Con il suo album di debutto, la Schola Cantorum Venerandae Fabricae si presenta sulla scena discografica internazionale affrontando una delle pagine più rare e affascinanti del repertorio sacro rinascimentale: la Missa pro defunctis a quattro voci di Tomás Luis de Victoria. In uscita il 27 novembre 2026 per Decca Italy in formato CD, vinile deluxe e digitale anche in Dolby Atmos, il progetto rappresenta molto più di una semplice registrazione. È il frutto di un percorso che intreccia ricerca storica, prassi esecutiva e riflessione spirituale, riportando all’attenzione del pubblico un capolavoro poco frequentato ma di straordinaria intensità espressiva.

Fondata nel 2025 dalla Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano per promuovere giovani professionisti e lo studio del repertorio vocale antico, la Schola Cantorum Venerandae Fabricae è guidata da Mons. Massimo Palombella, figura di riferimento nel panorama della musica sacra contemporanea. Già Maestro Direttore della Cappella Musicale Pontificia Sistina e vincitore dell’Echo Klassik Award nel 2016, Palombella ha costruito questo progetto attorno a una visione precisa: rileggere il tema della morte cristiana attraverso il linguaggio musicale di Victoria, trasformando il canto in un itinerario che conduce dal dolore alla speranza della risurrezione. Registrato tra marzo e maggio 2026 nel tornacoro del Duomo di Milano, il disco sfrutta la particolare acustica della cattedrale lombarda per esaltare la limpidezza della scrittura polifonica del compositore spagnolo. La scelta di un organico interamente maschile, comprese le parti acute, contribuisce a definire un’identità sonora coerente con la sensibilità rinascimentale e con la centralità della parola liturgica latina. In questo contesto, ogni linea vocale emerge con chiarezza, restituendo il delicato equilibrio tra rigore contrappuntistico e tensione spirituale che caratterizza l’arte di Victoria. Cuore della registrazione è la Missa pro defunctis pubblicata a Roma nel 1583, opera distinta dal più celebre Officium defunctorum del 1605. Si tratta di una composizione raramente documentata in maniera completa sul piano discografico, circostanza che rende questa nuova incisione particolarmente significativa. Attorno alla messa si sviluppa un percorso musicale organico che comprende i tre responsori funebri Libera me Domine, Peccantem me quotidie e Credo quod Redemptor, accanto ad altre pagine dello stesso Victoria, costruendo una narrazione che dall’esperienza del lutto si apre progressivamente alla luce pasquale. L’idea interpretativa non punta a ricostruire una celebrazione storica né a proporre una semplice antologia di brani. Il programma è concepito come una meditazione musicale unitaria, nella quale ogni composizione contribuisce a sviluppare una riflessione sul significato della morte e sulla promessa della vita eterna. La tensione emotiva delle pagine funebri trova così il proprio compimento nell’inno pasquale Ad coenam Agni providi e nella preghiera finale del Salve Regina, che suggellano il passaggio dal dolore alla speranza.

articolarmente significativa è anche la partecipazione dei Pueri Cantores della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano nel mottetto O Domine Iesu Christe, un intervento che amplia la tavolozza timbrica dell’incisione e rafforza il legame tra il progetto artistico e l’attività formativa promossa dall’istituzione milanese. L’album si distingue inoltre per la cura dedicata all’edizione fisica. Accanto al CD digipak con libretto di venti pagine contenente note di approfondimento firmate da Mons. Palombella, sarà disponibile una prestigiosa edizione limitata in doppio vinile da 180 grammi. La confezione, realizzata in formato gatefold con finiture argentate, include un elaborato pop-up tridimensionale del Duomo di Milano alto 25 centimetri, trasformando il supporto discografico in un vero oggetto da collezione. Sul fronte digitale, la disponibilità in Dolby Atmos permette invece di vivere l’esperienza sonora in una dimensione immersiva, valorizzando la spazialità della registrazione e la complessa tessitura polifonica delle composizioni. Con questo debutto la Schola Cantorum Venerandae Fabricae conferma la volontà di fare del Duomo di Milano non soltanto un luogo di culto e di memoria, ma anche un laboratorio culturale vivo, capace di dialogare con il presente attraverso la riscoperta del patrimonio musicale europeo. La musica di Tomás Luis de Victoria torna così a risuonare con forza rinnovata, offrendo all’ascoltatore contemporaneo un’esperienza che unisce bellezza, riflessione e spiritualità in un unico, intenso percorso di ascolto.