Dopo aver attraversato Torino, Milano e Bologna, la Rampallonata 2026 arriva a Roma per l’ultima tappa del tour indipendente e autoprodotto dei Tamango, il collettivo artistico piemontese che ha scelto gli stadi di periferia come luoghi d’incontro per presentare dal vivo le canzoni del primo album, t’amango, pubblicato lo scorso giugno.

L’appuntamento romano è fissato per sabato 25 luglio allo Stadio Antonio Nori di Tor Tre Teste, in Largo Serafino Cevasco. Le porte apriranno alle ore 17, mentre il live della Rampallonata inizierà alle ore 21. Una serata speciale che segnerà la chiusura del tour e che porterà sul palco l’universo musicale dei Tamango: un intreccio di poesia, ironia, provincia e spirito rivoluzionario, costruito lontano dalle logiche tradizionali dell’industria musicale. Nata come una vera e propria dichiarazione di indipendenza artistica, la Rampallonata rappresenta il modo con cui i Tamango hanno scelto di incontrare il pubblico: negli spazi periferici delle città, trasformando gli stadi in luoghi di festa e condivisione. Un percorso che accompagna l’uscita di t’amango, un album libero, irriverente e sfrontato, capace di raccogliere brani scritti negli ultimi anni e rimasti finora inediti. “Rampallonta è la parola che ci mancava per descrivere un sentimento che non sapevamo scrivere. Così ce la siamo inventata”, raccontano i Tamango, “Abbiamo rubato i suoni che ci davano il coraggio giusto e li abbiamo uniti in una parola, l’abbiamo prima sibilata lettera per lettera e poi gridata tutta intera: una pallonata, una puntonata, una gran pallonata, una Rampallonata”.

Il disco “t’amango” è il primo lavoro ufficiale del collettivo, un album che raccoglie 12 tracce per oltre 40 minuti di musica e che racconta il mondo secondo la prospettiva dei Tamango: i vent’anni, la paura della morte, Torino e la provincia, le contraddizioni del presente, la voglia di resistere e la necessità di continuare a creare fuori dagli schemi. “Per ora, esistiamo per confermare l’eccezione alla regola”, spiegano i Tamango parlando del disco, “Smontiamo i nostri comodini perché serve legna alla barricata”. Un’attitudine che si riflette anche nella dimensione collettiva del progetto: una formazione composta da oltre 30 persone che partecipano alla costruzione artistica e organizzativa del gruppo. La serata romana porterà con sé anche una novità: dopo la Rampallonata prenderà vita la Tamangata, un appuntamento pensato come una continuazione naturale del concerto. Dalla mezzanotte il palco verrà trasformato per accogliere un nuovo momento di musica e festa. “Uno spettacolo che non è uno spettacolo, un concerto che non è un concerto, un after che non è un after”, raccontano i Tamango. “Noi la voragine che lascia nel petto la fine di un concerto la conosciamo bene. Noi un altro anno con la voragine lasciata dalla fine di una Rampallonata non ci stiamo: la rimandiamo di un paio d’ore”. Nati dall’incontro tra Marcello Maida, Federico Anello e Alberto Tirelli, ex compagni di liceo della provincia torinese, i Tamango sono oggi un collettivo che unisce musicisti e artisti in un progetto corale dove parole, musica e immaginario convivono senza confini. La tappa di Roma sarà quindi non solo la conclusione della Rampallonata 2026, ma anche un nuovo capitolo nella storia di una band che ha scelto di costruire il proprio percorso con libertà e partecipazione.