Addio a Bruno Battisti d’Amario, il maestro della chitarra che diede voce alle colonne sonore di Ennio Morricone

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Si è spento a Roma, all’età di 88 anni, Bruno Battisti d’Amario, tra i più grandi chitarristi, compositori e didatti italiani del Novecento. Musicista di straordinaria versatilità, il suo nome è legato indissolubilmente alla storia della chitarra classica, ma anche ad alcune delle colonne sonore più celebri del cinema mondiale, grazie al lungo sodalizio artistico con Ennio Morricone.

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La sua chitarra ha contribuito a rendere immortali pagine musicali di film come “Per un pugno di dollari”, “Per qualche dollaro in più”, “Il buono, il brutto, il cattivo” e “C’era una volta il West”, diventate patrimonio della cultura cinematografica internazionale. Nato a Roma il 5 ottobre 1937, Battisti d’Amario si formò al Conservatorio di Santa Cecilia, dove approfondì gli studi con Mario Gangi e, successivamente, la composizione con Domenico Guaccero ed Ennio Morricone. Nel corso di una carriera durata oltre sessant’anni si impose come uno dei massimi interpreti della chitarra, collaborando con importanti direttori d’orchestra e prendendo parte a concerti di musica da camera accanto a grandi protagonisti della scena internazionale come Severino Gazzelloni, Dino Asciolla, Pina Carmirelli, Bruno Giuranna e Giuseppe Anedda. Fu componente dei Marc 4, collaboratore dell’orchestra di Armando Trovajoli e membro dell’Orchestra della Rai, distinguendosi per la capacità di muoversi con naturalezza tra repertorio classico, musica contemporanea, colonne sonore e musica leggera. Parallelamente all’attività concertistica sviluppò un’intensa carriera didattica, iniziata nel 1969 nei Conservatori statali di Pescara, Napoli, Firenze e Roma. Intere generazioni di chitarristi si sono formate sotto la sua guida, sia nei conservatori sia nei numerosi corsi di perfezionamento nazionali e internazionali che tenne nel corso degli anni. Nel 2001 gli venne conferita la prestigiosa “Chitarra d’oro” per la didattica nell’ambito del Convegno Internazionale di Chitarra di Alessandria, riconoscimento che premiò il suo straordinario contributo alla formazione musicale. Nel corso della sua lunga attività artistica ricevette numerosi riconoscimenti, tra cui la medaglia d’oro assegnata nel 1984 dal Centro Internazionale di Arte e Cultura Foyer des Artistes per il contributo dato alla diffusione della chitarra classica in Italia e all’estero. Lascia inoltre un vasto catalogo di composizioni per chitarra sola, ensemble e orchestra e una ricca produzione discografica, nella quale esplorò tutte le possibilità espressive dello strumento, dalla tradizione classica alla sperimentazione sonora. Numerosi i messaggi di cordoglio giunti dopo la notizia della sua scomparsa. Il Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli, dove è stato per molti anni docente di chitarra, ha espresso la propria vicinanza alla famiglia attraverso il presidente, il direttore, il corpo docente e il personale amministrativo, ricordando il segno profondo lasciato dal maestro nella formazione di tanti giovani musicisti. Anche il Grande Oriente d’Italia ha voluto rendergli omaggio. Fondatore della loggia romana “Giuseppe Leti” e autore dell’inno ufficiale dell’istituzione, Battisti d’Amario ricoprì anche importanti incarichi all’interno dell’Ordine, tra cui quelli di presidente del Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili del Lazio per due mandati e di Consigliere dell’Ordine. Nel messaggio di cordoglio il Gran Maestro Antonio Seminario e la Giunta hanno espresso la loro vicinanza ai familiari, ricordando una figura che ha saputo coniugare l’impegno culturale con quello associativo. I funerali sono in programma venerdì 7 agosto nella Basilica di Santa Maria in Montesanto, la Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo a Roma.