Black Reflex – Zero Dawn (Andromeda Relix, 2026)

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Tornano dopo cinque anni dall’esordio i veneti Black Reflex e lo fanno con un secondo album che rivendica la totale appartenenza al mondo metal. Infatti produzione, scrittura delle canzoni, immagine dei musicisti e grafica, sono un totale atto di devozione all’heavy metal puro e incontaminato. Naturalmente è un disco del 2026 e quindi certi accorgimenti nella potenza del suono, sono inevitabili, ma anche i giganti del metal si sono allineati a queste esigenze di ascolto e quindi si può scrivere a caratteri cubitali: i Black Reflex sono una band calata nel proprio tempo, dove metal classico, alcune spinte thrash e melodia, trovano il giusto equilibrio.

Nove pezzi che trasudano forza, grazie al motore del batterista Giovanni Angiolin, che non solo riveste il ruolo di leader e cementa la band con passione dagli esordi, ma il suo drumming policromo e potente è la vera anima del disco, su cui si stendono due chitarre vivaci e capaci di dividersi il ruolo di ritmica e solista, guidati del basso iperattivo del nuovo arrivato Bruno Collareda e naturalmente con il suggello dell’ugola di Francesca Battistini, capace di addomesticare l’intero scenario. Tra “Come to Real Life”, “I Feel The Fool”, “Life Is Now”, “Time To Be Mine”, “Nobody Talk” e “Escaping From The Nightmare”, il primo brano scritto per questo lavoro, è difficile scegliere i pezzi preferiti, perché l’intero album dimostra maturità (anche nei testi, calati nell’attualità) e coinvolge nella sua completezza, consegnandoci i suoi momenti migliori ogni volta diversi, a seconda del nostro umore durante l’ascolto. I Black Reflex compiono un notevole salto in avanti, come avevamo intuito dalla crescita esibita durante i concerti. Se amate Saxon, Judas Priest e nuove realtà come Enforcer, Cauldron “Zero Dawn” è un disco che amerete. In sintesi “Zero Dawn” dei Black Reflex è la fotografia dell’heavy metal classico suonato ai giorni nostri.

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