Prodotto dalla leccese Dodicilune, ecco il nuovo cd del pianista, compositore e didatta toscano Andrea Garibaldi. Vi dico subito che è un disco che sa di Alpi Apuane e questo fa gongolare il mio vecchio animo di studente di Scienze Forestali: nello specifico le silerchie non è il nome botanico di un arbusto, bensì una deformazione dialettale toscana (dell’area appunto della Versilia) per indicare la cicerchia (specialmente la cicerchia silvestre ossia la Lathyrus sylvestris). Il disco, registrato in piano solo (al Pellicano Laboratorio Musicale della lucchese Massarosa), nasce da un ritorno alle Silerchie, luogo dell’infanzia e della prima formazione musicale dell’autore. Questa voglia di tornare alla gioventù, è palpabile nel pathos che molti brani portano in dote all’ ascoltatore: brani come Ombre luminose ed anche Ad ora incerta, ci conducono ad una riflessione ecumenica con il nostro vissuto e lo stesso Andrea Garibaldi nelle note (presenti nella versione cd del suo cd) scrive .. Durante l’adolescenza sono tornato alle Silerchie per andare a trovare mio zio, che ha abitato per qualche anno, dopo di me, quella stessa casa. Negli ultimi tempi invece ci sono tornato per prendere lezioni di armonia classica dal maestro Michele Stefanini (che abita vicino alla villa!) e per alcune cene da un’amica la cui casa ho scoperto essere proprio dietro la mia di bambino .. Proprio mentre leggo queste sue parole, finisco il primo ascolto del disco e mi viene voglia di riascoltarlo: il mio lettore mi propone il brano Gelo, mentre leggo un’altra frase di Andrea Garibaldi .. Rifletto sulla poetica dello spazio del filosofo francese Gaston Bachelard, nella quale si afferma che la casa e i luoghi oggettivi che abitiamo hanno meno importanza di ciò che gli viene attribuito in forma poetica .. Bellissima frase, se si tiene conto che Bachelard ha avuto tanti meriti, ma il principale è (secondo me) quello di aver unito la filosofia della scienza e la fenomenologia dell’immaginario: non puoi davvero esimerti da immaginare ad occhi aperti, quando dal cd escono le note di un brano come Chalet del lago, dove è palpabile la bruma e quello strato leggero di minuscole gocce d’acqua sospese nell’aria che riduce la visibilità. Non serve a nulla strizzare gli occhi per ottenere maggiore chiarezza in quello che intravedi e solo il cervello ti aiuta, ripescando immagini similari per farti entrare in uno stato di leggero panico. Il piano accarezzato da Andrea Garibaldi in Le Silerchie genera con ritmo sinuoso delle immagini che assomigliano a fotogrammi di una pellicola e le didascalie sono frutto del nostro modus vivendi: lo stesso Bachelard parla di retentissement, sentimento insito nel lettore (o ascoltatore) che non consiste nel mero identificarsi con il poeta (o musicista), ma nel percepire ciò che è stato scritto come se fosse proprio.
Tracklist di questo disco: Le Silerchie 5:47, From green to yellow and viceversa 5:08, Gelo 3:26, Sentiero de saudade 6:51, Sicilian nights 4:35, Pioggia di fine agosto 6:16, Ritorno 2:47, Ombre luminose 5:18, Gibbon walk 4:54, Chalet del lago 4:19, Ad ora incerta 5:29, Il mio nome tu lo sai 3:42.
Andrea Garibaldi – Le Silerchie (Dodicilune Dischi Ed615)
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