E’ uscito su tutte le piattaforme di streaming “Esiste la vergogna?”, il nuovo singolo di Tosca. Un brano di denuncia che intreccia rap slow, scrittura cantautoriale e tradizione dei Cantacronache. Nel videoclip che lo accompagna, Tosca è affiancata da alcuni dei volti più noti del giornalismo italiano.

Il brano è estratto dall’album “Feminae”, pubblicato da BMG nei formati CD deluxe maxi, doppio vinile deluxe trasparente e numerato e in download. «Esistono i soldi, le armi, il genocidio, il petrolio, la paura, la morte, la fame. Ma esiste la vergogna?». È la domanda che chiude la canzone e alla quale Tosca affida una riflessione personale, che si fa chiamata in causa collettiva: «Io mi vergogno! Degli uomini che ordinano ad altri uomini di uccidere, dei figli ammazzati in nome di una bandiera. Per me la vergogna è quell’inciampo interiore che mi impedisce di girarmi dall’altra parte. Ma per i nostri governi occidentali, che potrebbero fare e invece hanno scelto l’indifferenza, esiste la vergogna?». Brano inedito e per certi aspetti insolito nel percorso dell’artista, “Esiste la vergogna?” mette a fuoco le contraddizioni del presente, interrogandosi sulla perdita di riferimenti condivisi e sulla capacità di garantire amore e protezione alle generazioni future. Nasce dall’incontro tra Tosca e Mama Marjas ed è composto insieme a Gegè Telesforo, Giovanni Truppi e Michele Santoleri, che firma anche la parte ritmica alla batteria. La partecipazione di Mama Marjas, tra le voci di riferimento della scena reggae italiana contemporanea, introduce sonorità raggamuffin, mentre il Coro di Voci Bianche del Teatro dell’Opera di Roma diretto dal M° Alberto De Sanctis amplifica la dimensione corale e il significato del testo. L’arrangiamento e la produzione artistica sono di Joe Barbieri. «In questo brano”, prosegue Tosca, “non sono il mio protagonismo o la mia individualità a essere al centro, ma la canzone. Non è la denuncia di un singolo artista. Attraverso la musica raccontiamo ciò che sta accadendo: l’ignavia, il vuoto etico e la difficoltà di orientarsi in un mondo attraversato dalle fake news, in cui non si sa più a cosa credere. È una fotografia del nostro tempo, senza un’accusa specifica, ma con una domanda che riguarda tutti. Come nell’album, anche nel video ho voluto condividere questo percorso con gli artisti e, in più, avere accanto a me alcuni giornalisti, perché cercavo la verità. Il loro mestiere comporta una responsabilità precisa: raccontare i fatti e metterci la faccia». Il richiamo ai Cantacronache, movimento nato nel dopoguerra per superare la dimensione evasiva della cosiddetta “canzonetta gastronomica” e fare della canzone uno strumento di lettura della realtà sociale e politica, è centrale nella visione di Tosca. Questa esperienza ha contribuito a rinnovare il linguaggio della canzone italiana, aprendo la strada a una scrittura capace di interpretare la società e sollecitare le coscienze senza rinunciare alla forza della musica. Tra le figure legate al collettivo figurano Umberto Eco, Italo Calvino, Sergio Liberovici, Michele Straniero, Giovanna Marini, Giovanna Daffini. «Proprio come nel teatro brechtiano, i Cantacronache non lanciavano quasi mai accuse dirette in prima persona, ma dipingevano veri e propri “quadri della realtà”, cronache portate al pubblico per farlo riflettere. Ecco, per me Esiste la vergogna? è un moderno cantacronache», conclude Tosca. Il videoclip, diretto da Stefano Ricco e girato nel Teatro Eduardo De Filippo di Officina Pasolini, traduce questo pensiero in un gesto partecipato. Accanto a Tosca, Mama Marjas, Gegè Telesforo, Giovanni Truppi, Michele Santoleri e il Coro di Voci Bianche del Teatro dell’Opera di Roma, compaiono Giovanna Botteri, Concita De Gregorio, Tiziana Ferrario, Linda Giannattasio, Peter Gomez, Valentina Petrini, Luca Sommi, Marco Travaglio. La presenza dei giornalisti richiama il ruolo dell’informazione e l’importanza di documentare ciò che accade.

