La scomparsa di Dolly Parton lascia un vuoto profondo nel mondo della musica e dello spettacolo. La cantante, attrice, autrice e imprenditrice, regina indiscussa del country e figura capace di attraversare generazioni, è morta martedì a Nashville all’età di 80 anni, dopo una breve battaglia contro il cancro. La notizia ha suscitato un’ondata di messaggi di cordoglio da parte di artisti e personalità pubbliche, accomunati dal ricordo di una donna che aveva trasformato il proprio talento in una storia personale e professionale unica.

Tra i messaggi più sentiti c’è quello di Taylor Swift, che ha descritto l’idea di un mondo senza Parton come qualcosa di quasi impossibile da concepire. Per la popstar, l’eredità della cantante continuerà a vivere attraverso le innumerevoli persone le cui vite ha contribuito a cambiare. Swift ha ricordato in particolare la combinazione di grazia, determinazione, generosità e forza che rendeva Dolly una figura irripetibile, capace di imporsi nel mondo dello spettacolo senza mai rinunciare alla propria identità. Anche Beyoncé ha voluto ricordare Parton, con la quale aveva collaborato nell’album “Cowboy Carter”. La cantante ha celebrato non soltanto l’artista, ma anche la persona, sottolineandone la generosità, l’ironia e la capacità imprenditoriale. Nel suo messaggio ha definito Dolly una sorta di stella polare, un punto di riferimento per chiunque abbia imparato da lei l’importanza di essere se stessi. Una collaborazione che, alla luce della scomparsa della cantante, assume oggi un significato ancora più speciale. Particolarmente personale è stato il ricordo di Billy Ray Cyrus, amico di lunga data di Parton e padre di Miley Cyrus, della quale Dolly era madrina. Cyrus ha ripercorso il loro incontro, avvenuto nel 1992, e gli anni di amicizia e vicinanza che ne sono seguiti. Per la sua famiglia, Parton è stata una presenza costante, molto più di una semplice collega o di una star: una figura affettuosa che ha accompagnato diverse generazioni. Il cordoglio ha attraversato anche il cinema. Jane Fonda, che aveva recitato con Parton nel film “Dalle 9 alle 5… orario continuato” del 1980, ha ricordato l’amica e collega con parole particolarmente commosse, descrivendola come una presenza potente, generosa e giocosa, capace di entrare nella vita e nel cuore di milioni di persone. Il film, diventato negli anni un simbolo della cultura popolare americana e della rappresentazione delle donne nel mondo del lavoro, aveva contribuito a consolidare anche sul grande schermo il talento e il carisma di Parton. Dal mondo della musica sono arrivati messaggi altrettanto sentiti. Reba McEntire ha sintetizzato il dolore per la perdita con una frase destinata a riassumere il sentimento di molti: “Non ci sarà mai un’altra Dolly”. Keith Urban ha ammesso di non trovare le parole per esprimere il dolore per la scomparsa di una collega tanto importante. Paul McCartney ha ricordato il primo incontro con Parton a Nashville, al Grand Ole Opry, quando la cantante era ancora legata professionalmente a Porter Wagoner e si preparava a intraprendere la carriera solista. L’ex Beatles ha celebrato il suo talento come autrice e interprete, ma anche il suo impegno filantropico e le sue capacità imprenditoriali. Particolarmente significativo il riferimento a “Let It Be”, la canzone di McCartney che Dolly aveva interpretato, un incontro artistico che aveva unito due giganti della musica. Anche Elton John ha affidato ai social il proprio dolore, definendo Parton una gigante dell’arte, unica e insostituibile, e ricordandone soprattutto la bontà d’animo. Eminem ha invece sottolineato quanto il suo impatto fosse andato ben oltre i confini del country: pur essendo cresciuto ascoltando soprattutto rap, ha ricordato Dolly come un’icona e una superstar in ogni senso. Dal mondo dello spettacolo sono arrivati anche i ricordi di Jimmy Fallon, che aveva avuto modo di lavorare con lei e di condividere duetti, risate e momenti a Dollywood. Fallon ha paragonato Dolly a una farfalla, capace di incantare, affascinare e lasciare un segno indelebile anche in un tempo breve. Seth MacFarlane, che aveva lavorato con lei nella serie “The Orville”, ha raccontato di aver scoperto una persona esattamente come il pubblico aveva sempre immaginato: autentica, generosa e profondamente gentile. Anche Ben Stiller ha condiviso un ricordo personale risalente ai suoi primi anni al Saturday Night Live. Stiller aveva scritto uno sketch per Parton che non aveva funzionato durante la lettura, ma la cantante, secondo il suo racconto, era riuscita a gestire la situazione con grande gentilezza, facendo sentire tutti a proprio agio. Un episodio piccolo, ma significativo, che per l’attore racconta meglio di molte celebrazioni pubbliche la capacità di Dolly di trattare con rispetto le persone che incontrava. Il ricordo di Parton ha raggiunto anche la politica americana. Barack Obama ha sottolineato l’ampiezza straordinaria della sua vita e del suo impatto: dagli undici Grammy e dall’Emmy alla costruzione di un impero imprenditoriale, fino all’impegno per l’alfabetizzazione infantile attraverso la Imagination Library e al contributo alla ricerca che ha portato allo sviluppo del vaccino Moderna contro il Covid-19. Joe Biden l’ha definita un’originale americana, una fonte di ispirazione per milioni di persone e una pioniera nella difesa delle donne e dell’uguaglianza. È proprio questa capacità di essere molte cose contemporaneamente a spiegare la dimensione del cordoglio. Dolly Parton è stata una delle più grandi protagoniste della musica country, ma anche una songwriter rispettata, un’attrice di successo, una produttrice, un’imprenditrice e una filantropa. La sua immagine riconoscibile e il suo senso dell’umorismo non hanno mai oscurato la solidità del talento musicale e la vastità del lavoro costruito nel corso di decenni. Il tributo delle star racconta dunque una perdita che va oltre la scomparsa di una cantante. Nei messaggi di Taylor Swift, Beyoncé, McCartney, Elton John, Eminem, Jane Fonda e degli altri artisti emerge il ritratto di una donna capace di mettere in relazione mondi apparentemente lontani, dal country al pop, dal cinema alla televisione, dalla musica alla beneficenza. Una figura che ha saputo essere contemporaneamente una leggenda e una persona percepita come vicina. Dolly Parton lascia così una musica destinata a continuare a essere ascoltata e un’eredità che non si misura soltanto nei premi o nei dischi venduti. È nelle canzoni scritte per sé e per altri artisti, nelle generazioni di musicisti che l’hanno indicata come modello, nei progetti dedicati ai bambini e nella memoria personale di chi ha avuto la fortuna di incontrarla. Come ha scritto Taylor Swift, il suo lascito continuerà a vivere nelle innumerevoli vite che ha contribuito a cambiare. E, per una donna che ha fatto della capacità di raccontare le persone e le loro emozioni la propria arte, forse è questo il riconoscimento più importante.