorevoli della musica contemporanea. Particolarmente significativo il suo rapporto artistico con Philip Glass, del quale ha interpretato e inciso l’integrale dei Piano Etudes, contribuendo alla diffusione internazionale di questo monumentale ciclo pianistico. Thomas Enhco, nato a Parigi nel 1988, è pianista e compositore jazz e classico. Artista dalla formazione trasversale, ha costruito una carriera internazionale esibendosi nei principali festival jazz e nelle più prestigiose sale da concerto del mondo, dalla Philharmonie de Paris al Mozarteum di Salisburgo, dal Montreux Jazz Festival al North Sea Jazz. Ha inciso per Verve, Deutsche Grammophon e Sony Music, sviluppando un linguaggio personale nel quale improvvisazione, repertorio classico, canzone e composizione originale convivono in una continua ricerca espressiva. Per informazioni: tel. 06 45553050 / promozione@romaeuropa.net