È morto William Orbit, uno dei produttori e musicisti britannici più influenti degli ultimi decenni, capace di lasciare un segno profondo nella musica pop internazionale attraverso la fusione tra elettronica, ambient, techno e sonorità pop. Orbit aveva 69 anni. La sua scomparsa, avvenuta il 23 luglio nella sua abitazione, è stata annunciata il 7 agosto dalla famiglia e dagli amici attraverso un messaggio pubblicato sul suo account Instagram. Non sono state rese note le cause del decesso.

Nato a Londra il 15 dicembre 1956 con il nome di William Wainwright, Orbit ha contribuito a ridefinire il suono degli anni Novanta e dei primi Duemila, collaborando con alcuni dei più importanti artisti della scena internazionale, da Madonna ai Blur, dagli U2 agli All Saints e Britney Spears. Una carriera caratterizzata dalla capacità di sperimentare e di portare l’elettronica dentro il mainstream senza rinunciare alla ricerca sonora. Il suo nome resta soprattutto legato a “Ray of Light”, l’album pubblicato da Madonna nel 1998 che rappresentò una svolta nella carriera della cantante e uno dei momenti più significativi dell’incontro tra pop ed elettronica. Orbit fu coproduttore del disco, contribuendo in maniera decisiva alla sua atmosfera innovativa e sperimentale. L’album ottenne tre Grammy Award e viene ancora oggi considerato uno dei lavori più importanti della carriera della popstar americana. “Abbiamo infranto tutte le regole e non abbiamo pensato alle conseguenze”, aveva raccontato Orbit nel 2015 parlando della realizzazione del disco. “Sono molto orgoglioso del mio lavoro su quel disco, credo che sia ancora attuale”. La collaborazione con Madonna proseguì negli anni successivi. Orbit lavorò all’album “Music” del 2000 e co-scrisse e suonò in “Beautiful Stranger”, brano inserito nella colonna sonora del film “Austin Powers – La spia che ci provava”, che gli valse un altro Grammy Award. Il sodalizio con Madonna sarebbe poi tornato nel 2012, quando Orbit produsse sei brani dell’album “MDNA”. Parallelamente, il produttore britannico sviluppò una prolifica attività con altri artisti. Lavorò con i Blur all’album “13”, collaborò con gli U2 e produsse “Northern Star”, il debutto solista di Mel C nel 1999. Nel 2018 partecipò alla realizzazione di “After All”, brano degli All Saints tratto dall’album “Testament”. Orbit fu anche autore di numerosi progetti personali. Nel 2000 pubblicò “Pieces in a Modern Style”, album nel quale sperimentò l’incontro tra musica elettronica e repertorio classico, mentre il suo ultimo lavoro in studio, “The Painter”, è uscito nel 2022. La notizia della morte ha suscitato numerosi messaggi di cordoglio nel mondo della musica. Tra i primi a ricordarlo c’è stata Mel C, che sui social ha scritto: “Che onore aver lavorato con questo grande uomo. Gli mando tutto il mio amore”. Nel messaggio diffuso dalla famiglia, William Orbit viene ricordato non soltanto per la sua musica, ma anche per la sua amicizia e la sua gentilezza. “Ci mancherà enormemente, così come a tutti coloro le cui vite ha toccato con la sua musica, la sua amicizia e la sua gentilezza”, hanno scritto i familiari e gli amici. Con la sua scomparsa se ne va un protagonista della trasformazione del pop contemporaneo, un artista che seppe fare dell’elettronica uno degli elementi centrali del linguaggio musicale internazionale.