Il 27 maggio Memo Remigi compie 88 anni e celebra un traguardo straordinario: sessant’anni di carriera vissuti tra musica, televisione, radio e teatro. Per l’occasione arriva “Sapessi com’è strano”, il nuovo album prodotto da Clodio Music, un lavoro che raccoglie ricordi, emozioni e nuove riflessioni artistiche di uno dei protagonisti più longevi e raffinati dello spettacolo italiano.

Il titolo del disco richiama uno dei versi più celebri di “Innamorati a Milano”, canzone simbolo della carriera di Remigi, riproposta nell’album in una nuova veste arrangiata e reinterpretata. Un omaggio alla sua storia artistica ma anche alla città che più di ogni altra ha accompagnato il suo percorso umano e professionale. «Questo album nasce tardi, forse, o forse in un momento in cui certi valori non esistono più», racconta Memo Remigi, «Alla mia età continuo però a credere nella musica come una linfa vitale. Alcuni brani sono già conosciuti, altri li ho custoditi troppo a lungo. Sono canzoni che potevo scrivere soltanto oggi, con le rughe che aiutano a non mentire». Parole che raccontano il senso profondo di un progetto intimo e autentico, nel quale il cantautore mette insieme passato e presente senza nostalgia, ma con la consapevolezza di chi ha attraversato decenni di musica italiana restando sempre fedele alla propria identità. La storia artistica di Memo Remigi attraversa alcune delle pagine più importanti della canzone italiana. Nato tra Erba e Como, prima ancora della musica si dedica allo sport: gioca nelle giovanili del Como e arriva perfino a giocare a tennis con Bing Crosby. La passione musicale, ereditata dal padre, lo porta presto a Milano, dove incontra artisti e autori destinati a segnare un’epoca. Il primo grande successo arriva nel 1964 con “Innamorati a Milano”, presentata a “Un disco per l’Estate”. L’anno successivo firma la musica di “Io ti darò di più”, portata al Festival di Sanremo da Orietta Berti e Ornella Vanoni, destinata a diventare un evergreen della musica italiana. Sempre nel 1965 scrive “La notte dell’addio”, resa celebre da Iva Zanicchi.

Negli anni successivi partecipa più volte al Festival di Sanremo, collabora come autore per artisti internazionali come Shirley Bassey e amplia il suo percorso professionale diventando uno dei primi cantanti italiani a condurre programmi radiofonici e televisivi. Storica anche la scelta di “Innamorati a Milano” come sigla di apertura delle trasmissioni di TeleMilano 58, la prima televisione di Silvio Berlusconi. Da lì si aprono le porte della televisione nazionale con programmi come “Mattina2”, “Fantastico”, “Uno Mattina” e “Bar Condicio”, senza mai abbandonare la scrittura musicale. Nel nuovo album trova spazio anche “Comoshapira”, recente brano scritto insieme a Nartico, ulteriore dimostrazione di una curiosità artistica mai sopita. «Sessanta anni dal bianco e nero a oggi non sono solo una carriera, sono una vita intera raccontata con le note», sottolinea Remigi. Il cantautore ricorda anche l’incontro decisivo con il maestro Giovanni D’Anzi, avvenuto negli uffici della Galleria del Corso a Milano grazie all’amico e autore Alberto Testa. «Fu quel giorno che iniziò la mia carriera di autore. La voce era l’unica cosa a colori che avevo», racconta con emozione. A 88 anni, Memo Remigi continua dunque a guardare avanti, dimostrando che la musica può ancora essere un ponte tra generazioni, memoria e futuro. “Sapessi com’è strano” non è soltanto un nuovo album, ma il racconto sincero di un artista che non ha mai smesso di credere nella forza delle canzoni.