Tra folk e balfolk, il nuovo album di Massimiliano Felice

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C’è un filo che unisce le tradizioni musicali dell’Abruzzo ai festival di balfolk europei, la memoria personale alla sperimentazione contemporanea, il suono antico dell’organetto alle possibilità offerte dall’elettronica. È il percorso che attraversa “Therefore I Dance”, il nuovo album solista di Massimiliano Felice, pubblicato da RoxRecords e disponibile da settembre 2026.

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Musicista, compositore e ricercatore attivo da oltre trent’anni tra folk, world music e teatro, Felice firma un lavoro che rappresenta una nuova tappa di un percorso artistico costruito sulla continua ricerca e sul dialogo tra tradizione e innovazione. Al centro del progetto c’è il balfolk francese, universo musicale e culturale legato alle danze popolari europee, reinterpretato attraverso una sensibilità personale che guarda tanto alle radici quanto alle sonorità contemporanee. “Therefore I Dance” raccoglie composizioni originali nate negli ultimi anni e sviluppate attorno all’organetto diatonico, strumento che accompagna Felice dai primi anni Duemila e che, nel corso del tempo, è diventato il principale mezzo espressivo della sua ricerca musicale. Pur mantenendo una forte impronta acustica, il disco amplia il proprio orizzonte attraverso un utilizzo misurato di effetti, loop station ed elementi elettronici, costruendo un equilibrio tra dimensione tradizionale e linguaggi attuali. Come racconta lo stesso autore, il progetto nasce dall’incontro tra influenze molto diverse. Nelle composizioni trovano spazio suggestioni provenienti dalla techno, dalle colonne sonore di Ennio Morricone, dal valse musette francese, dal fado portoghese e dalla musica brasiliana. Un mosaico sonoro che convive con una dimensione più intima e autobiografica, fatta di ricordi familiari, paesaggi e storie legate all’Abruzzo. Alcuni brani custodiscono infatti riferimenti diretti alla memoria personale dell’artista. “Le due sorelle”, ad esempio, è dedicata al legame tra la madre e la zia di Felice, una relazione nata nel difficile periodo del dopoguerra e diventata simbolo di una vicenda familiare intrecciata con la storia collettiva del territorio. In questo senso, il disco si propone come un racconto musicale nel quale esperienze individuali e memoria condivisa si fondono in una narrazione capace di andare oltre i confini geografici. L’album si inserisce in un percorso profondamente legato alla cultura musicale abruzzese. Dopo gli studi di chitarra classica, teoria e armonia, Felice ha sviluppato una lunga attività di ricerca dedicata agli strumenti e ai repertori della tradizione popolare regionale, affiancando lo studio bibliografico al lavoro sul campo e all’incontro diretto con i custodi delle tradizioni musicali. Un’esperienza che ha contribuito a definire il suo linguaggio artistico e che continua ancora oggi a rappresentare una componente fondamentale della sua identità musicale. Nel corso della carriera il musicista ha collaborato con numerose formazioni, tra cui Ratablò, Nuova Orchestra SARM, Neòs Trio, Blue Reed, Progetto Migala e Zenìa, esibendosi in importanti festival e rassegne in Italia e all’estero. Tra le esperienze più significative figurano manifestazioni come “Tradicionàrius” e “Berguedà Folk” in Spagna, “Vertanzt” in Svizzera, lo “Sponz Fest”, “Muntagninjazz”, il “Taormina Film Festival” e “FOLKever – Italian Music Roots in Motion” a Hong Kong. Nel 2026 è inoltre finalista al Premio Alberto Cesa – Folkest, uno dei riconoscimenti più prestigiosi nel panorama della musica folk italiana. Accanto all’attività concertistica, Felice porta avanti da anni anche il lavoro di compositore per il teatro e musicista di scena, un’esperienza che emerge chiaramente nell’attenzione riservata alla costruzione narrativa delle composizioni e al rapporto tra musica, movimento e dimensione performativa. A impreziosire “Therefore I Dance” contribuiscono diversi ospiti: Federica Migliotti e Nora Tigges alla recitazione, Juliana Azevedo al canto e Gabriele Gagliarini alle percussioni. Dal vivo il progetto viene proposto prevalentemente in solo, con Felice all’organetto, live effects e loop station, ma può assumere configurazioni più ampie grazie alla partecipazione degli artisti coinvolti nel disco.