Ci sono autori che continuano a essere citati anche quando i loro libri diventano introvabili. È il caso di Tommaso Labranca, scrittore, traduttore, autore televisivo e osservatore acutissimo della società italiana, scomparso nel 2016, che a quasi dieci anni dalla morte torna finalmente nelle librerie grazie a “Dal pop al popolo“, la monumentale antologia pubblicata da Mondadori nella collana “Saggi Baobab”.

Disponibile dal 14 luglio 2026, il volume – ben 696 pagine al prezzo di 24 euro – rappresenta il primo grande tentativo di restituire al pubblico la complessità di un autore che, pur essendo diventato negli anni un punto di riferimento per studiosi, giornalisti e appassionati di cultura contemporanea, è rimasto troppo a lungo fuori catalogo, con alcuni suoi libri diventati ormai vere e proprie rarità ricercate dai collezionisti. Curata da Claudio Giunta (con una cronologia di Luca Rossi, che con Tommaso ha condiviso tante avventure editoriali), l’antologia raccoglie i testi fondamentali della produzione di Labranca, offrendo ai lettori la possibilità di ripercorrere oltre vent’anni di riflessioni sulla società italiana, sulla cultura popolare, sui consumi, sulla televisione, sulla musica, sulla pubblicità e sulle trasformazioni del costume. Nell’introduzione al volume, Giunta sintetizza efficacemente la grandezza dell’autore: «Nei venti-venticinque anni di attività che la vita gli ha concesso, Labranca ha sprigionato una creatività che ha pochi paragoni. (…) Il migliore critico delle arti di massa dell’ultimo mezzo secolo in Italia è stato lui, non lo si sapeva perché lo leggevano in pochi. Questa antologia intende rendergli giustizia». Parole che spiegano perfettamente il senso di questa importante operazione editoriale. Tommaso Labranca è stato infatti uno degli osservatori più originali della società italiana degli ultimi decenni. Molto prima che termini come influencer, viralità, personal branding o algoritmi entrassero nel linguaggio comune, aveva già intuito che la cultura popolare meritava di essere studiata con la stessa attenzione riservata ai grandi fenomeni artistici e letterari. Dove altri intellettuali guardavano soprattutto al cinema d’autore o alla letteratura “alta”, Labranca osservava con curiosità le televisioni locali, gli spot pubblicitari, i videoclip, le televendite, il design, i centri commerciali, la moda, gli oggetti del quotidiano e i nuovi consumi. Lo faceva senza snobismo e senza moralismi, convinto che proprio lì si potessero cogliere le trasformazioni più profonde della società italiana. La sua forza era quella di riuscire a leggere il presente prima degli altri. Il “trash”, il gusto popolare, il desiderio di apparire, il consumismo, il bisogno di costruire un’identità attraverso gli oggetti e le mode diventavano nelle sue pagine strumenti per comprendere gli italiani e la loro evoluzione culturale. L’antologia ripropone alcuni dei libri che hanno segnato il suo percorso intellettuale. A partire da “Andy Warhol era un coatto“, pubblicato nel 1994, destinato a diventare un classico assoluto della saggistica italiana sul fenomeno del trash. Un libro che ha cambiato il modo di leggere il cattivo gusto, dimostrando come esso fosse prima di tutto una categoria culturale e sociale. Accanto a questo trova spazio “Chaltron Hescon“, altra opera fondamentale nella quale Labranca sviluppa una delle sue intuizioni più brillanti: il “cialtronismo”, ovvero quella tendenza tutta italiana a imitare modelli prestigiosi senza possederne realmente strumenti, competenze o contesto. Nel volume trovano spazio anche “Estasi del pecoreccio“, “Neoproletariato“, “Il piccolo isolazionista” e una selezione di scritti pubblicati negli anni sul web, componendo così un percorso che restituisce tutta la ricchezza e l’originalità del suo pensiero.

Per i lettori di Musicalnews c’è poi un motivo in più per avvicinarsi a questo libro. Tommaso Labranca è stato infatti un profondo conoscitore della musica, della canzone italiana e internazionale e dell’immaginario pop costruito attorno agli artisti. La musica attraversa gran parte della sua produzione e non viene mai raccontata come semplice intrattenimento, ma come una straordinaria chiave di lettura della società, del costume e delle trasformazioni culturali. Tra i testi più affascinanti riproposti in questa antologia merita una menzione speciale il celebre scritto dedicato a “Prospettiva Nevskij” di Franco Battiato, contenuto in “Chaltron Hescon”. Si tratta di una delle analisi più originali e discusse mai dedicate a uno dei brani più celebri del cantautore siciliano. Con il suo stile provocatorio e anticonformista, Labranca smonta luoghi comuni e interpretazioni consolidate, invitando il lettore a guardare quella canzone da una prospettiva completamente diversa. Un esercizio critico che ancora oggi sorprende per lucidità e libertà di pensiero. Ma la musica è presente in moltissime altre pagine del volume. Labranca scrive di artisti, videoclip, fenomeni discografici e cultura pop con una competenza rara, dimostrando come una canzone possa raccontare un’epoca almeno quanto un romanzo o un saggio. Per questo “Dal pop al popolo” rappresenta anche una lettura preziosa per gli appassionati di musica, che vi troveranno uno sguardo originale su artisti, linguaggi e fenomeni che hanno segnato gli ultimi decenni. Definire Tommaso Labranca soltanto uno scrittore sarebbe comunque riduttivo. È stato autore televisivo, traduttore, fotografo, musicista, critico culturale e instancabile osservatore dei cambiamenti della società. Nel corso della sua carriera ha pubblicato opere come “78.08”, “Michael Jackson. L’uomo nello specchio” e “Haiducii”, confermando la sua capacità di spaziare con naturalezza dalla musica alla televisione, dalla sociologia dei consumi al design, mantenendo sempre uno sguardo personale e profondamente originale.

A dieci anni dalla sua scomparsa, leggere Labranca significa scoprire quanto fosse in anticipo sui tempi. Molte delle categorie interpretative elaborate nei suoi libri sembrano infatti anticipare fenomeni che oggi sono al centro del dibattito pubblico: la costruzione dell’identità attraverso i social network, la spettacolarizzazione della vita quotidiana, l’ossessione per la visibilità, le nuove forme del consumo e della comunicazione. È inevitabile chiedersi cosa avrebbe scritto oggi sugli influencer, sui creator digitali, sull’intelligenza artificiale e sull’evoluzione della cultura online. Con “Dal pop al popolo”, Mondadori compie un’operazione editoriale di grande valore, riportando finalmente all’attenzione del grande pubblico uno degli intellettuali più liberi, originali e anticonformisti degli ultimi trent’anni. Un’antologia che rappresenta il modo migliore sia per riscoprire un autore di culto sia, soprattutto, per farlo conoscere alle nuove generazioni. Perché Tommaso Labranca non appartiene soltanto agli anni Novanta o ai primi Duemila. Le sue pagine continuano a parlare del nostro presente. E forse oggi, in un mondo dominato dall’immagine, dagli algoritmi e dalla comunicazione permanente, il suo sguardo lucido, ironico e profondamente sociologico ci manca ancora di più.