Il doppio concerto di Niccolò Fabi all’Auditorium Parco della Musica di Roma

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Dopo il grande evento al Circo Massimo nel Luglio 2024, Niccolò Fabi è tornato ad esibirsi nella Capitale con un nuovo tour e nuove canzoni. Mercoledì 19 e giovedì 20 novembre, presso l’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone”, il cantautore romano è stato protagonista di un doppio concerto dai tratti intimi e coinvolgenti, presentando dal vivo i brani del suo ultimo album Libertà negli occhi insieme ai successi più amati del suo storico repertorio.

Tra luci soffuse ed un silenzio quasi religioso Fabi si è messo a nudo accompagnato dalla sua famiglia musicale. Un focolare domestico che pervade tanto il suo pubblico quanto la sua band composta dagli stessi “compagni di viaggio” con cui ha condiviso dieci giorni su un prato della Val di Sole a Vermiglio, località Palù, in provincia di Trento, insieme alla cantautrice toscana Emma Nolde. Proprio con quest’ultima, lo scorso febbraio, si era esibito al Monk nell’inedito live di “Punto di vista”, di cui ha firmato il testo. Nelle due tappe romane, alle quali abbiamo assistito con i fotoreporter musicali Giovanni Buonomo e Federico D’Ilario, oltre allo stesso Fabi erano presenti sul palco Roberto Angelini, presenza imprescindibile alla chitarra, Filippo Cornaglia, alla sezione ritmica, Alberto Bianco al basso, Cesare Augusto Giorgini e Giulio Cannavale, le nuove leve talentuose scoperte presso le Officine Pasolini. Non c’erano schermi giganti e nessuna scenografia imponente.

È nella penombra studiata non per nascondere ma per rivelare che l’artista ha portato in scena il suo lato più disarmante. L’ultimo ritorno a casa del cantautore romano non è stato una celebrazione rumorosa ma un atto di intimità. “Io sto nella pausa che c’è tra capire e cambiare”: questa l’alba, l’inizio di un concerto dove il pubblico non canta ma ascolta. È una forma di rispetto davvero unica quella che esiste tra Fabi e il suo pubblico. Oltre ai brani dell’ultimo lavoro del cantautore romano hanno trovato posto anche i più famosi successi, talvolta cantati in maniera accennata, come a non voler violare l’intimità del momento. Il pubblico è riuscito a contenersi fino all’ultima canzone (“Lasciarsi un giorno a Roma”), quando la platea si è riversata ai piedi del palco per salutare calorosamente Fabi. Un concerto particolarmente profondo che ci ricorda come la voce più potente sia spesso quella che ha il coraggio di fermarsi e  rivelare le proprie debolezze, paure e intimità per comprendere e unire il prossimo.