Per Gegè Telesforo, la nascita del brano è il risultato di una sintonia artistica consolidata nel tempo: «Conosco e stimo Tosca da oltre quarant’anni e ho sempre seguito la sua straordinaria evoluzione artistica. Quando mi ha proposto di dare vita a un brano travolgente e ritmico insieme a Giovanni Truppi, non ho esitato. Negli studi di Officina Pasolini, con il mio batterista Michele Santoleri, abbiamo costruito un groove di batteria e percussioni sul quale ho improvvisato una trama raggamuffin intrecciata a fonemi afro-meridionali. Giovanni ha raccolto gli spunti, mentre Tosca guidava il percorso creativo e le orchestrazioni. Ho subito pensato che Mama Marjas fosse la voce perfetta per questa energia, prima che il tocco di Joe Barbieri completasse l’opera, cucendole addosso un arrangiamento impeccabile. Il risultato è un brano di forte denuncia, ritmico e incalzante, un pugno nello stomaco che se ne frega altamente degli stereotipi musicali del momento. È la testimonianza luminosa della curiosità creativa di un’Artista mai appagata, capace di usare la voce e il cuore come pochissimi altri nel nostro Paese, ma soprattutto è la prova della sua rara capacità di mettere sempre al primo posto la Musica, la visione del progetto e l’alchimia dei giusti collaboratori, senza mai cedere alle vanità e all’ego che spesso soffocano la scena pop contemporanea. Una vera Artista». Giovanni Truppi, autore del testo, sottolinea il valore dell’incontro artistico: «Sono contentissimo della collaborazione con Tosca, un’artista che stimo molto per la sua musica e per il rigore del suo percorso. Sono anche onorato di aver scritto un brano insieme a Gegè Telesforo, che è stato per me un riferimento ai tempi degli studi di jazz, e al bravissimo Michele Santoleri. Solo una visionaria come Tosca poteva concepire di metterci tutti insieme e guidarci con tanta sapienza». La visione artistica di Feminae prende forma anche sul palcoscenico con FEMINAE a Teatro, il nuovo tour teatrale con cui Tosca girerà l’Italia e l’Europa dal 30 novembre 2026. Più di un concerto, è un’esperienza scenica immersiva: uno spazio essenziale e sospeso, dove musica, parola e luci si intrecciano in una dimensione intima ed evocativa. Sulla scena prende forma una narrazione poetica che attraversa molteplici sfaccettature del femminile, trasformandolo in simbolo universale di creazione, memoria, identità e libertà. Attraverso atmosfere rarefatte, suggestioni teatrali e sonorità che fondono tradizione e contemporaneità, Tosca costruisce una sintonia autentica con il pubblico, dando voce a fragilità e forza, radici e trasformazione. Feminae diventa così un viaggio emotivo e sensoriale che celebra la femminilità come energia generativa, spazio di accoglienza e possibilità di incontro: una riflessione artistica potente e delicata sul valore dell’ascolto, della relazione e della libertà di essere. Con Tosca, sul palco i musicisti: con Giovanna Famulari, Massimo De Lorenzi, Luca Scorziello, Dario De Angelis, Giulia Cusumano. La regia teatrale è di Massimo Venturiello. Dopo il debutto al Teatro Piccolo Strehler di Milano il 30 novembre, FEMINAE a Teatro prosegue il 3 dicembre a Firenze (Teatro Puccini), il 7 dicembre a Roma (Auditorium Parco Della Musica Ennio Morricone), il 14 dicembre a Napoli (Teatro Acacia) e chiude l’anno il 21 dicembre a Parigi (Theatre Des Abbesses). Nel 2027 il tour riparte il 14 gennaio a Torino (Teatro Colosseo), il 4 febbraio a Cagliari (Teatro Massimo), il 6 febbraio a Nuoro (Teatro Comunale), il 7 febbraio a Sassari (Teatro Verdi), il 15 febbraio a Catania (Teatro Stabile), il 16 febbraio a Palermo (Teatro Al Massimo), il 24 febbraio a Bologna (Teatro Celebrazioni), l’8 marzo a Lisbona (Teatro Maria Matos), il 26 marzo a Perugia (Teatro Morlacchi), il 9 aprile a Lecce (Teatro Apollo), il 10 aprile a Taranto (Teatro Fusco), il 20 aprile a Foggia (Teatro Giordano), il 21 aprile a Bari (Teatro Piccinni), il 24 aprile a Catanzaro (Teatro Politeama), il 30 aprile a Padova (Teatro Verdi).