
Il bello della musica in generale è che può essere fatta in vari modi e nonostante ci siano solo sette note, poi il prodotto può essere sempre diverso. Pensate a “Del Soffio” il nuovo album di Aniello Perduto che prende forma come un’unica composizione di poco meno di cinquanta minuti. Non si tratta di una nuova traccia con diverse canzoni dentro, ma è un lavoro concettuale sulla vita e sulla morte. La composizione infatti è strutturata seguendo l’arco di un’intera esistenza, dalla gestazione alla morte e pone ai suoi estremi due territori sconosciuti, la pre-nascita e la post-morte, come soglie limite. Musicalmente è un fluido di suoni che girano seguendo l’intento di tradurre in musica la vita.