Tredicesimo album in studio, composto da 9 tracce per circa 43 minuti di durata, vede ancora una volta la produzione del polistrumentista Tyler Bates: pubblicato il 14 Agosto 2026 per la Nuclear Blast Records, ha ottenuto un’accoglienza positiva dalla critica italiana e internazionale. Descritto come un’opera oscura, coerente e dotata di una forte urgenza espressiva, One Assassination Under God – Chapter 2 non stravolge la formula del capitolo precedente, ma sceglie di elaborare le migliori intuizioni del passato recente dell’artista e così le atmosfere oscillano tra l’industrial rock, il gothic metal e sfumature post-punk. Forse il brano più personale è All the Vilest Things: considerato il brano più catartico del disco, è una risposta a chi lo ha attaccato negli ultimi anni .. You tried your best to destroy me, I don’t want revenge because you only made me stronger ..
Se il precedente capitolo era incentrato sulla ripartenza, questa seconda parte introduce dinamiche legate al concetto di vendetta e relativa reazione. I testi sono colmi di metafore, simbolismi e riflessioni pungenti che affrontano direttamente i tormenti e le vicissitudini giudiziarie degli ultimi anni vissuti dal cantante. I recensori concordano sul fatto che l’album goda di una produzione pulita e snella, con lunghi intro o intermezzi superflui. Pur non inventando nulla di paragonabile ai capisaldi degli anni ’90, la critica sottolinea come Marylin Manson riesca a convincere senza limitarsi a copiare l’era di Antichrist Superstar o Hollywood, trovando una propria precisa identità e confermando un ottimo stato di forma artistica.
One Assassination Under God – Chapter 2 di Marilyn Manson
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